“L’Italia s’è desta?” Riflessioni monarchiche e deliranti degli anni zero.

di Marica Dazzi

“L’Italia s’è desta?” Riflessioni monarchiche e deliranti degli anni zero.

di Marica Dazzi

“L’Italia s’è desta?” Riflessioni monarchiche e deliranti degli anni zero.

di Marica Dazzi
4 minuti di lettura

Era il lontano 1946 quando, in questo stesso epocale giorno, si tenne il referendum che decise di conferire al nostro stivale pelle repubblicana (anche se mia nonna non è mai stata convinta della veridicità dell’esito di quel famoso voto).

E se la visione del nostro non più esule principe vestito da Dalidà che danza, non avesse interamente catalizzato la mia attenzione, mentre mi accingo a effettuare le più disparate ricerche del più bieco qualunquismo festivo-nazionalpopolare, – nel tentativo di condurvi nel più caldo torpore e farvi rinunciare alla mia lettura e ripiegare su RealTv –, potrei addirittura copincollare da Wikipedia il risultato esatto delle votazioni, ma mia nonna non ci crederebbe comunque e quindi tutto questo non avrebbe senso per me.

Monarchia o Repubblica che sia, il Pd aveva il sogno di avere un shogno ( citando Briatore) e “stupido è chi lo stupido fa” , il Pdl (ma davvero devo fare finta di parlarne come se fosse un partito?) fantastica già sul nuovo volto da dare alla prossima amnistia, il Movimento5stelle, invece, a causa di un errore fatale sulle indicazioni scritte sul proprio Google Maps, ha perso la strada e, moderno Don Abbondio, è stato abbordato dagli acerrimi e spietatissimi hacker.

Noi d’altro canto, ci crediamo ancora e siamo in attesa di nuove fantasmagoriche e sprizzanti riforme elettorali, abbiamo avuto conferma del fatto che in Italia politica fa rima con Dc, e che la crisi ci ha portato via persino le mezze stagioni, e forse pure quelle intere.

Ci troviamo dunque oggi a festeggiare una ricorrenza della quale alla maggior parte dei ragazzi della nostra generazione davvero poco importa (se non nel limite in cui permette loro di postare qualcosa di intellettuale sulle pagine dei social network, mi raccomando non l’inno che fa troppo mainstream).

Potrei dunque osare e fare l’alternativa in questo clima di sommo e povero gaudio casereccio, dato che stiamo ricominciando a cucinare le patate nei modi più originali, e scrivervi che in realtà le cose non stanno così: che ci sono ancora dei giovani che credono davvero nei sacri valori (e Papa Francesco sta davvero simpatico a tutti perché è davvero simpatico) che noi ragazzi siamo preparati perché anche se non funzionavano quasi mai i riscaldamenti, le scuole le abbiamo comunque fatte, e che ci stanno rubando il futuro.

Che – terrona – non sono d’accordo sulla visione del personaggio di Garibaldi che ci viene proposta nei libri di storia e che il riso si coltivava da noi in Sicilia, ai tempi.

Che è quasi paradossalmente triste (e più che altro pericoloso) che il più moderno e democratico mezzo di comunicazione consenta alla mia opinione di avere un peso pari a quello di qualsiasi altro, e mi vergogno di pensare a Giordano Bruno (se passi da Campo Dei Fiori non guardarlo negli occhi se ti devi laureare…ma non sforzarti di prenderti il pezzo di carta chissà quanto in tempo, tanto il mercato è fermo).

Che Nuntereggae più”  sì che era una canzone rivoluzionaria, e Fabio Fazio ha voluto fare il suo festival ripulito senza comunque poter evitare di invitare i Modà.

Ma non lo farò, perché è comunque prevedibile (come d’altronde è prevedibile l’intero testo di questo articolo).

Facendo un semplice calcolo delle probabilità infatti, ci sarà già un altro sito più qualificato del nostro, più bello, colorato e simpatico che parla di tutte queste cose in modo più avvincente e scorrevole.

Diverso forse invece si potrà definire il lavoro che tenteremo di realizzare questo mese con il nuovo utilizzo che vogliamo fare di questa rubrica.

Vertigo infatti, in occasione del mese di Giugno, si trasformerà in una piattaforma alternativa dove racconteremo, in chiave del tutto nuova, i fatti e i misfatti accaduti nel bello giardino dell’impero, in questi anni di storia repubblicana.

Tutto questo solo per annunciarvi qualcosa che ancora deve solo accadere?

Ebbene sì, ma oggi non potrete volermi male, perché siamo tutti italiani (più come cantava Gaber che altro), e dovrete essere solidali con me, perché mio padre e mia madre dormono nella mia stanzetta in affitto (che è diventata ulteriormente piccola) questo fine settimana perché lui voleva tanto vedere la parata da anni ed anni, e proprio questo maledetto 2013 che è riuscito a prendere l’aereo, hanno fatto i tagli e non potrà vedere in cielo nemmeno le frecce tricolori.

Auguri da TheFreak nella speranza di sorprendervi.

Ps: ciao nonna, non prendertela dai, in fondo i Savoia sono tornati, e anche quando erano lontani si sono comunque sempre impegnati per farsi ricordare.

 

di Maricia Dazzi All rights reserved

 

 

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