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L’IMPRESSIONISTA

Ho sposato l’idea
che non ti avrei sposato
che questo palmo avrebbe
smesso di mendicare sporco
per la più incontinente forma
di splendore
sul beffardo sorriso tuo.

Il tempo sia padrone
della probabilità di rivederti
sulla rive droite della Senna
di una Paname illuminata
alla sera sotto i lampioni
di arancio e beatitudine.

Tutto immerso
in un vino di cielo
straccio tagliato dai rami d’autunno
il sentiero di casa
da Place st. Pierre a Montmartre
tra chimere della Belle Époque
e bohemiens decadenti
distorte visioni morte

in un’Impression che dipinge
una realtà contraffatta.

di Enrichetta Glave, all rights reserved

L’IMPRESSIONISTA ultima modifica: 2016-12-10T12:10:54+00:00 da Enrichetta Glave
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A proposito dell'autore

All'imbrunire di un afoso pomeriggio molisano viene al mondo Enrichetta. Il peso del suo nome sembra consacrarla al Risorgimento, all'amata moglie del Manzoni ed alla passione per la Letteratura e l'Arte. Alla facoltà di Giurisprudenza presso l'Università Luiss di Roma studia diritto, mossa da ideali libertari e a tratti rivoluzionari. Dà inizio al suo viaggio con the Freak pubblicando poesie e vedendo così delineato un sogno coltivato sin da bambina. Ama evocare immagini bucoliche nella mente del lettore, in grado di suscitare quiete e serenità, sviluppando nel tempo un singolare interesse per il dio Bacco e per il suo amabile nettare, il vino. Preferisce deliziare il suo palato con un buon rosso, meglio se Brunello di Montalcino. Un foglio bianco, una penna sul tavolo e tanta cioccolata fondente da mangiucchiare in fretta al sopraggiungere della notte, incalzano il suo polso, deciso ed implacabile. I poeti decadenti affascinano il suo spirito irrequieto e la conducono verso il mistero dell'Altrove. Dedica un po' del suo tempo partecipando a spettacoli teatrali in lingua arbereshe, seconda lingua del suo paese d'origine, Ururi. L'accento marcato le conferisce un'aria da straniera smentita subito dal suo fiero patriottismo romantico. Ama la fotografia di Erwitt, Bresson, Doisneau e gli scatti colorati dello statunitense Steve Mc Curry. Apprezza l'arte di strada, segue la satira del graffitista Banksy e scruta attentamente, con due immancabili cuffie alle orecchie, i murales inquietanti di Blu, sorpresa da occhi lucidi e timidi sorrisi.

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