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LAUTUNNO DI SERAFINA

Vedrai, Serafina tra le persiane malchiuse
di palazzi cementati, tra i lerci chiostri di spazi consueti
un reliquiario discorrere di ricordi nellora del dì più attesa:
non è che un accordare la terra alliperbole del cielo
a quel dolce ritratto duniverso in cui cercare silenzio
e trovarlo soltanto tra i tocchi ingarbugliati di foglie franate lasciate
andare.
Fosti fatta se non per intendere la vita come un punto
di eterno ritorno alle cose passate, alle attenzioni pregresse
logorate infine dalle dimenticanze del tempo. Invero, mai
toccasti le altezze dei tuoi ripensamenti -rimpianti
caduchi- dove volgono i passi quando la desolazione tavvinghia
perché a tradirti hanno infuocato ghiacciai le tue parole
e rovistato un passante travestito da Divinità. Di strappargli speravi
un poco di compassione o forse davvero una promessa di volto
ma sgarbato lAutunno ti spara addosso e ti sferza soltanto
folate di vento.

di Enrichetta Glave, all rights reserved

L’autunno di Serafina ultima modifica: 2017-10-24T17:38:25+00:00 da Enrichetta Glave
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A proposito dell'autore

All'imbrunire di un afoso pomeriggio molisano viene al mondo Enrichetta. Il peso del suo nome sembra consacrarla al Risorgimento, all'amata moglie del Manzoni ed alla passione per la Letteratura e l'Arte. Alla facoltà di Giurisprudenza presso l'Università Luiss di Roma studia diritto, mossa da ideali libertari e a tratti rivoluzionari. Dà inizio al suo viaggio con the Freak pubblicando poesie e vedendo così delineato un sogno coltivato sin da bambina. Ama evocare immagini bucoliche nella mente del lettore, in grado di suscitare quiete e serenità, sviluppando nel tempo un singolare interesse per il dio Bacco e per il suo amabile nettare, il vino. Preferisce deliziare il suo palato con un buon rosso, meglio se Brunello di Montalcino. Un foglio bianco, una penna sul tavolo e tanta cioccolata fondente da mangiucchiare in fretta al sopraggiungere della notte, incalzano il suo polso, deciso ed implacabile. I poeti decadenti affascinano il suo spirito irrequieto e la conducono verso il mistero dell'Altrove. Dedica un po' del suo tempo partecipando a spettacoli teatrali in lingua arbereshe, seconda lingua del suo paese d'origine, Ururi. L'accento marcato le conferisce un'aria da straniera smentita subito dal suo fiero patriottismo romantico. Ama la fotografia di Erwitt, Bresson, Doisneau e gli scatti colorati dello statunitense Steve Mc Curry. Apprezza l'arte di strada, segue la satira del graffitista Banksy e scruta attentamente, con due immancabili cuffie alle orecchie, i murales inquietanti di Blu, sorpresa da occhi lucidi e timidi sorrisi.

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