L’ANIMA GENTILE DELLA POESIA

di Stefano Labbia

L’ANIMA GENTILE DELLA POESIA

di Stefano Labbia

L’ANIMA GENTILE DELLA POESIA

di Stefano Labbia
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L’anima della poesia: gentilezza sfacciata, sentimento celato

La poesia è gentile. La poesia è sfacciata. La poesia è beffa. La poesia è l’analisi di un sentimento privato, personale ma comune a tutti. A volte celato, a volte mostrato. La poesia è l’analisi della nostra vita, dei nostri sogni, delle nostre paure, delle nostre speranze, di tutto ciò che proviamo, dall’inizio alla fine dei nostri giorni. Ecco perché è importante. È per questo che si prefigura fondamentale nella vita dell’uomo o perlomeno dovrebbe esserlo perché si riscopre su carta, leggendo, ciò che si prova all’interno. È tutto lì. Scritto da chi ha vissuto prima di noi e non importa molto, la rima, la metrica, lo stile. È stato scritto, c’è, esiste ed è lì. Mille caratteri, mille modi di porsi, di pensare, tutti raccolti in secoli e secoli di scritti, pergamene, papiri. “Com’è facile vivere, per bocca di qualcun altro, con la penna presa in prestito da un’altra vita.”. Facile perché quelle poesie, quelle liriche, quelle composizioni, puoi benissimo farle tue come si fa, del resto, con massime ed aforismi. Non vivere in funzione di ma vivere aiutandosi con, prendendo spunto, appoggiandosi delicatamente. Guardiamo Thomas Elliot, o, per restare in “casa”, Alda Merini: questi poeti hanno detto tutto, hanno provato già tutto, prima di noi. Anime sensibili in un mondo spesso sciatto, vuoto, privo di emozioni e soggiogato dal logorio di una vita vissuta meccanicamente. I poeti sono custodi del tempo e dei sentimenti che ci regalano e ci sbattono in faccia all’improvviso. E talvolta questa realtà fa male, talvolta sorprende nervi tesi, scoperti. Eppure questo tipo di dolore che fa bene: l’ago entra una sola volta nella vena, preleva ma poi c’è il tampone di cotone e lentamente il foro si richiude. I poeti compiono un’analisi, un quadro clinico dei sentimenti e ci donano riflessioni private, personali che inevitabilmente ci spingono a riflettere, a scandagliare il nostro animo imperfetto, indeciso, inquieto. Soffermiamoci su ogni verso e tocchiamolo col cuore, lasciamo che vibri, che si decanti da solo, che ci colpisca in tutta la sua semplice complicazione, che arrivi al cuore, passando per la testa, camminando sulle labbra in un sussurro. Amori malsani, amori celati, ricordi sereni, evocazioni di rara inquietudine e poi ancora, amori struggenti, non corrisposti, paesaggi di cemento o di natura preziosa che mai, forse, potremo ammirare, cartoline vecchie di secoli, lotte, battaglie, risate, il potente preso a calci su un foglio. Questa è la poesia. Questo e tanto altro che merita di essere vissuto. Leggete. Amate. Scrivete.

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