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Capitolo 6: D’Eangeli

 “Bi procede a passo spedito sulla lunga strada Rossa, quando a un certo punto si accorge di avere fame: si mette, quindi, a cercare un posto nel quale mangiare.”

Bi continua il suo instancabile cammino sulla strada Rossa, ma le sue intense riflessioni sui luoghi visitati e sulle persone incontrate fino a quel momento vengono bruscamente interrotte da una fame improvvisa.
Cerca di non farci caso, ma quello il lieve languorino che aveva avvertito all’inizio diventa presto un prepotente brontolio dello stomaco: così, si trova costretta a cercare un luogo nel quale appartarsi in tranquillità per trovare qualcosa da mettere sotto ai denti.

“Bi interrompe le sue ricerche quando finalmente trova un melo non lontano. Si avvicina al grande albero colmo di frutti e nota che sulla corteccia è inciso -D’Eangeli-, ma, affamata com’è, fa poco caso a questo particolare e si protende per afferrare un frutto.”

Bi si guarda attorno: mai avrebbe immaginato di trovare tanta desolazione lungo il suo cammino da non incontrare nemmeno un luogo atto al ristoro dei viaggiatori, altrimenti avrebbe portato delle provviste.
Finalmente, non lontano da dove si trova, scorge un bellissimo melo, carico di grossi pomi rossi. Mentre sta scegliendo la sua mela, nota che sulla corteccia è inciso qualcosa, “D’Eangeli”… ma in quel momento ha troppa fame per farsi domande e, senza riflettere troppo, protende la mano verso la chioma dell’albero.

“Bi sta per raggiungere il rosso pomo succoso, quando il suo braccio viene colpito da una mela durissima, lanciata da lontano: un uomo grasso, vestito di tutto punto, con un enorme sacco di iuta sulle spalle si avvicina rabbioso verso di lei, agitando il suo bastone e gridando <<Non sai leggere?! Sull’albero c’è scritto chiaramente -D’Eangeli-! Vuol dire che è Di Eangeli e il signor Eangeli sono io!>>”

Bi sta già pregustando il suo pasto succulento, ma un attimo prima di raggiungere il frutto tanto desiderato, il suo braccio viene colpito violentemente da una mela tirata da lontano, che la fa arretrare, dolorante.
La ragazza si gira verso la fonte del lancio e vede un enorme uomo in abiti distinti che stringe a due mani un sacco di iuta penzoloni dalla spalla sinistra, il quale agita furiosamente il suo bastone urlandole che, come scritto sulla corteccia, l’albero è di proprietà del signor Eangeli… ovvero lui in persona.

“Bi non fa in tempo nemmeno a scusarsi che è costretta a scappare per non essere colpita da uno dei tanti frutti che il signor Eangeli le sta lanciando addosso e spera profondamente che la destinazione successiva le permetta di riposarsi almeno un pochino.”

Bi cerca di inserirsi tra un urlo e l’altro per scusarsi, ma non fa in tempo ad aprire bocca che il signor Eangeli inizia a lanciarle i frutti che custodisce nel gigantesco sacco di iuta sulle sue spalle, furibondo.
Terrorizzata, la ragazza corre via e raggiunge immediatamente la strada Rossa per andarsene il prima possibile. Un sentimento di amarezza la pervade ancora una volta, facendole passare la fame: tutto quello che spera, è che la prossima destinazione sia un luogo tranquillo nel quale poter finalmente riposare.

di Valentina Geminiani, all rights reserved

La scelta di Bi- capitolo 6 ultima modifica: 2018-05-05T06:56:29+00:00 da Valentina Geminiani

A proposito dell'autore

Nasce a Milano e cresce amando la scrittura dal profondo del cuore, ma anche la letteratura, la musica e l'arte: è proprio per via di quest'ultimo interesse che frequenta il Liceo Artistico di Brera e, successivamente, si laurea in Scienze dei Beni Culturali. Terminati gli studi, decide di trasformare la sua più grande passione nella professione della vita: diventa, quindi, redattrice e ghostwriter per un'agenzia di comunicazione, poi autrice, speaker e doppiatrice di un canale televisivo, dopodichè diviene content manager di un'app di eventi, il tutto mentre segue il percorso per diventare giornalista pubblicista. Collaborando con una testata di Milano riscopre l’amore per la sua città: così nascono le storie ispirate alle fermate della metropolitana, piccoli frame delle infinite suggestioni che la routine milanese le regala.

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