La scelta di Bi: capitolo 3

di Valentina Geminiani

La scelta di Bi: capitolo 3

di Valentina Geminiani

La scelta di Bi: capitolo 3

di Valentina Geminiani
2 minuti di lettura

Capitolo 3: Prima Tic Cio


“Bi arriva alla terza tappa del suo viaggio avventuroso, tracciato solamente da quella strana strada Rossa. Prima che possa guardarsi intorno, sente una voce avvicinarsi velocemente alla sua posizione.”

Seguendo le indicazioni dell’anziano signore incontrato precedentemente, finalmente Bi giunge a una specie di spiazzo posto lungo il percorso di quella misteriosa strada Rossa.
Questo sentiero, simile in tutto e per tutto a un lungo tappeto purpureo di terra battuta in mezzo al nulla, sembra essere l’unica indicazione da seguire per evitare di perdersi durante il viaggio: non esistono, infatti, né cartelli né insegne che possano segnalare quale direzione prendere all’infuori di quella via.

“Bi si volta e viene quasi travolta da un bimbo magrolino, molto vivace, frettoloso e scompigliato.”

Il vorticoso turbinio di pensieri della ragazza viene interrotto bruscamente da una voce in lontananza, che, però, pare avvicinarsi celermente alla sua posizione.
Bi non fa in tempo a capire da che parte provenga quel suono stridulo e ripetitivo che viene travolta da un’esile figura, sopraggiunta come un lampo da che era poco più di un pallino all’orizzonte: si tratta di un bimbo magrolino e scompigliato, apparentemente incapace di stare fermo anche solo per un istante.

“Bi cade a terra, ma, anziché aiutarla, il bambino irruento comincia a saltellarle attorno con fare stizzito, ripetendo in modo ossessivo: <<Prima Tic Cio! Prima Tic Cio! Gli altri dopo! Prima Tic Cio! La strada Rossa è mia! Prima Tic Cio!>> “.

Il brusco impatto fa cadere rovinosamente a terra la povera Bi, la quale ancora non riesce ancora a capire il motivo della fretta furiosa che sembrano avere tutti coloro che abitano al di fuori del suo quartiere.
L’irruento bambino guarda la ragazza ancora confusa dall’alto in basso e anziché porgerle la mano per aiutarla a rialzarsi si mette a saltellarle rumorosamente attorno, stizzito, visibilmente scocciato dall’idea che un’altra persona si sia messa sulla traiettoria della sua corsa.

“Bi non fa in tempo a dire nulla che Tic Cio riprende la sua corsa forsennata e sparisce all’orizzonte. Bi si alza un po’ frastornata, si guarda attorno e, incamminandosi nuovamente, comincia a pensare che il mondo attorno a sé sia un po’ troppo pazzo, per i suoi gusti.”

L’esile frugoletto comincia a urlare e a parlare di sé in terza persona… o meglio, questo è quello pare di carpire in mezzo al baccano infernale prodotto da quell’irrequieto bimbetto.
“Prima Tic Cio! Gli altri dopo! Prima Tic Cio!” e altre frasi simili si ripetono incessantemente fino a quando il molesto birbante decide di riprendere la sua corsa, sparendo nel nulla. Dopo qualche istante, Bi si rialza e, mentre si incammina nuovamente sulla strada Rossa, comincia a sentire una forte nostalgia di casa.

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