LA RIBELLIONE DELLA CREAZIONE #2

di BarnOwl

LA RIBELLIONE DELLA CREAZIONE #2

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LA RIBELLIONE DELLA CREAZIONE #2

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SECONDA PARTE

Riassunto della parte precedente: Alberto Gioia, fumettista, partecipa ad un concorso alla Zeus Enterprises, multinazionale famosa in tutto il mondo, che una inaspettata telefonata gli comunica di aver vinto. Comincia, così, una carriera di successo nel settore dell’intrattenimento in costante crescita.

LA RIBELLIONE DELLA CREAZIONE #1

Adesso sono con Riccardo per una cena di lavoro durante la quale possiamo discutere di eventuali progetti futuri. In effetti, mi sembra il momento ideale per parlarne; è da un periodo che mi balena un’idea particolare nella testa, diversa dalle altre, dato che finora il tipo di storie al quale mi sono dedicato riguarda il genere sentimentale, ove il protagonista deve affrontare in solitaria un problema che lo dilania a livello spirituale: questa volta ho il desiderio di cimentarmi in una storia di guerra e amicizia.
– “Sai Riccardo” inizio il discorso, con un pizzico di confidenza in più del solito “in quanto a progetti futuri, vorrei provare a scrivere una storia del tutto nuova.”
– “Sono tutto orecchi. Spara.”
– “Sai…pensavo, qualcosa che riguardasse la guerra o l’amicizia…” provo a spiegare, gesticolando con le mani.
– “E la trama?”
– “Un veterano di guerra viene a scoprire che il suo migliore amico è una spia e quindi, succedono…cose.”
Ancora non ho un’idea ben precisa di quello che voglio creare.
– “Per me va bene” risponde Riccardo.
Incredibile: non ha niente da ridire.
– “Eh? Tutto qua? Va bene. Non…vuoi altre spiegazioni riguardo la mia idea?”
– “No.”
Come può essere così sicuro su qualcosa di cui non ha abbastanza informazioni per…
– “Ti chiedi perché io non abbia da opporre alcuna obiezione, non è così? Ora ti spiego: dato che sei riuscito a raggiungere la fama e il successo, nonostante alcune difficoltà, ormai sono perfettamente a conoscenza delle tue capacità. Quindi, so che tu farai del tuo meglio per creare una storia coi fiocchi. Pretendo soltanto il tuo solito impegno.”
Non posso crederci, non mi viene nemmeno qualcosa per rispondere. Ho intenzione di esplorare un genere narrativo del tutto nuovo per me, i rischi che qualcosa non possa andare per il verso giusto sono altissimi, e Riccardo mi raccomanda nient’altro che io faccia del mio meglio? Perbacco, ha una grande fiducia in me.
– “Ho una determinata scadenza di tempo per consegnare la prima parte della storia?”
– “Ti do tre settimane di tempo.”
È stato persino generoso nel darmi un limite di tempo. Significa che vuole davvero investire su questa novità: sì, lui pensa realmente quello che ha detto prima. Il fatto che crede così tanto in me riempie il mio animo di orgoglio e ottimismo. E non ho alcuna intenzione di tradire la sua fiducia.
– “Non ti preoccupare, Riccardo, non ti deluderò.”
– “Questo è lo spirito giusto.”
Mi versa un sorso d’acqua nel mio bicchiere, poi alza il suo, pieno di vino, per inaugurare un brindisi.
– “Al nostro futuro.”
– “Al futuro.”

La prima parte della prima settimana l’ho dedicata alla stesura della storia principale, partendo dall’idea che già avevo spiegato a Riccardo: un soldato, oramai congedato da una guerra scatenata da un complotto, scopre che il suo migliore amico è una spia.
Dato che la trama, a mio parere, non è abbastanza originale, è necessario giocare con i colpi di scena per riuscire a catturare il lettore. Potrei iniziare in medias res…no, rischio solo di combinare qualche pasticcio; ancora non ho idee valide, tanto vale iniziare con la presentazione del protagonista. Sì, mi sembra una buona pensata.
Nel frattempo, sono passati tre giorni; inizia la seconda parte della settimana ed è il momento di provvedere al character design. Il soldato deve ispirare rispetto e fermezza, ma contemporaneamente gentilezza e serenità solamente nell’osservarlo; inizio la caratterizzazione del protagonista, cercando di capire quale può essere l’età più adatta per lui. 30? Troppo giovane, non mi convince per il suo ruolo. 43? Ancora non ci siamo, ma è un’alternativa migliore. 52? Perfetta: è naturale che una persona di 52 anni sia dotata di tutte le qualità di cui ho bisogno. E l’antagonista? Dovrei pensare pure a lui? Forse è meglio pensarci dopo, magari penso solo all’età; per il momento, so solo che deve far capire che nasconde una personalità parecchio perfida dietro la sua maschera di gentilezza. Quindi, è necessario che sia più giovane del protagonista, ma non troppo: una persona di 40 anni andrà più che bene. Trascrivo le caratteristiche peculiari del protagonista in un foglio.

Protagonista
Nome: Sconosciuto
Dettagli: Mancanti
Personalità: Ferma e severa ma di buon cuore
Età: 52

Ed il personaggio principale è ultimato al 40%. Nei giorni successivi, riempirò le altre caselle dello schema.

Dopo altri tre giorni di cancellature e idee, ho completato il disegno e la scheda “dettagli” del protagonista.

Dettagli: stivali marroni, giacca nera, pantaloni marroni, un sigaro toscano, fisico ben sviluppato, mento, capelli marroni corti.

Sono così soddisfatto del mio lavoro che gli dedico un saluto militare.
– “Riposo, soldato,” urlo con la mano in fronte “sei riuscito a dimostrare a tutto il paese quanto sei fico.”
Manca ancora una settimana e mezzo per la pubblicazione del mio lavoro, quindi direi di essere ad un ottimo punto. Gonfio di orgoglio, decido di fermarmi per questa giornata, andando in balcone a prendere una boccata di aria fresca: quando ho bisogno di rilassarmi, non c’è niente di meglio per riprendere le mie energie.
Osservo i grattacieli che si ergono alti nel cielo, sfidandosi tra di loro per vedere chi riesce a giungere più in alto, insieme alla mia fantasia, la quale si slancia invisibile verso il cielo infinito. Guardare il cielo stellato mi infonde di nuova speranza: quando sono giù di morale oppure ho finito le idee, mi lascio ispirare dalla notte e dalla luce confortante della Luna. Oggi non ho bisogno di incoraggiamenti, voglio solo godermi questo bel panorama. Assetato, mi faccio un bicchiere di acqua; mentre sorseggio, qualche goccia cade giù, rapida nella notte. Aspetto che scompaia, perdendomi, per un’ultima volta, nei miei pensieri durante la visione di quelle minuscole gocce. È il momento di rientrare e di addormentarsi, oggi è stata un’ottima giornata.

Ritorno per conservare il mio foglio in una fodera, così da non perderlo, ma mentre ne cerco una, con la coda dell’occhio noto qualcosa di pazzesco: il mio personaggio è completamente scomparso dal foglio.
– “Eh? Dove si è cacciato?”
– “Proprio vicino a te, verme.”
Sento questa voce tutto ad un tratto, che aveva appena risposto al mio dubbio.
Impossibile, non ci può essere nessun’altro oltre a me e la voce non mi sembra smorzata dalle pareti, quindi non può provenire da qualcuno di qualche appartamento accanto.
Ironicamente, da fumettista dovrei essere abituato a queste stramberie, dato che con esse io ci lavoro, ma me la sto facendo un po’ sotto: potrebbe addirittura essere entrato un ladro in casa mia. Per un momento mi illudo pensando che potevo solamente essermela immaginata, poi, con la tremarella che pervade il mio corpo, continuo a cercare chi poteva essere stato. Nel frattempo, noto un altro foglio con il personaggio che sta facendo un gestaccio davvero poco consono, alzando il dito medio. Come se qualcuno lo avesse insultato ed egli ricambiasse il favore. Eppure non ricordo di averlo disegnato così, ne sono certo. Si intensifica la tremarella.
– “Sì, ce l’ho con te.”

Il mio personaggio…HA APPENA PARLATO?!

Cioè, ditemi se non sono pazzo, ma l’ho appena visto P-A-R-L-A-R-E. E si è pure animato nel foglio!
“Non lo faccio quel ruolo!”

LA RIBELLIONE DELLA CREAZIONE #3

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