La Politica ci salverà dagli Estremismi

di Demetrio Scopelliti

La Politica ci salverà dagli Estremismi

di Demetrio Scopelliti

La Politica ci salverà dagli Estremismi

di Demetrio Scopelliti
4 minuti di lettura

Un missile aria-aria, 9 fucili d’assalto, una pistola mitragliatrice, 7 pistole, 3 fucili da caccia, 20 baionette: non è un arsenale da Guerra Fredda, ma il risultato di un sequestro eseguito lo scorso lunedì presso le abitazioni di militanti neofascisti. E sul punto, l’opinione pubblica si è sbizzarrita, fornendo numerosi assist per mettere, come sempre, in difficoltà il Vice Premier Salvini, quasi ne avesse le colpe, o ne fosse l’artefice, fuorviando dal cuore del problema: l’estrema destra italiana potrebbe organizzare un attentato da un momento all’altro e noi non lo sapevamo. Ci siamo concentrati per anni sul terrorismo islamico, convinti che la minaccia fosse ancora una volta lo straniero, e ci siamo sbagliati.

Questa vicenda ricorda molto Designated Survivor, (a seguire breve spoiler) una serie che prende sul serio lo scenario apocalittico che la prassi americana del Sopravvissuto designato tenta di scongiurare, e cioè che da un giorno all’altro lo Stato si ritrovi acefalo a causa di una catastrofe. Nella serie l’attenzione mediatica è tutta focalizzata sul terrorismo islamico, salvo poi venire scoperto che la minaccia proviene dal cuore stesso delle Istituzioni USA. Ma le analogie non finiscono qui: il problema della destra eversiva di oggi è molto simile a quanto avvenuto negli Anni di Piombo; un impatto politico pressoché nullo, che occupa le frange del dibattito più lontane dagli onori della cronaca, e con sempre di più chiacchierati legami con la destra parlamentare.

Per intenderci, parliamo di Forza Nuova, che in confronto Giorgia Meloni sembra Barbie. Quella parte di Destra che fa a pugni con i tentativi berlusconiani di epurare l’appellativo di post fascisti, per rincorrere il modello di una Destra moderata, conservatrice ma in grado di leggere la complessità del mondo contemporaneo. Istanze politiche che mettono avanti anacronistiche proposte (come riconquistare la Libia) e che hanno a che fare con pericolosi nostalgici, che girano in branco con le loro fiere pelate e il corpo maculato dai tatuaggi. Corpi politici al limite della legalità, al limite del divieto di riorganizzazione del Partito Fascista: perché se è vero che lo Stato deve garantire la libertà di espressione, è vero anche che deve assicurarsi che la Carta Fondamentale non resti lettera morta e che i principi “che traboccano di diritto” della Costituzione trovino sempre attuazione: e uno di questi è l’antifascismo (o meglio ancora la Resistenza).

Piuttosto che vietare queste forme di associazionismo, sarebbe il caso di aumentarne la vigilanza, di metterle costantemente sotto la lente di ingrandimento delle Forze dell’ordine, ma non di vietarle. Ora, il rischio è quello di non centrare il problema: perché la questione è prima di tutto una questione di sicurezza e poi politica. Come si sono procurati questo arsenale? Chi è il funzionario di un paese estero con il quale le organizzazioni in questione erano in contatto per vendere un missile aria-aria? Da dove traggono risorse economiche? Sono tutte domande al vaglio degli inquirenti.

Sul piano politico il rischio è sempre quello che movimenti pericolosamente reazionari occupino una fetta sempre più ampia del dibattito politico e che acquistino visibilità. Certo scioglierli sarebbe una forzatura, una palese violazione del principio di libertà di espressione. Chi garantisce quindi che determinate istanze restino marginali? L’unico soggetto istituzionale a ciò deputato sono i Partiti. I partiti di destra, di sinistra, di centro ma che, pur con differenti visioni, restano nell’orbita dei valori costituzionali e occupano il centro del dibattito. Finché ci sarà fiducia nella politica, i soggetti più estremi resteranno al margine. Il fascismo, il nazismo e il comunismo nascono prima di tutto dalla sfiducia, e poi dall’incapacità politica. La rivoluzione bolscevica nasce dall’incapacità della Nobiltà e degli Zar di leggere cambiamenti sociali già avvenuti; Hitler viene eletto dopo una delle peggiori umiliazioni subite dal popolo tedesco ferito nell’orgoglio; in Italia la classe politica era incapace di affrontare la minaccia comunista e considerava Mussolini il male minore.

Dall’incapacità di saper leggere le sfide del presente e di scrutare quelle del domani deriva l’insicurezza e il non saper dare risposte. Dall’insicurezza nasce la sfiducia e la ricerca di nuove soluzioni, di porti sicuri. E dell’insicurezza e della paura si approfittano i mercenari della parola, i migliori sofisti per cercare nemici comuni contro cui stringere una coorte nutrita di cui ergersi condottieri. La ricerca di nuovi nemici altro non è che un diversivo, per distrarre, fuorviare, allontanare dai problemi reali o più semplicemente dall’incapacità di risolverli. Contro gli estremismi la soluzione è più complessa di quello che sembra e all’opposizione di riflesso, istintiva delle sinistre, la risposta dovrebbe essere più pacata e riflessiva: dovrebbe poggiare le proprie argomentazioni sul Perché di questi fenomeni e sui reali motivi del loro successo.

Dalla fiducia nelle Istituzioni e nella Politica passa la soluzione del problema degli estremismi, perché i Partiti riprendano la propria funzione sociale non di collettori o catalizzatori di voti ma di corpi intermedi che non elevino più solamente istanze provenienti dal basso, ma che elevino soprattutto individui. Perché un domani non ci troviamo come il Primo Ministro Facta il giorno della Marcia su Roma a cui il Re disse:”Caro Facta, sono cambiate molte cose da stanotte….”

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