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Fino a pochi giorni fa di Terni sapevo solo che è un comune italiano di 111 mila abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in Umbria, che è il quarantunesimo comune italiano per popolazione, che d’estate in media si registrano circa 29 gradi con un’umidità del 43%, e che è stato il set del film di Max Nardari “La mia famiglia a soqquadro”.

Poi la settimana scorsa scopro che da uno stretto varco tra le montagne che separano la Piana di Rieti dalla Valnerina sorge la più imponente delle cascate d’Europa, la Cascata delle Marmore.

E fino a qui tutto bene.

Ma non sapevo ancora cosa mi sarebbe capitato.

Era una calda giornata di luglio e la mia amica Emy mi fa: “Oggi vieni a fare un’escursione con me, ti porto a fare rafting”.

“Che mi porti a fare?” – chiedo alquanto preoccupato, e lei: “Rafting, una discesa fluviale su un particolare gommone autosvuotante dove l’equipaggio governa l’imbarcazione tra le rapide e i salti della cascata e tu farai parte di un equipaggio speciale”, e io: “Si, certo, dell’equipaggio di Caronte. Ma tu sei pazza!”.

Menomale che alla fine mi sono lasciato convincere perché è stata una delle esperienze più emozionanti della mia vita. Io, che fino a quel giorno avevo solo nuotato una volta in mare aperto e attraversato un torrente ma senza acqua dentro, mi sono ritrovato con una muta in neoprene addosso, un salvagente, un caschetto da minatore e una pagaia in mano a sfidare il fiume Nera, un fiume che scorre veloce ribollendo sulle rocce per oltre 3 Km.

Dopo una lezione teorica siamo andati verso il gommone. Già gli schizzi potenti dell’acqua mi stavano avvertendo che non sarebbe stata una passeggiata di piacere. Ero concentrato come se stessi giocando la finale del Super Bowl.

Avete presente quei video degli sport estremi sponsorizzati dalla redbull con dei pazzi “scocciati” che si buttano con un gommone e una GoPro in testa?

Ecco ho fatto quella stessa fine e credevo che sarebbe stato l’ultimo filmino della mia vita. E invece è stata una “figata” pazzesca, che rifarò presto.

Ma attenzione. Non era Gardaland, era tutto vero e abbiamo fatto dei salti assurdi seduti col culo sporgente verso l’esterno del gommone. Una sfida contro la natura, l’acqua e le correnti, addirittura la guida a un certo punto ci ha fatto provare una sensazione strana, come i salmoni, risalire la corrente al contrario, con tutta l’acqua che ci bagnava il viso e la muta. Alla fine avevo acqua dappertutto anche nelle scarpe.

Ho scoperto che le acque della cascata sono utilizzate per la produzione di energia idroelettrica e la cascata non è dunque sempre aperta a pieno regime. Quindi si apre e si chiude a comando, ma quando è aperta lo spettacolo è indescrivibile.

Abbiamo avuto una guida esperta che ci ha portato sani e salvi a casa e per questo la ringrazio, ringrazio altresì la squadra di giornalisti e travel blogger che sono scesi con me, ringrazio la mia amica Emy e l’ufficio stampa di Rafting Marmore per avermi invitato.

Poi però ho scoperto luci e ombre sulla Cascata delle Marmore. Eh si, devo dirlo. Ho scoperto che nel 2005 sono state girate alcune scene del film di Costantino Vitagliano e Daniele Interrante “Troppo belli”. Eh eh eh.

Per fortuna quest’anno la campionessa mondiale e olimpica Tania Cagnotto ha promosso il turismo umbro alla grande e anche gli ACTUAL con un video sulla loro esperienza qui alla cascata hanno rialzato nuovamente il livello di un luogo magico e unico in Europa.

In conclusione: Rafting Marmore, ve lo consiglio. Un’esperienza sana di sport e natura per tutta la famiglia.

di Daniele Urciuolo, all rigths reserved

La mia avventura alla Cascata delle Marmore ultima modifica: 2017-07-14T07:06:39+00:00 da Daniele Urciuolo
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