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Non hanno bisogno di presentazioni i Motel Connection: Samuel (voce dei Subsonica), Pierfunk (ex bassista dei Subsonica) e Pisti (dj).

La copertina del loro ultimo album VIVACE raffigura Mosè tra i devoti con una cassa acustica in mano. Non si tratta solo di una missione di diffusione della musica elettronica in Italia ma di ben altro.
I Motel Connection traslano la geometria dei propri concerti e, che suonino su un palco ben piantato o da un vertical stage per strada, creano una miscela di beat e bassi travolgenti capace di far ballare tutti ma proprio tutti, anche gli indie che si annoiano ai party.
Motel connection è il punto d’incontro tra le esperienze parallele dei tre componenti, è una nuova dimensione musicale e nelle camere fumose del Motel si attua un’unica legge: la legge della cassa.
Questo e molto altro ce l’ha raccontato al Mengo Music Fest ad Arezzo il bassista Pierfunk e noi ve lo proponiamo qui nella sua versione integrale.Motel_Connection_Samuel_Subsonica

Come si può conciliare l’anima rock dei Subsonica con questo progetto elettronico?

“Il progetto è nato intorno al 2000 quando a Torino facevamo i Subsonica e arrivando dal rock andavamo a sentire serate di Pisti, serate di elettronica e di dance e ci siamo interrogati sulla possibilità di mettere insieme due suoni che allora sembravano lontani ma che in realtà potevano essere una miscela nuova. Far ballare la gente attraverso la canzone, attraverso la musica che poi abbiamo fatto. E’ nato così un po’ per scherzo sonorizzando delle mostre d’arte attraverso delle colonne sonore. Alla fine ci abbiamo creduto e oggi continuiamo a portarlo avanti perché è un gran divertimento.”

Ormai sempre più band necessitano di un dj per le proprie produzioni ed esibizioni, come si evolve questa figura all’interno di una band?
“All’inizio per noi il dj è stato importantissimo perché era un selezionatore, come un grande bibliotecario che ti mette a disposizione la musica migliore per ispirarti nella scrittura. Poi poco alla volta ci abbiamo preso gusto, tutti quanti siamo diventati un po’ dj e, sebbene Pisti continui a essere il dj del gruppo, ci divertiamo ad alternarci nella mission, nella proposta di pezzi e soprattutto nel mix che ormai è diventato un piacere collettivo quindi un’influenza reciproca.”

L’elettronica negli ultimi due anni ha tirato fuori nomi grossissimi, ad esempio John Hopkins e Jamie xx, voi ora cosa ascoltate maggiormente in ambito elettronico?

“Direi che siamo sempre abbastanza attenti a tutte le novità, soprattutto sulla scena indipendente. A noi interessa un suono particolare quindi in questo momento c’è una scena londinese molto attiva. Un’altra generazione di ventenni che sta facendo dei suoni molto all’avanguardia, prende dalle radici dell’elettronica e riesce a modularle attraverso un “suono suonato” veramente interessante. Ecco questa scena in questo momento ci ispira particolarmente.”

L’intuizione della vertical session, come è venuta l’idea e come pensate di svilupparla ancora?

“Il vertical nasce dalla collaborazione con Stefano Pesca, un giovane creativo torinese che c’ha proposto di sviluppare un format di palco verticale. C’abbiamo creduto, abbiamo sviluppato l’idea, l’abbiamo portata in giro per l’Italia e per l’Europa. Oggi per noi il vertical è un progetto maturo, è una garanzia che tiriamo fuori quando vogliamo creare un grande party in strada e soprattutto offrire la nostra musica in una dimensione diversa che non è solo quella del palco ma è appunto quella della strada.”

La copertina dell’ultimo album raffigura un messia che imbraccia una cassa con i devoti intorno e la musica elettronica in Italia non è conosciutissima al grande pubblico, per voi è quasi una missione diffonderla?

“Questa è l’idea di un collettivo torinese, si chiama Bounty Killart. Mosè consegna le tavole della legge, non si tratta delle tavole della legge ordinaria ma dell’unica vera legge: la legge della cassa.”

Quali sono i progetti futuri del trio?

“Siamo arrivati alla fine di un tour lungo e soddisfacente, abbiamo fatto 107 date ed era impensabile per noi un anno fa. Andiamo in vacanza un periodo per lasciare spazio ai Subsonica e col tempo stiamo progettando delle collaborazioni con l’estero, infatti torneremo tra qualche anno con un suono forse ancora diverso.”

Quindi quando girano i Subsonica, Pisti e Pierfunk a cosa si dedicano?

“Ognuno di noi ha altri progetti, il bello è prendersi uno spazio di autonomia per poi tornare insieme e ognuno portare quello che ha maturato nelle altre esperienze. Motel, come dice la parola stessa, è un luogo d’incontro. Quindi crediamo molto nelle differenze, nel fatto che ognuno possa fare un suo percorso e trovarsi insieme per un periodo di tempo, condividere un progetto e poi di nuovo ripartire per la sua strada.”

Edoardo Bruno
Elisabetta Rapisarda

La legge della cassa: MOTEL CONNECTION ultima modifica: 2014-07-23T08:23:37+00:00 da Elisabetta Rapisarda

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