La giornata della matricola. E' Batman che te lo chiede…

di Federica Picasso

La giornata della matricola. E' Batman che te lo chiede…

di Federica Picasso

La giornata della matricola. E' Batman che te lo chiede…

di Federica Picasso
2 minuti di lettura

“La Horde”.

Se dovessi dare un titolo cinematografico alla trascorsa “Giornata della Matricola  Luiss”, ieri 24 settembre 2012, sicuramente sceglierei questo.

Horde. Orda. Un’orda di idee, di dubbi, di aspettative. Un’orda di matricole.

Una genia di guerriglieri diciannovenni e ventenni armati di block-notes in omaggio e red bull sugar-free.

E si sa, in battaglia non si va sprovvisti. Personalmente, tra tutti i commilitoni possibili, ho scelto il meglio del meglio del meglio. Batman. (E chi se no?)

Batman sulla mia maglietta. E poi i Prodigy. Cuffie fucsia nelle orecchie, per concentrarmi, prima di mettere alla prova me stessa e TheFreak con questi neo-diplomati.  “Inertia Creeps”.

Inerzia. Mai parola fu più inadatta. Perché la folla di persone che mi sono ritrovata davanti, di inerziale non aveva proprio nulla.

Sospese. Innanzitutto, queste matricole sono menti sovra-stimolate,   sospese tra un passato di compiti in classe e un futuro di sessioni d’esame. Il presente è un intermezzo. Una pausa. Una sorta di fila all’ingresso del parco giochi dei loro giorni a venire.  E sono curiosi, entusiasti. Sono lì, in attesa che questa promessa che il domani fa loro, (perché un cambiamento tanto radicale nelle abitudini e nelle prospettive è e deve essere una promessa), venga mantenuta.   E sono pronti a porre le domande più disparate, pur di poter assistere a una sorta di trailer dei loro giorni a venire.

Nella mia top five delle richieste più strambe:

1) Partecipare al vostro progetto mi dà crediti? 

Risposta: No, ma ogni tre articoli che leggi ti diamo in omaggio una scopa rotante. (Scherzo… costa troppo).

2) Ci sono ragazze nella vostra associazione?

Risposta (con sguardo basito): E io che sarei…?  (Sguardo altrettanto basito del mio interlocutore occhialuto…bah….).

3) Posso cambiare corso, per favore?

Risposta: Certo! Basta che ti iscrivi alla nostra newsletter…

4) Posso avere le tue cuffie? 

Risposta: prima dovrai passare sul cadavere di Batman.

5) (Domanda mia): Ti piacciono…il Cinema, l’Arte, i racconti di autori emergenti, i cortometraggi, gli aperitivi musicali?

Risposta di un ragazzino intimidito: No, no, no, no e no. Mi scuso, però, signora.

(Al “signora” qualcosa dentro di me è morto…).

5 bis) (Per abituare i futuri giuristi agli articoli “bis” dei Codici) Perché dovrei scegliere “TheFreak” tra tanti giornali online? 

Risposta: Perché è Batman che te lo chiede…

Aldilà di questi incantevoli, quanto autentici dialoghi, mie care matricole io vi ringrazio.

Vi ringrazio per avermi trasmesso tutta la vostra energia, tutta la vostra positività. Vi ringrazio per aver compreso che non eravamo lì per vendervi un credo o un’aspirapolvere di ultima generazione, ma per farvi sentire i benvenuti.

Benvenuti in questo primo Anno Accademico.

Benvenuti in una nuova fase delle vostre esistenze attraverso la quale, anche noi “signore”  e “signori” siamo dovuti passare, qualche (o più di qualche) anno fa.

E, se vorrete prender parte a questa bizzarra e strampalata avventura chiamata “TheFreak”, siate mille volte i benvenuti.

In un domani di sogni e dispense e  sette-caffè-al-giorno e successi, siate, da parte nostra, per sempre i Benvenuti.

 

 

 

 

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10 risposte

  1. Ahahahahha fantastica come sempre!!! mi hai fatto venire nostalia del tempo in cui le 30enni erano per me signore e pure un po’ vecchiotte…(come han fatto a chiamare te signora??!! dimostri 18 anniiiiiii!!).
    grandiosa!! <3

  2. Ma che ne so…quel mini Harry Potter mi credeva sua zia!!!! Comunque tu sai che, per il prossimo articolo, mi serve la tua collaborazione………….. It’s Pole time!!!!! <3

  3. Mi piace molto questo articolo. Mi ha fatto non solo ricordare ma “sentire” l’Onda. E poi ricordati che l’appellativo “signora” è il più bel complimento che una donna possa ricevere. E non ha tempo.

  4. Lei è sempre gentilissima, Rita, la ringrazio. “Signora” è uno dei più bei complimenti, concordo pienamente con lei, ma solo se l’interlocutore ragiona in termini di qualità della donna e non di quantità dei suoi anni.

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