La festa dei lavoratori

di Ludovica Tripodi

La festa dei lavoratori

di Ludovica Tripodi

La festa dei lavoratori

di Ludovica Tripodi
2 minuti di lettura

La Festa dei Lavoratori.

I parchi brulicanti di lavoratori in pausa, le spiagge affollate di lavoratori in pausa, lavoratori in pausa, emozionati, che scattano foto a monumenti, opere e paesaggi.

I lavoratori si meritano una pausa da quel mestiere o professione su cui la nostra Repubblica democratica si fonda. Ma il disoccupato? Cos’è il primo maggio per lui? Una festa nazionale e popolare di un popolo da cui il disoccupato, oggi più di altri giorni, si sente di non far parte.

Mi concentro su di lui e per farlo ho scelto un breve componimento di Umberto Saba, tratto dalla sua opera più nota e voluminosa, Il Canzoniere.

Il Disoccupato

Dove sen va così di buon mattino
quell’uomo al quale m’assomiglio un poco?
Ha gli occhi volti all’interno, la faccia
si dura e stanca.
forse cantò coi soldati di un’altra
guerra, che fu la nostra guerra. Zitto
egli sen va, poggiato al suo bastone
e al suo destino,
tra gente che si pigia
in lunghe file alle botteghe vuote.
E suona la cornetta dell’aria grigia
dello spazzino.

Tangibile in questo componimento la sensibilità e l’empatia del poeta verso ciò che lo circonda, verso la sua realtà e quella di chi gli sta intorno. Il protagonista dei suoi versi è una figura dimenticata, rassegnata, emarginata, a cui il poeta si paragona (“al quale m’assomiglio un poco”): il poeta triestino infatti, con un toccante realismo, descrive un uomo che girovaga senza meta con il viso contratto e già stanco, seppur siano apparse solo le prime luci del giorno.

Nella seconda strofa il poeta immagina la vita passata di questo triste viandante, probabilmente un valoroso combattente della Grande Guerra, quella che fu nostra, italiana, triestina.

Si stringe il cuore leggendo gli ultimi versi, in cui il senso di solitudine appare acuto, tangibile e reale, in cui, nel suo cammino silenzioso, il nostro protagonista appare un atomo solo, anonimo e abbandonato.

Voglio dedicare questa festa a chi , stamattina, ha provato nessun sollievo a non sentire il fastidioso suono della sveglia, a chi ogni giorno si alza stanco e senza meta, a chi, annoiato e deluso, si accontenta delle futilità, a chi, guardandosi intorno, prova solo frustrazione nel rendersi conto che oggi, primo maggio 2019, è solo un giorno come tutti gli altri.

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