La compagnia teatrale “Rum&Pera” presenta “Viaggio in un incubo” al Teatro Cometa il 27 e 28 Maggio

di Redazione The Freak

La compagnia teatrale “Rum&Pera” presenta “Viaggio in un incubo” al Teatro Cometa il 27 e 28 Maggio

di Redazione The Freak

La compagnia teatrale “Rum&Pera” presenta “Viaggio in un incubo” al Teatro Cometa il 27 e 28 Maggio

di Redazione The Freak
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“Tutti si sforzano di arrivare alla legge. E come mai, in tutti questi anni, solo io ho cercato di varcare questa porta? Come mai, io solo sono interessato alla legge?” Josef. K. , Scena I

“Tu fraintendi i fatti figliolo. La sentenza non arriva mai all’improvviso: è il processo che lentamente si trasforma in verdetto” La Suora, Epilogo

I “Rum&Pera”, con la partecipazione de “La Casa De Asterion – Los Toritos”, centro di ricerca e sperimentazione teatrale, presentano “Viaggio in un incubo”, rivisitazione teatrale del romanzo “Il Processo” di Franz Kafka.

SINOSSI:

Un processo che lentamente si trasforma in un verdetto inappellabile, un incubo che lentamente si trasforma in realtà, l’assurdità del “kafkiano” che lentamente concretizza la sua onirica e surreale crudeltà nel mondo dei fatti. Un’opera all’insegna della lentezza, in cui lo scoccare inesorabile delle ore, dei minuti, dei secondi, accompagna il protagonista, i personaggi e il pubblico attraverso un angoscioso processo (non solo giudiziario) che culmina con l’ingiustizia della crocifissione a testa in giù del protagonista.

L’impiegato Josef K., uomo medio e comune (nei confronti del quale lo spettatore opera un lento processo di immedesimazione), si sveglia come tutte le mattine per andare al lavoro,viene aggredito in casa propria da due gendarmi e arrestato senza alcun capo d’accusa, proprio dopo un terrificante incubo premonitore (prologo dell’opera), che K. riuscirà a ricordare solo alla fine dei suoi giorni: quando il suo incubo diviene realtà e gli effetti della connivenza, della passività, dell’inazione sono diventati incontrastabili.

Dal risveglio, il protagonista inizia una minuziosa ricerca del senso della sua vicenda, umana e giudiziaria, in un mondo che, tuttavia, non è disposto a dare risposte alle domande più impertinenti. “Dovete rispondere!” è una frase che K. e l’umanità intera rivolgono al Potere, nelle sue più svariate configurazioni, quasi sempre senza riscontri, dal momento che il Potere, come afferma il Giudice Istruttore che interroga l’accusato, “deve sfuggire al giudizio umano”, deve celare il suo motore, deve disumanizzarsi, così come fanno i personaggi dell’Avvocato e della Suora (entità demoniache travestite da cherubini ) coprendo il loro volto con una maschera bianca che toglieranno, rivelando la propria natura, solo alla fine, quando le risposte sono inutili .

Josef K. è il cieco che si sforza di recuperare la vista, un eroe anti-eroico che non va compatito, dal momento che la sua lotta è egoistica, finalizzata a provare la sua innocenza, la sua “estraneità ai fatti” e che non si accorge nemmeno dell’ingiustizia che gli tutti gli esseri umani subiscono dinanzi a lui: stupri, violenze e punizioni fisiche in stile inquisitorio, angherie sessuali, corruzioni che si concretizzano dinanzi ai nostri occhi non ci indignano se non quando veniamo colpiti direttamente da tali atti abnormi.

I personaggi femminili, sulla scia dei romanzi kafkiani, vengono dipinti come le perverse burattinaie degli uomini, affamate di sesso e potere, ricordandoci come sia questo l’affresco dell’universo femminile che il Potere (l’Avvocato e le guardie) e la Religione (la Suora) hanno voluto creare.

“Viaggio in un incubo” , lentamente, dimostra che ogni personaggio, per un verso o per un altro, è nelle medesime condizioni di K. e che sotto accusa c’è l’intera umanità.

Indagini, processi e sentenze intaccano il mondo stesso che l’uomo ha costruito, rivelandone le falle, l’incomprensibilità dei meccanismi e la crudele burocratizzazione.

La regia sperimentale e l’uso di azioni fisiche allegoriche (come la crocefissione a testa in giù, lo stupro della locandiera mentre il protagonista è intento a specchiarsi e a pettinarsi, fino al culmine del “suicidio dell’attore”), nello stile della giovane compagnia, danno vita a quell’atmosfera “kafkiana” che sta esattamente a metà tra il mondo distopico del subconscio e il mondo della realtà, a metà tra l’incubo e la vita.

E se i l’inconscio si diverte a svelare parti di noi attraverso i sogni, così gli attori si sono divertiti a “cercare Il Processo di Kafka nella realtà”: in questo senso va interpretata l’apertura dello spettacolo, ovvero la lettura di passi di libri e il ricordo di casi concreti di Malagiustizia, errori giudiziari e violenze del potere precostituito: un collage, più che un’analisi, volto a ricordare che la storia è piena di Josef K., maschere e crocifissioni.

Chi sono i Rum&Pera

I “Rum&Pera” nascono nel 2009 partoriti da un sogno comune di due ragazzi, Giovanni Cordì e Claudia Monti: mettere in scena uno spettacolo proprio, scritto, diretto e interpretato in “proprio”. Un’apparente follia.

Inizialmente un gioco, una matta scommessa. In pochi mesi quella scommessa, però, verrà stravinta.

Nel Giugno 2010 la giovane compagnia, nata solo qualche mese prima, va in scena con “Le Operette Morali”, scritto da Fabio Massimo Silvetti, Giovanni Cordì e Claudia Monti, una rivisitazione a metà tra il moderno e il classico della celebre raccolta saggistica e poetica di Giacomo Leopardi. I palcoscenici calcati sono immediatamente di grande rilievo: il Teatro Sette e il Teatro Tirso de Molina.

La regia è di Giovanni Cordì e Claudia Monti.

Il 1 Giugno 2011 è ancora il Tirso de Molina a dare ospitalità al giovane gruppo che mette in scena, divertendosi, com’è nel suo stile, nello stravolgere grandi classici della letteratura sia prosaica che poetica, “La Ballata del Vecchio Marinaio” (i brillanti autori sono ancora gli stessi), un’invenzione teatrale divertente, allegorica e drammatica, ispirata alla poesia omonima di S.T. Coleridge.

Nel Luglio 2011 molti degli attori della compagine originale iniziano un percorso di studi teatrali entrando nella compagnia e centro ricerca di sperimentazione teatrale fondato nel 1999 dal drammaturgo argentino Daniel Fermani, “La Casa De Asterion – Los Toritos” (http://www.lacasadeasterion-teatro.blogspot.it/) , traendone nuova linfa e vitalità, oltre che idee registiche al di fuori dei canoni classici. La “Casa De AsterionLos Toritos”, diretti dall’attrice, regista e teatro terapeuta Laura Sales, è piú di una scuola di teatro; è un centro per la formazione integrale di un artista contemporaneo, un laboratorio di sperimentazione del corpo, della mente e dello spirito, e di ricerca di nuove tecniche teatrali. E’ un progetto di un cammino artistico che sorpassa l’ambito del teatro, per indagare in tutte le sfere della formazione personale attraverso una strada di ricerca, discussione, disciplina, training, riflessione, lettura, studio. Una strada che alcuni attori dei “Rum&Pera” decidono di intraprendere senza paura, dando vita a un meraviglioso connubio.

L’8 e il 9 maggio 2012, con la regia di Giovanni Cordì, va in scena al Teatro Roma “E si dirà che eravamo quattro uomini”, rivisitazione molto particolare del romanzo “I tre moschettieri” di A.Dumas, in cui D’Artagnan è una giovane fanciulla alla ricerca di rivalsa nel mondo maschile. Un vero successo (600 persone in 2 serate) sia in termini scenici che finalistici: l’incasso per le due serate è stato interamente devoluto in beneficienza, com’è nel Dna della compagnia che ha affiancato il suo nome nel corso degli anni a quello di associazioni straordinarie, nei campi più vari. Ricordiamo la “Lega del Filo d’oro”, la “Casaliò Onlus”, il Progetto Bolivia, senza dimenticare la Parrocchia dei Sette Santi Fondatori che da anni ospita la compagnia nelle sue sale per le prove, avendo reso possibile la realizzazione di tutto.

Il resto è presente. Il connubio tra le due compagnie prosegue e “Viaggio in un incubo”, scritto da uno delle nuove leve del gruppo e ancora con la regia targata Giovanni Cordì, rappresenta il definitivo “salto di qualità” che la compagnia vuole compiere.

La rassegna “Tuttinscena” può essere il trampolino giusto.

Gli attori:

Giovanni Cordì (4 Ottobre 1983), regista e fondatore della compagnia

Claudia Monti (31 Maggio 1986), fondatrice della compagnia

Simone Corbisiero (3 luglio 1988), autore del testo

Emanuele Gatto ( 19 Ottobre 1992)

Andrea Luceri (9 Giugno 1986)

Giulia Felli (30 aprile 1988)

Alexandro Capogna (4 Maggio 1990)

Matteo Santilli (20 Aprile 1990)

Chiara Carpentieri (13 giugno 1987)

Danilo Taverna (31 agosto 1985)

Daria Rizzotto (13 dicembre 1987)

Margherita Pennetta (29 Marzo 1992)

Andrea Luceri, Giulia Felli, Giovanni Cordì, Claudia Monti, Simone Corbisiero e Chiara Carpentieri sono inoltre attori dei “Los Toritos”.

a cura di Simone Corbisiero & Giovanni Cordì

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