“K”arta o Kindle? Come recuperare la cultura attraverso lo strumento principale del sapere.

di Daniele Urciuolo

“K”arta o Kindle? Come recuperare la cultura attraverso lo strumento principale del sapere.

di Daniele Urciuolo

“K”arta o Kindle? Come recuperare la cultura attraverso lo strumento principale del sapere.

di Daniele Urciuolo
3 minuti di lettura

“…Fatico a immaginare che le tavolette elettroniche, identiche, anodine, intercambiabili possano dispensare quel piacere tattile, impregnato di sensualità che offrono i libri di carta a certi lettori…”. Questo lo ha detto Vargas Llosa, premio Nobel per la Letteratura 2010, e non il cugino scemo di Paperino.

Parto da questa vera ed emozionante perla di saggezza – ripresa dall’interessante articolo di Francesco Giubilei su LINKIESTA – per rispondere a chi mi dice che investire nell’editoria è un suicidio.

Non sono d’accordo, e non sono d’accordo con chi pensa che il futuro di questo mercato è il digitale. Certo, i dispositivi di lettura elettronica, i famosi Kindle di Amazon, gli e-book, i libri virtuali, sono una scoperta e un’idea innovativa grandiosa. Io stesso – non mi vergogno a dirlo – sto pensando di presentare alcuni progetti editoriali su piattaforma digitale, per dare visibilità a prodotti originali e meritevoli di essere diffusi, anche se – ora come ora – non sono in possesso del budget per stamparli, altrimenti lo avrei fatto e sto lavorando per riuscirci, un giorno. Quindi secondo me il mercato dei libri sta solo prendendo fiato e affrontando la grande crisi globale, per riposizionarsi – mi auguro tra un anno o poco più – tra le grandi industrie produttive della Terra.

Tra le idee che non costano nulla e che secondo me sono funzionali e necessarie per il recupero della lettura romantica di un libro, ce ne sono alcune che voglio mostrarvi:

– In Colonia, Germania, sono state installate 5 librerie pubbliche sui marciapiedi, per scambiarsi i libri. Di seguito la foto:

Un architetto, John Locke, propone invece di trasformare le cabine di New York – in tutto 13.659 – in mini librerie:

Due americani (…sempre gli americani), hanno inventato un vero e proprio Business: Little Free Library è una mini-libreria fatta stile cassetta delle lettere di Wisteria Lane, dove si condividono libri, gratuitamente. Il Business sta nel costruire, come se fosse un brevetto e come un piccolo franchising, queste mini librerie con vetrinetta trasparente dove poter leggere i titoli e decidere quali portarsi a casa per un week-end all’insegna del relax e della lettura, casomai su sofà/Amàca:

In Italia, una cosa simile l’ho vista in Stazione: Il distributore di libri. :

…Solo che è, appunto, è un distributore!?!…E a fianco ci sono sigarette, bibite, barrette di cioccolato e profilattici. Non mi pare il massimo del romanticismo per risollevare la cultura italiana, ma almeno è un’idea.

Tutte idee interessanti, che io vorrei modellare e proporre in Italia, secondo il nostro modo di pensare la cultura. Intanto, in America e in Germania fanno circolare la cultura, anche gratuitamente, ma noi…:

1. Non possiamo permettercelo;

2. Se proviamo a lasciare i libri su scaffali pubblici, sui marciapiedi tra una cabina telefonica e l’altra, il giorno dopo non ci sono più. E questo è un problema legato al rispetto e all’educazione, ma questa è un’altra storia…

3. Il mercato dell’editoria, specialmente nel nostro Paese, ha bisogno di guadagnare per rialzarsi; potremmo quindi realizzare dei luoghi di cultura stile Biblioteca ma più giovanili, meno didattici, a pagamento (si tratterebbe di un gettone d’ingresso, tipo l’euro per il carrello della spesa), e lasciare le persone libere di circolare, leggere, comunicare, condividere, acquistare, noleggiare, respirare. Si potrebbero organizzare reading, incontri a tema, convegni, presentazioni.

Il tutto per il bene della cultura…e anche dell’editoria italiana.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp

3 risposte

  1. Io, invece, sono uno di quelli che crede che la carta, anche se non scomparirà, avrà vita dura.
    Mi sono da poco convertito alla lettura digitale e già faccio fatica a tornare alla lettura su carta. I vantaggi sono troppi. Anche lasciando stare il fatto che gli ebook si trovano gratis o a prezzi ridicoli, rispetto ai libri hanno troppi vantaggi. Innazitutto, l’ingombro. In casa non so più dove mettere una nuova libreria! Leggendo in viaggio come fare a leggere un volume di mille pagine? Con l’ebook pesa come uno di dieci. E che dire di quei libri con i caratteri piccini? Costeranno meno, ma noi vecchiarelli non riusciamo a leggerli. Il mio lettore digitale, invece, allarga i caratteri finché voglio!
    E poi, magia delle magie, come vivere senza un text-to-speech: la possibilità di avere una voce elettronica che legge per noi mentre guidiamo, cuciniamo, camminiamo o facciamo lavori manuali?
    E la facilità di riproduzione?
    Suvvia, se il libro cartaceo sopravvivrà sarà solo perché siamo rimasti senza corrente e la civiltà occidentale è collassata.

  2. c’è chi come me invece legge prima su Kindle e se un libro vale lo compra in cartaceo per averlo nell appropria libreria 😀

  3. @Ersilia la tua testimonianza è preziosa perchè ci fa comprendere come l’editoria digitale abbia un futuro mentre l’editoria cartacea abbia una storia. Ora occorre riflettere insieme sui vantaggi e sulle potenzialità di questo nuovo mezzo di divulgazione culturale e sul futuro dei libri e se vogliamo recuperarli oppure perderli definitivamente. Fatto sta che la situazione così com’è non va bene, o li recuperiamo totalmente e diamo un senso, anche nuovo ma pesante e forte al mondo dell’editoria cartacea, oppure è meglio perderla definitivamente. 🙁

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati