k. ave maria

di Mauro De Clemente

k. ave maria

di Mauro De Clemente

k. ave maria

di Mauro De Clemente
2 minuti di lettura

Era una cazzata. Lei lo sapeva. Ma di cazzate non ne aveva mai fatte nella vita. Niente sesso, niente droghe, niente amore. Anzi, l’amore quello lo aveva dato tutto a dio. Ma dio, come il migliore dei mariti, non si faceva mai vivo. E lei dio lo amava. Lo aveva amato al punto da rifiutare lo ius prime noctis al cardinale. Lo aveva amato notti intere, in ginocchio sull’altare in attesa che le gonfiasse il ventre immacolato. Lo aveva amato per lunghi anni. Lunghi come i baffi, i peli sulle cosce, sotto le braccia e tra le gambe. Mai una ceretta. L’ordine era chiaro. Quelli erano i gusti di dio e a dio aveva sacrificato la propria femminilità. Ne conservò solo un goccio. Nel mestruo.

Era una cazzata anche solo pensarla in quei termini. Perché sposando dio ne aveva sposato anche la parola. E parole come cazzata non c’erano sul dizionario di dio. Né su quello di suo figlio. Sì, perché dio aveva già avuto un figlio, eppure lei non si era mai sentita tradita. Prima di tutto perché cristo non era il figlio di dio, ma era dio che si era fatto corpo, sangue e spirito in terra. E poi perché lei, a quell’epoca, non era ancora nata.

Era una cazzata, ma a lei era sembrato un segno divino. Le notti in ginocchio sull’altare. I peli arruffatisi sotto la tunica. Il dizionario imparato a memoria. Dio era in ogni cosa della sua vita. E quel raggio di luce sulla terza culla da destra nel nido del reparto neonatale era il segno. I suoi sacrifici di moglie fedele stavano per essere ripagati.

Era una cazzata, ma lei avrebbe seguito dio nella buona e nella cattiva sorte. Così raccolse il frutto del suo amore. Se lo mise in braccio. Era l’orario di visita. Seduta, denudò la sua spalla. Rise allo sguardo delle peccatrici oltre il vetro. Portò il frutto al seno. Maddalene loro, Maria lei. Nonostante i baffi, i peli sulle cosce, sotto le braccia e tra le gambe si sentì donna. Nel nome del Signore. Amen.

di Chet
Tratto da: Erano – 26 Racconti per gente che fu.
fan page: https://www.facebook.com/pages/Erano-26-racconti-per-gente-che-fu/343169209091003?ref=hl

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Una risposta

  1. Non capisco come abbia avuto accesso nel reparto prenatale (anche se orario di visite) e perchè abbia eletto proprio la terza culla come quella donatale da Dio.

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