Jorge Gomez Crespo, un indignado espanol nos cuenta lo que significa ser “Indignados”/ Jorge Gomez Crespo, un indignado spagnolo ci racconta cosa significa essere “Indignados”.

di CarmineMolisso

Jorge Gomez Crespo, un indignado espanol nos cuenta lo que significa ser “Indignados”/ Jorge Gomez Crespo, un indignado spagnolo ci racconta cosa significa essere “Indignados”.

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Jorge Gomez Crespo, un indignado espanol nos cuenta lo que significa ser “Indignados”/ Jorge Gomez Crespo, un indignado spagnolo ci racconta cosa significa essere “Indignados”.

di CarmineMolisso
5 minuti di lettura

El 15M de este año varias plataformas ciudadanas de diversa índole, No les Votes, Democracia Real Ya, Juventud sin Futur, organizaron una manifestacin multitudinaria en Madrid. Lo que aparentemente iba a ser una manifestación más, de tantas y tantas que se han organizado en este paí­s, se convirtió esa misma noche en un movimiento social, seguido por millones de personas en España, entre acampadas, manifestaciones y asembleas. No creo que nadie se imaginara en un principio que el desalojo violento de Sol por parte de la policí­a iba a acabar en la ocupación de la plaza durante meses, en la creación de colectivos como Toma la plaza y en la autarquí­a asamblearia. La sociedad mostró con estas acciones hasta que punto está cansada de los tejemanejes de los políticos y hasta que punto la esperanza en un mundo mejor y más justo para todos puede mover a un colectivo nacional a la unión y a la determinación.

 

Lo que se solicitó desde el principio en este movimiento era una sociedad equilibrada, donde el poder económico no dominara a los fines sociales como por ejemplo a salud del individuo tambièn se pedí­a que la clase polí­tica cumpliera con lo que dictan las leyes, la constitución y que fuesen íntegros. Esto aunque parezca trivial no lo es; la realidad es que en España muchos políticos se lucran con su poder y que nuestro Tribunal Constitucional, que deberí­a ser independiente del poder polí­tico, estaba siendo utilizado en una lucha partidista entre PP y PSOE, impidiendo su renovación.

 

Otra petición era reformar el sistema electoral; esto es muy divertido pues se explico en diversos medios que esta petición era anticonstitucional y, claro, en España la constitución es intocable; ¡bueno! lo era en aquella poca hasta que, hace unos meses, Francia, Alemania y el FMI (el gran clown mundial de los últimos tiempos) nos obligaron a cambiarla estipulando un techo de gasto público. EL fin, tranquilizar al Mercado, el cual, a día de hoy, todaví­a especula con nuestra deuda y nos empobrece cada día que pasa por ser, como dicen algunos: PIGS.

 

EL movimiento ha ido cambiando: Ha pasado por momentos duros como el desalojo violento de plaza Cataluña para la final de Champions League o el desalojo veraniego de Sol despuès de meses de utopía. Pero sigue vivo la mejor muestra este 15 de Octubre, una manifestación enorme, organizada en todo el mundo, que pedí­a lo que lleva

 

mos meses pidiendo, que acogía un crisol de advertencias a los políticos y el reflejo de una sociedad unida, una sociedad cansada de este mundo que hemos dejado que se forme con la desidia y la apatía del estado de bienestar.

 

El movimiento árabe, portuguès, español, griego, europeo, mundial, que eran muchos y ahora son uno, sigue y seguirá porque, aunque nunca hemos tado solos en la lucha por un mundo más justo, ahora lo sabemos. No somos raros, somos legión.

 

______________________________

 

Traduzione

 

Il 15 di quest’anno diverse piattaforme ( NO LES VOTES, DEMOCRACIA REAL YA , JUVENTUD SIN FUTURO)  hanno organizzato una manifestazione di massa a Madrid. Quella che poteva sembrare una manifestazione come tante che si erano già  viste in questo Paese, si è trasformata nella stessa notte in un movimento sociale seguito da milioni di persone provenienti da tutta la Spagna, riuniti in accampamenti, manifestazioni e assemblee. Credo che nessuno potesse immaginare che l’attacco violento della polizia a Sol  potesse concludersi con l’occupazione della piazza per diversi mesi, con la creazione di collettivi come TOMA LA PLAZA ed una assemblea autogestita. La società  ha dimostrato di essere stanca delle manovre politiche ed abbiamo potuto vedere fino a che punto la speranza di un mondo migliore possa muovere un collettivo nazionale portandoci ad essere uniti e determinati.

 

Quello che è stato chiesto fin dall’inizio di questo movimento è stato una società  equilibrata, dove non sia dominante il potere economico negli scopi sociali dell’individuo, come ad esempio la salute. Inoltre ciò che è stato chiesto è che anche la classe politica rispetti la legge e che ciò che detta la Costituzione sia rispettato. Questo può sembrare banale ma non lo è; la realtà è che in Spagna molti politici abusano del loro potere e la nostra Corte Costituzionale, che dovrebbe essere indipendente dal potere politico, è stata utilizzata in una lotta di partito tra PP e PSOE, impedendogli di rinnovarsi.

 

Un’altra richiesta era quella di riformare il sistema elettorale. Riguardo a questo, c’è una storia divertente: La nostra richiesta è stata definita incostituzionale e, naturalmente, in Spagna, la Costituzione è intoccabile. Bene. E’ stata intoccabile fino a pochi mesi fa, quando Francia, Germania e Fondo monetario internazionale (grande pagliaccio mondiale degli ultimi tempi) ci hanno costretti a cambiarla, stipulando un tetto massimo di spesa pubblica con lo scopo di rassicurare il mercato, che, oggi, ancora specula con il nostro Debito e ogni giorno che passa ci impoveriamo sempre di più; perché siamo, come dicono alcuni: PIGS.

 

Il movimento è in continua evoluzione: Ha attraversato momenti difficili, come lo sfratto violento di Plaza Catalunya per la finale di Champions League e quello di Sol dopo vari mesi di utopia. Ma è ancora vivo… Ne è stato la prova il 15 Ottobre. Una grande manifestazione organizzata in tutto il mondo, che chiedeva quello che da mesi stavamo chiedendo, che ha dato un bell’avvertimento ai politici e che è il riflesso di una società  unita, una società  stanca di questo mondo che abbiamo lasciato diventare vittima del benessere e dell’apatia.

 

l vari movimenti (arabo, portoghese, spagnolo, greco, europeo, mondiale) ora sono diventati un unico movimento che continua e continuerà  nel futuro, perché, anche se non siamo mai stati soli nella lotta per un mondo più giusto, ora ne abbiamo la prova. Non siamo strani, siamo un esercito.

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Una risposta

  1. Quante similitudini, quanta frustrazione e impotenza.
    Si dice che viviamo in un’epoca ancora Stato-centrica, in cui la sfera internazionale è solo un mero contorno della Sovranità dello Stato. Quello che invece mi sembra di constatare è che lo Stato, quello democratico e costituzionale, sembra oggi inerte, se non un fantoccio.
    Dov’è la democrazia il cui potere sovrano si fonda sulla VOLONTà CONDIVISA?
    Dov’è il rispetto dei diritti costituzionali come INVIOLABILI?
    Con ciò non voglio dire che stiamo assistendo a un’invasione delle Istituzioni (e relativi interessi) internazionali a discapito della Sovranità nazionale.
    Al contrario, mi sembra che tanto le Istituzioni internazionali (politiche ed economiche) quanto quelle nazionali siano un fantoccio, specchio per giustificare l’affermazione di un interesse che non tutela tanto il diritto del singolo cittadino, quanto il diritto dell’intera Collettività Internazionale.

    Se l’effettività degli strumenti internazionali si fonda sullo Stato.
    Se la sovranità dello Stato si fonda su di NOI.
    Se la nostra VOLONTA’ FONDATIVA non è al momento rispettata nello Stato.
    Chi sta prendendo le decisioni in questo “STATO”?
    la Volontà di CHI sta trovando realizzazione?

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