Il ragazzino e la milf – intervista a Tommaso Lazotti, attore in “La notte è piccola per noi”

di Redazione The Freak

Il ragazzino e la milf – intervista a Tommaso Lazotti, attore in “La notte è piccola per noi”

di Redazione The Freak

Il ragazzino e la milf – intervista a Tommaso Lazotti, attore in “La notte è piccola per noi”

di Redazione The Freak
5 minuti di lettura

Ciao Tommaso è la seconda volta che The Freak ti intervista, bentornato!

Ciao Federica, grazie mille, oramai mi sento a casa qui da voi.

Di cosa parla “La notte è piccola per noi”?

È un film corale, sono varie storie che si intrecciano nell’arco di un sabato sera in una sala da ballo. Il cast è ricchissimo: ci sono Cristiana Capotondi, Teresa Mannino, Francesca Reggiani, Michela Andreozzi, Andrea Sartoretti, Riccardo De Filippis, Philippe Leroy, Alessandra Panaro, Thony, Ruben Rigillo e le musiche sono degli Stag.

Alessandra Panaro? Una leggenda del cinema italiano! Se non sbaglio non la vedevamo sul grande schermo da “Poveri ma belli” di Dino Risi…

Si effettivamente erano circa 40 anni che non la vedevamo al cinema, non so se dopo “Poveri ma belli” abbia fatto altri film, so che ha vissuto in Svizzera fino a questo momento e non era interessata a proseguire la sua carriera da attrice. Per fortuna però si è innamorata di questo copione e ha deciso di tornare a recitare. Dico per fortuna perché è di una bravura incredibile, il film senza di lei e il mitico Philippe Leroy non sarebbe lo stesso.

Perché ambientare un film in una balera?

È un posto affascinantissimo che esiste veramente, pieno di moltissime cose; sarebbe stato un peccato non raccontarlo.

Ad esempio?

Una sera, prima di iniziare a girare il film, la produzione ha portato tutto il cast in balera, per farci familiarizzare con questa realtà (a me del tutto sconosciuta). Ho visto quest’immagine che non dimenticherò mai: una signora di ottant’anni, un adolescente, un transessuale e un bambino disabile ballavano fianco a fianco lo stesso ballo.

Un vero luogo di integrazione sociale…

Esatto! Ed è un luogo in periferia, non ho mai visto un’immagine simile nei quartieri borghesi di Roma, Napoli o Milano.

Cos’è che unisce persone così diverse, il cosiddetto “ballo sociale”?

Certamente il ballo sociale è la colla, non c’è bisogno di saper ballare, basta conoscere quei quattro passi che si ripetono, e tutti possono riuscirci. Io però credo che il ballo sia piuttosto un pretesto per stare insieme.

Tu chi interpreti?

Il mio personaggio si chiama Cosimo, è uno studente siciliano che ha un appuntamento al buio preso online e cerca la sua partner. Ha mentito però, ha detto di avere una trentina d’anni, mentre è più vicino ai venti.

Anche la sua partner ha mentito…

Esatto, anche la sua partner ha detto di avere una trentina d’anni, quando invece ne ha una quarantina.

In pratica il ragazzino e la “milf”: è la prima volta che vediamo questi personaggi in una  commedia d’autore…

Hai ragione, finora la cosiddetta “milf” è stato un personaggio esclusivo del porno e del cinepanettone, non era mai comparsa nella commedia d’autore. È la prima volta che viene esplorata nelle sue fragilità e malinconie. È un personaggio tragicomico molto complesso, interpretato benissimo da Michela Andreozzi.

Siamo abituati a pensare Michela Andreozzi esclusivamente come attrice comica…

Infatti il suo lato comico è quello che prevale, anche in questo film, ma essendo una bravissima attrice ha anche delle note drammatiche formidabili.

Come hai preparato questo personaggio? Hai qualche attore modello?

Naturalmente ci sono moltissimi attori, presenti e passati, che amo molto. In linea di massima però quando recito non tento di essere “altro” rispetto a me stesso, non tento di imitare nessuno. Mi spiego meglio: ognuno di noi possiede tutta la gamma di emozioni provabili, bisogna pescare quella adatta e restituirla al momento giusto. Naturalmente si può cambiare un accento, una postura, un taglio di capelli, ma le emozioni da provare sono le nostre, se tentassi di imitare le reazioni emotive di qualcun altro perderei credibilità in partenza.

Quindi c’è molto di te in questo personaggio…

Tutto direi. Anzi forse Cosimo è più Tommaso di quanto lo sia io stesso.

Cioè?

Nella vita si indossa sempre una maschera adatta alla circostanza, che lo si voglia o meno, Cosimo sono io senza maschere.

E tu prendi spesso appuntamenti al buio on-line?

No hai ragione, ma lo stesso Cosimo non credo prenda spesso appuntamenti al buio. Per come l’ho interpretato io, è un ragazzo inesperto e un po’ impacciato, che goffamente cerca di avere una prima esperienza sessuale; cosa che forse, nell’era di internet, viene più facile con un estraneo che non con qualcuno che si conosce. È come una sorta di passaggio all’età adulta. Si rende conto abbastanza presto comunque che, per maturare, quella non è la strada.

E alla fine del film il personaggio è cresciuto?

Direi di si, anche grazie al personaggio di Sabbrina (rigorosamente con due B), una mitica cameriera “romanaccia” interpretata da una Cristiana Capotondi completamente inedita.

Cosimo si metterà con Sabbrina? Sembra esserci del feeling fra i due…

Secondo me no (ma il film finisce, quindi ognuno vede nel dopo quello che vuole), tra i due c’è un bellissimo rapporto allievo-insegnante. Cosimo riconosce a Sabbrina una saggezza fuori dal comune e lei è abbastanza generosa da porsi come insegnante.

Il film, sebbene girato qualche anno fa, affronta varie tematiche molto attuali: la violenza sulle donne (Thony e Sartoretti), i rapporti online (tu e Michela Andreozzi), il razzismo di Francesca Reggiani ecc…

Sono d’accordo, forse è più attuale ora di quando è stato girato. Ci tengo però a precisare che è una commedia e, sebbene questi temi siano presenti nel film, non sono prepotenti. Lo dico perché colgo in giro una preoccupazione generale, si teme di andare a vedere un film mortale, invece è molto piacevole.

Il trailer ufficiale de “La notte è piccola per noi”

di Federica Mirto, all rights reserved

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