Intervista a Tatiana Incardone

di Rita Santaniello

Intervista a Tatiana Incardone

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Intervista a Tatiana Incardone

di Rita Santaniello
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Blogger, esperta di moda e tendenze, influncer, madre e imprenditrice; ama la musica e la sua città, Catania, come il suo mare, definisce la sua “una vita folle piena e appagante”. Tatiana Incardone si racconta in esclusiva per The Freak.

Da cosa nasce la sua passione per la moda? E come è riuscita a trasformarla in una vera e propria professione?

La mia passione è innata, non potrei né saprei dire quando sia esattamente venuta fuori, so per certo di averla sempre avuta, sin da bambina, ricordi e aneddoti in casa sono ad essa legati. Una propensione “congenita”, che mi ha sempre spinto verso lo studio e l’esaltazione del bello, inteso non meramente come aspetto effimero e dissolubile ma come arte. La vita mi ha poi presentato un’opportunità diversi anni fa, per una coincidenza imprevista, che ho colto senza pensarci un attimo. La curiosità, l’ambizione, la determinazione, mi spingevano verso un mondo ricco di input, in costante evoluzione e movimento, inclusivo e avveniristico, Un mondo che anticipava i tempi e guardava al futuro portando il passato per mano. Molto di verso da ciò che oggi si vede o si può immaginare. Ho accaparrato tutte le informazioni che potevo, le ho fatte mie, ho studiato specializzandomi nella critica tecnica, imparando sul campo cosa fosse la MODA, intesa come professione, lavoro di impegno no-stop ma totalmente appagante.

Come si legge nel suo blog lei è madre di una bambina di 3 anni, potrebbe raccontare ai nostri lettori come riesce a conciliare i due ruoli, quello di madre e quello di imprenditrice?

Si, la mia bimba ha adesso 5 anni. Uno dei lati positivi del mio lavoro è il fatto di poter gestire la mole da casa tramite pc e telefono. Inoltre, ho sempre portato con me la bambina durante i miei spostamenti (soprattutto quando era molto piccina), so di essere molto fortunata per averne la possibilità.
È impegnativo (molto) ma non difficile, abitualmente mi sveglio all’ alba tutti i giorni, comincio a lavorare prima che ci si svegli in casa in modo da non sacrificare il tempo e il ruolo di moglie e mamma. Non ci si ferma mai, dico sempre che le mie giornate dovrebbero avere 30 ore, ma anche in quel caso, non so se rallenterei i miei ritmi. A me infondo, piace così: una folle vita piena e appagante. 

La sua esperienza di imprenditrice potrebbe essere di ispirazione a molte giovani donne che si affacciano al mondo dell’imprenditoria nel campo della moda e non solo, allora come vede lei il futuro dell’imprenditoria femminile in Italia?

Grazie anzitutto per avermi considerata come possibile esempio, ne sono lusingata. Io ho sempre guardato con positività e apprezzato le persone con una forte voglia di fare, La Cui determinazione e lo spirito di sacrificio non fossero pesi ma stimoli, a prescindere dal sesso. Credo che tutti siamo imprenditori di noi stessi, la differenza sta nel volerlo, nel crederci. Ma ciò richiede molta forza, perché sacrificare aspetti della propria vita (spesso personali) non è semplice. Ma la realizzazione professionalmente non arriva da sé. E noi donne lo sappiamo bene. 

Se nei primi tempi erano veramente in poche a fare questo mestiere, oggi sono sempre di più le ragazze e non che decidono di intraprendere questa strada, crede che si possa correre il rischio di un “mercato saturo” in un prossimo futuro?

Personalmente non mi sento(solo) una fashion blogger (non me ne vogliano), perché la mia lunga esperienza, il background che porto dietro esula da ciò che appare oggi fuori dal settore. Adesso ho anche un blog (lovemetrendly.it) in cui parlo di mode e tendenze, argomenti di interesse comune, una naturale conseguenza dei tempi in cui viviamo e ne sono molto felice. 

Non credo che si possa correre tale rischio, il fashion system dà oggi la possibilità di espressione a chiunque abbia tale desiderio. Il rischio reale è restare anonimi, uno tra tanti. Per quanto possa sembrare accessibile, le competenze in campo di “moda” si acquisiscono col tempo, e derivano da un melting pot in cui la propensione verso il bello e il buongusto sono solo i primi gradini di un percorso in salita. 

Qualche tempo fa, alcune testate giornalistiche del settore hanno aspramente criticato il ruolo che le c.d. “fashion blogger” ricoprono oggi nel campo della moda non ritenendo tale attività paragonabile a quella svolta dagli stessi giornali, qual è la sua opinione a riguardo?

Proprio collegandomi a quello che ho appena detto, un giornalista porta con sé un bagaglio di studio, esperienza, lavoro che non può appartenere per ovvi motivi a un/a blogger. Ma ciò non vuol dire che tra i blogger non ci sia il diamante grezzo. Del resto, è la nuova realtà, i social fanno parte delle nostre vite ed È giusto provare ad inserirsi in tale ambito, ma solo se supportati da doti e presupposti che potrebbero fare la differenza, questa è la vera sfida. 

Articolo sponsorizzato per fini commerciali da MAGMATIQUE SRLS

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