Intervista a Giulio Forges Davanzati. Da "laureato" a gangster.

di Redazione The Freak

Intervista a Giulio Forges Davanzati. Da "laureato" a gangster.

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Intervista a Giulio Forges Davanzati. Da "laureato" a gangster.

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Giulio Forges Davanzati, romano ventiseienne dalle grandi aspirazioni, è senza ombra di dubbio una delle grandi promesse del cinema italiano. Più che una promessa, che lascia intendere almeno un velo di incertezza sull’ effettiva realizzazione futura, Giulio è una sicurezza fra i giovani attori nostrani. Il suo curriculum è infatti già pieno di numerose esperienze e illustri collaborazioni. Solo per citarne alcune: fiction come Un posto al sole, Rossella, Piper, Nemici Amici e il più recente L’ onore e il rispetto, ma anche tanto teatro, da Il laureato al Re Lear, da Giulietta e Romeo a uno degli ultimi lavori Marcello, come cado?. E per non farsi mancare nulla, il giovane attore ha alle spalle anche importanti incursioni nel mondo cinematografico, fra le quali le più recenti saranno visibili nei prossimi mesi in Vorrei vederti ballare e in Ci vediamo a casa. Che sia finita qui? Assolutamente no, perché Giulio ultimamente si è improvvisato anche fotomodello per Dolce e Gabbana.   

Intervista a cura di Benedetta Fazio

Partiamo dal principio, come è nata questa passione per la recitazione?

La passione è nata fin dal liceo, con le varie attività legate alle recite, agli spettacoli a scuola. Ho poi seguito un corso di teatro organizzato a scuola e da li sono giunto a frequentare dei seminari teatrali a Trastevere organizzati dall’Associazione A ruota libera. Finiti i corsi ho cominciato a pensare a come poter continuare questa mia passione e a farne una professione.

Non hai mai avuto dubbi o paura a buttarti in un mestiere così particolare?

In realtà no, è stato naturale perché mi divertivo. Vedevo tutti i miei amici alla fine del liceo proseguire gli studi nel campo che più gli piaceva, chi verso l’ insegnamento, chi nella medicina, e io ho fatto semplicemente altrettanto.

La tua famiglia ha accettato questa scelta senza problemi?

Nella mia famiglia sono sempre stati molto tranquilli su questa scelta. In realtà mio nonno era un produttore, ha prodotto alcuni fra i film più importanti di Visconti e Antonioni ad esempio. Io non l’ ho mai conosciuto, ma in famiglia il mondo cinematografico era già entrato. I miei genitori comunque non mi hanno mai né fatto sentire il peso di questo bagaglio familiare né spinto ad abbandonare la mia decisione, sono stato lasciato libero.

Hai citato dei grandissimi artisti del passato. Hai un modello di riferimento, del passato o  del presente, al quale ti ispiri?

Dipende molto dal tipo di lavoro che sto affrontando, se si tratta di un’ opera cinematografica, televisiva o teatrale. Nel cinema italiano ci sono moltissimi grandi attori, forse fra tutti direi Mastroianni. Tra l’ altro devi sapere che durante lo spettacolo teatrale che sto preparando con Antonello Fassari per la regia di Gianfranco Gianni, Antonello fa lunghe chiacchierate con Mastroianni, il quale gli risponde anche tramite un bravissimo musicista, Bobo Rondelli. È una dinamica interessante da vedere.

Guardando i tuoi tanti lavori e i tuoi compagni di scena, è inevitabile notare che ci sono dei personaggi che ricorrono più e più volte, Giuliana De Sio e Michele Placido in primis. È una casualità o è il frutto di una particolare feeling artistico?

Si è vero, in effetti con Giuliana e Michele mi è capitato di lavorare molto insieme. Sicuramente mi trovo molto in sintonia con entrambi, ma in realtà ogni volta che abbiamo recitato insieme è stato del tutto casuale. Giuliana la conobbi nel 2007, per lo spettacolo a teatro Il laureato. Feci una trafila di provini, otto o dieci addirittura prima che mi scegliesse. Con lo spettacolo siamo stati poi in tournee insieme per due anni instaurando davvero un bel rapporto. La reputo una delle migliori attrici italiane, ha un’ immensa capacità di rimanere sempre estremamente naturale. Durante una replica de Il laureato sono stato notato da un conoscente di Giuliana che produce film e, sempre superando i provini, ho fatto questo film dal titolo Vorrei vederti ballare di Nicola Deorsola, che esce a ottobre. Poi mi sono ritrovato a fare, con il regista Maurizio Ponzi, un altro film, Ci vediamo a casa, che invece uscirà a novembre. Sembrerà assurdo, ma solo dopo aver superato le selezioni ho scoperto che Giuliana partecipava ad uno degli episodi dell’ ultimo film.

Pazzesco, perché poi anche in L’Onore e rispetto vi ritrovate sulla stessa scena.

Si, ma sempre senza alcuna volontà. Pensa che quando mi presero per L’ Onore e il rispetto chiamarono Giuliana dicendole: “hai visto abbiamo preso il tuo cocco”. Non ti dico come si è arrabbiata, rispose che se credevano fossi bravo mi dovevano prendere, ma che lei non c’entrava nulla.

In questa fiction tra l’altro fai inaspettatamente un ruolo da cattivo. Come ti sei trovato?

Si è vero, è stato divertente. In realtà è stata una sorpresa anche per me. Quando mi diedero in mano il copione al provino ero convinto di dover fare la parte del fratello buono e invece no. È stata una scommessa.

Passi dal teatro al cinema, alla fiction televisiva. Hai una preferenza?

Sono sincero, non ho una preferenza. Quello che cambia sono i tempi, molto diversi fra teatro, cinema e televisione. In Un posto al sole il tempo per provare o rifare le scene, per esempio, era ancora minore rispetto a quello dell’ Onore e il rispetto, che  è già abbastanza frenetico. La televisione ti da l’ occasione di imparare tanto e velocemente, mentre in teatro c’ è la possibilità di fare maggiori prove e con più calma.  L’ importante è comunque come le fai le cose.

Ci sono stati degli episodi particolarmente divertenti durante le tue esperienze?

Il teatro è in assoluto il luogo dove si fanno più scherzi. L’ultima replica di uno spettacolo è praticamente adibita ad ogni sorta di scherzo. Durante l’ ultima sera de Il laureato, per esempio, i tecnici di scena mi hanno rubato tutti i vestiti e si sono presentati  sul palco al posto mio nei momenti nei quali dovevo solo fare da comparsa. Ad un certo punto dovevo entrare in una cabina telefonica ma, arrivato li davanti, mi sono trovato dentro il direttore di scena, al telefono, che mi ha anche detto- scusa è occupato!-.

A proposito de Il laureato, lo spettacolo ha suscitato molto scalpore con la completa nudità sul palco di Giuliana de Sio. È stato un po’ imbarazzante recitare con una donna completamente nuda di fianco, o no?

Per me non lo è stato in verità. La scelta è stata molto coraggiosa, ma lei può davvero permetterselo. Comunque sono cose che possono capitare. Mi è capitato per esempio di fare uno stage ad Anversa con un famoso regista molto particolare e davvero bravo, Jan Fabre. Durante lo stage eravamo quasi sempre nudi sul palco. È una forma espressiva che punta molto sull’ impatto visivo, su delle scene anche un po’ forti ma che colpiscono molto. Abbiamo fatto degli studi sulle scene di un suo famoso spettacolo del passato durante i quali dovevamo rompere dei grossi sacchi di yogurt sostenuti da dei ganci e mangiare il contenuto caduto da terra per un’ intera ora. La ripetizione del movimento, dell’azione, porta un naturale e sorprendente sviluppo di essa. La ripetizione infinita, i compagni di scena, lo spazio e la stanchezza ti modificano inevitabilmente. La forza di un groviglio di corpi che si muovono sul palco modificandosi di volta in volta è visivamente incredibile

Per il tuo mestiere conta, come sembra attualmente, davvero solamente la fortuna o il talento e la formazione  sono altrettanto indispensabili?

Da uno come me che ha fatto l’ Accademia Silvio D’ Amico e ha sudato tanto non puoi che sentir dire che lo studio serve. Però è anche vero che la scuola non ti insegna a fare l’ attore, l’ istinto e l’ esperienza sono fondamentali. Guarda per esempio Placido, che dice di non essere né un attore né un regista ma un animale. È vero, si percepisce che ha un grande istinto registratoriale e attoriale che va al di la della sua formazione.

Come ultima domanda diamo spazio ai sogni: con chi vorresti collaborare dal punto di vista professionale?

Sicuramente con una persona con la quale ho già lavorato per uno spot, Sam Mendes, il regista di America Beauty. È un professionista bravissimo, ho avuto modo di parlare con lui per quasi un’ ora e, nonostante le mie paure, si è dimostrata una persona gentilissima e davvero disponibile.

Aspettando di vederlo a breve diretto da Sam Mendez, circostanza che di sicuro arriverà presto, per ora lo seguiamo nei tuoi tanti progetti già in programma: in L’ Onore e rispetto su canale 5 ogni martedì, il 28-29-30 con Antonello Fassari in Marcello, come cado? al Festival i Quartieri dell’ arte presso Caprarola e a partire dal 16 ottobre al teatro Quirino insieme a Michele Placido in Re Lear.  

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