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Sette indirizzi da ricordare

A pensarci il sette è un numero interessante. Difatti ha affascinato chiunque, in qualunque campo e in qualunque epoca, e ne abbiamo le prove ogni giorno:

Sette sono i metalli simbolici del percorso di trasmutazione alchemica;
Sette sono le arti liberali;
Sette sono i colori dell’arcobaleno;
Sette sono le Pleiadi;
Sette sono le meraviglie del mondo;
Sette sono i re storici di Roma,
Sette erano i veli della danza di Salomè;
Sette sono i principali arcangeli;
Sette sono i peccati capitali;
Sette sono le chiavi musicali;
Sette sono i chakra;
Sette sono i nani di Biancaneve;
Sette sono le camicie “da sudare”;
Sette sono i semi del gioco del Mah-jongg;
Sette sono i giorni della settimana;
Sette sono le vocali della lingua italiana;
Sette sono le vite del gatto;
Sette sono i magnifici;
Sette sono gli anni in Tibet;
Sette sono i libri di Harry Potter;
Sette sono i cavalieri dello zodiaco;
.. e vi assicuro che di sette ce ne sono ancora e ancora.

A volerne stilare davvero una lista non basterebbero dieci pagine, ma questo è conferma che il sette è un numero che intriga e che porta fortuna, pensiamo a J. K. Rowling diventata una delle donne più ricche ed influenti di Inghilterra per “soli” sette libri.

Sette indirizzi da ricordare - divagazioni su un numero e sulle sue combinazioni

Ma sette è anche il numero di indirizzi che vorremmo segnalarvi.
Sette indirizzi da visitare a Parigi e dintorni.
Sette negozi, un unico nome: L’Eclaireur.
– 39/41, avenue Hoche
– 12 rue Malher
– 40 rue de Sévigné
– 10 rue Hérold
– 10 rue Boissy d’Anglas
– 26 avenue des Champs Elysées
– 77 rue des Rosiers – Puces de Saint-Ouen

Sette i negozi di Armand e Martine Hadida, la cui etichetta di “negozio” è altamente riduttiva.
Sette spazi, battezzati sotto un unico nome, ma mondi singolarissimi, animati dallo spirito della galleria che cambia e si adatta al luogo in cui sorge.

Sette indirizzi da ricordare - divagazioni su un numero e sulle sue combinazioni

Non solo abiti ed accessori, ma gallerie d’arte, esposizioni di mobili e oggetti di design e luoghi fonti d’ispirazione. Oggetti del desiderio abbinati tra loro con eccentricità e un gusto magistrali che scatena inventiva, idee e voglia di comprare. I marchi che si rincorrono nelle vetrine e negli espositori (diversi, particolari e mai scontati) sono di tutto riguardo, conosciuti e ricercati: da Celine a Augustin Teboul, da Mcqueen a Edun, passando per Kolor, Nu-be, Valentino, Taakk, Officine creative, Lanvin e Fornasetti (per citarne solo alcuni) ed è attraverso di loro che spunta il concetto che i due fondatori portano avanti da vent’anni: “L’Eclaireur, is to go ahead, to be in what will come, to dare, to dis­turb, it is the duty always to seduce, always to sur­prise”.
Sette tappe obbligatorie per ogni creativo, ma anche semplicemente per chi ama il bello, che non possono mancare in una visita parigina degna di questo nome.

Segnaliamo infine la novità che li riguarda: dalla prossima primavera L’Eclaireur si appresta ad aprire un negozio di 600mq anche a Los Angeles a Beverly Hills, che verrà gestito dalla figlia della coppia, Meryl. Ma essendo fuori Francia non lo viviamo come un numero 8 (che obbiettivamente rovinerebbe questo 7 fortunato), ma come una Biancaneve lontana dai Sette nani.

A cura di Martina Cotena.

Sette indirizzi da ricordare – divagazioni su un numero e sulle sue combinazioni ultima modifica: 2014-10-31T09:35:24+00:00 da Martina Cotena

A proposito dell'autore

Martina a 7 anni voleva fare la pittrice, poi il padre le ha chiesto se voleva morire come Van Gogh: povera e con un orecchio mozzato (sì, esattamente con queste parole…) e così ha deciso che avrebbe optato per la sua seconda passione: Gira la moda... così, adesso fa la stilista. Le piace: Paolo Conti, la punteggiatura e il punto e virgola (che nessuno sa mai come usare), la mozzarella di bufala, Dior e Valentino, cambiare colore ai capelli, Baricco, l’odore della pittura ad olio, il mare d’inverno, il pistacchio di bronte, il violoncello, i classici Disney, i tatuaggi. Non le piace: avere un agenda, i bigotti, il caffè dolce, l’ipocrisia, sudare, la gente spocchiosa, le zanzare, Desigual, i peperoni, le mani non curate, quando le si ricorda che a 28 anni ancora non ha la patente, la puzza della metro, i film horror, chi parla male delle persone tatuate.

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