Incontrarci a Palermo

di Pietro Maria Sabella

Incontrarci a Palermo

di Pietro Maria Sabella

Incontrarci a Palermo

di Pietro Maria Sabella
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Non so se incontrarti a Ballarò

sotto i vicoli eccitati dalla folla e dalla frutta

o se sulle balàte scivolose di ricordi di acqua e pesce spada

che ci portano alla Vuccirìa

odori frenetici e passionali di polpo e profumi di donne

misti fino alla cala

al bagliore del sole che se ne fotte e se ne va.

 

Potrei spingermi lungo la lingua di terra e polvere

che l’asfalto ha dipinto fino a Porta felice

stretti stretti uomini insetti delinquenti e motorini

si sorseggiano l’esistenza

salendo e scendendo fino al mare o fino al cielo

 

carte e cartoni sparsi

sulle teste di ciclopi e delle stagioni spagnole dei

Quattro Canti

ti vedo per un attimo tendere la mano

 

non sappiamo dove andare da qui

solo angoli privi di ombra e granite confuse con

panelle

e ancora germi di speranza sparsi sui marciapiedi.

 

Oserei portarti in via Alloro e baciarti poi davanti la fontana del Genio

se così si chiama

intorno le auto girerebbero ignorandoci

e i venditori di rose cercherebbero di corrompermi

dimenando il fiore come su una tavolozza per dirci qualcosa.

 

Non mi importa cosa darti o cosa dirti

sentiremmo soltanto le fauci del traffico fino a via Roma

ti stringo la mano ancora

ti tolgo il cappotto

fa caldo qui dove si vedono le navi

e Monte Pellegrino

 

ti tengo stretta,

sei con me

a Palermo.

 

Pietro Maria Sabella All rights reserved

 

 

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