In quel torrido mese di Luglio

di Pietro Maria Sabella

In quel torrido mese di Luglio

di Pietro Maria Sabella
Un mese ricco di vita

In quel torrido mese di Luglio

di Pietro Maria Sabella
2 minuti di lettura

Non possiamo dire sicuramente che questo mese di Luglio abbia alleggerito i nostri spiriti, per accompagnarci felicemente alle vacanze agostane. Anzi, sembra averci caricato di maggiori responsabilità, quasi come se ci stesse scuotendo con forza mentre, privi di senno critico, procediamo solo a contare i giorni che ci separano da uno stacco, da una pausa. Che poi non sappiamo neanche bene a cosa ci serva questa vacanza, visto che non riusciamo mai ad usufruirne secondo i nostri più sinceri desideri. Sembra semplicemente destinata a spegnere memoria e coscienza.

Come anticipavo, invece, se proviamo a leggere le storie di questi giorni, delle personalità che hanno caratterizzato l’agiografia laica di questo mese, troviamo i segni più profondi della nostra identità repubblicana e culturale, che ci passano affianco, muti o ammutoliti o lasciati ai cerimoniali di alcuni. In pochi giorni, scorrendo tra i neri e i rossi del calendario, si concentrano, arricchiti dagli ultimi richiami a casa fatti dal Padreterno, le eredità di Vittorio Occorsio (10 luglio), di Paolo Borsellino (19 luglio), di Boris Giuliano (21 luglio), alle quali ora si aggiungono quelle di Andrea Camilleri (17 luglio), Luciano De Crescenzo (18 luglio), Andrea Forti e Borrelli (19 luglio).

Vite di uomini solo apparentemente distanti ma che, in realtà, nascondono una profonda e unica ispirazione narrativa: l’aver scelto di raccontare dei malanni profondi di questa società e di consegnare involontariamente ai posteri l’esperienza della propria vita come sinonimo di scelta, di operosità, di verità e mai di silenzio. Tangentopoli, terrorismo nero, mafia, massoneria, cinismo, povertà, ma anche bellezza, amore per la famiglia, ironia. Tutti questi fenomeni, declinati nell’umano raccontato, trattato, perseguito.

La storia degli ultimi 40 anni cosparsa in poche date iscritte sul calendario, nel mezzo del mese di piena estate, nel mese di Shakespeare e Goethe, nel mese felice e tetro, che ricorda di una morte nascosta fra gelsomini e limoni. Ma a dispetto di un esito triste, di una riedizione di molteplici compianti, è probabile che questi giorni ci stiano chiedendo non di ricordare e basta, ma di operare, di scegliere, di vivere. Di non abbandonarci al profumo del compromesso e di tagliare in faccia alle disgrazie con ironica filosofia, con una “sicaretta” e una penna in mano.

di Pietro Maria Sabella, all rights reserved

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Articoli Correlati

referendum

Referendum:
le ragioni del No

18 minuti di lettura Domenica siamo chiamati ad esprimerci su temi di assoluta centralità per il futuro del sistema della giustizia italiana. Eppure, i quesiti

LEGGI TUTTO