Il Ventaglio al Teatro delle Muse. La commedia goldoniana nella sua versione popolare romana.

di Adriana Bonomo

Il Ventaglio al Teatro delle Muse. La commedia goldoniana nella sua versione popolare romana.

di Adriana Bonomo

Il Ventaglio al Teatro delle Muse. La commedia goldoniana nella sua versione popolare romana.

di Adriana Bonomo
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Il Ventaglio di Carlo Goldoni è una commedia classica senza tempo da conoscere ma soprattutto riscoprire nella sua nella sua brillante rivisitazione romana di Mimmo Strati e Claudio Monzio Compagnoni.

Ambientato nella vita popolare della Roma del Settecento, la commedia ruota intorno a un unico protagonista: l’equivoco.

Prima di partire per la caccia, Evaristo – intepretato dallo stesso Mimmo Strati – rompe accidentalmente il ventaglio di Candida, la giovane e leggiadra nipote della Signora Geltruda. Evaristo tenta di rimediare comprando un nuovo ventaglio e consegnandolo fra le mani di Giannina, la “fruttarola”, affinchè lo dia alla sua amata, all’insaputa della zia. Tuttavia, le “male lingue” faranno giungere alla giovane Candida la notizia che il ventaglio è stato donato a Giannina. Dall’equivoco, un rapido susseguirsi di confidenze, favori, liti, risse e amori che turberanno la vita del borgo e dei suoi protagonisti.

Il pubblico è subito catturato dalla trama rapida e incalzante e dal fitto intreccio di vicende. Il goffo tentativo di Evaristo di corteggiare – spesso perdendo lui stesso il senso del suo discorso – Candida, di cui Cecilia Zincone ne ben interpreta i vezzi e le smorfie della giovane borghese. La contesa per la mano di Giannina tra il ciabattino Crespino (Francesco Trifilio) e l’oste Coronato (Gabriele Tuccimei), tentando di guadagnarne la promessa dal fratello Moracchio (Stefano Starna). L’ingordigia e l’ingenuità del Barone del Cedro (Stefano Scaramuzzino) la cui ricchezza non compensa la sua stoltezza. E infine il Conte – sapientemente interpretato da Cesare Cesarini – simbolo della nobiltà ormai decaduta ma, al contempo, persona rispettata nel borgo e, proprio per questo, mediatore di matrimoni al prezzo di beni a scrocco.

Le ammirevoli doti canore di Anita Pusceddu e Cesare Cesarini – rispettivamente nei panni della vedova signora Gertruda e dell’ormai decaduto Conte – portano leggere note liriche nella commedia, dandole un tono romantico.

Nel borgo romano ricreato da Strati e Monzio Compagnoni, spiccano le personalità di Giannina “la fruttarola”corteggiata dal borgo e la Signora Susanna, la merciaia zitella e pettegola, le quali – con liti, zuffe e ripicche – portano sul palcoscenico la veracità e il colore romano.

Indubbiamente un modo per conoscere la commedia goldoniana e, con l’occasione, ridere rievocando il mondo popolare romano che, nella cornice settecentesca della decadenza della nobiltà e dinanzi all’emergere della borghesia, si scompone con equivoci, matrimoni, risse, liti e si ricompone nel canonico lieto fine.

Il Ventaglio sarà in scena al Teatro delle Muse di Roma fino al 19 marzo.

Teatro delle Muse

via Forlì 43, Roma.

 

info e prenotazione 06 44233649 / 06 44119185

www.ilventaglioaroma.it

https://www.thefreak.it/il-ventaglio-di-carlo-goldoni-al-teatro-delle-muse-di-roma-dal-28-febbraio-al-19-marzo/

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