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“L’arcano per noi è ciò che è poeticamente nascosto nella bellezza del visibile, ciò che desideriamo rivelare e ciò che tutti possono scoprire.

Il nostro messaggio di umanità trova ulteriore valore emozionale nel modo in cui viene espresso. In un mondo di dubbi e nebbie culturali, c’è un nuovo modo, limpido, di guardare all’animo umano.”

Queste alcune delle frasi del manifesto del Movimento degli Arcani, nato nel 2011 dal volere del critico d’arte Paolo Levi. Il movimento porta la firma di cinque artisti di provenienze geografiche e artistiche diverse: Mariacristina Conti, Stefano Puleo, Angelo Di Tommaso, Roberto Guadalupi e Silvano D’Orsi.

Arcano il percorso artistico, arcane le reminiscenze dei cinque componenti tradotte in pittura, arcana la seduzione e l’emozione che ha spinto Paolo Levi ad unire artisti tanto diversi e collezionisti di tutto il mondo ad innamorarsi di queste opere.

Dai tetti siciliani di Stefano Puleo al dissolvimento dell’immagine di Mariacristina Conti, la vita viene raccontata dai questi cinque artisti in un delirio di colore.

In alto: Tetti rossi, Stefano Puleo

In alto: Dinamismo, M. Conti

Il loro segreto è quello di tornare alla felicità in un contesto storico dove la speranza si nega risoluta a tutti coloro che la invocano.

Ma come fare? Come tornare alla pittura del bello, dell’ingovernabile emozione? Con un percorso arcano di rivisitazione di artisti del passato. Carlo Carrà, Giorgio De Chirico, René Magritte.

Passato e futuro si rintracciano, si sfiorano, si scambiano i ruoli.

È grazie a questo approccio alla vita e all’arte che tra artisti così diversi si crea un’ideale linea di continuità.

La prima volta che ho visto un quadro di Angelo Di Tommaso mi sono domandata quale segreto nascondesse. Accanto al suo omaggio ad artisti del passato come Canova, Gauguin e Picasso, un effetto di straniamento. In tutte le sue opere una donna si staglia contro l’immagine e ne diventa padrona. Donne con sguardi misteriosi, incatenate nel contrasto tra il bianco e il nero. Donne nuove, silenziose, di una sensualità ribelle. Donne appartenenti ad un’altra vita, ad un altro mondo. Sedute accanto a una bombetta di Magritte, a una piazza romana, alla fine di un ponte. In totale discontinuità con lo sfondo, sembrano quasi indifferenti a ciò che le circonda. È questo il tocco di Di Tommaso. Questo il suo contributo, la sua rivisitazione coraggiosa di icone di altri tempi e di paesaggi da cartolina: una donna avida di attenzioni.

In alto: Ricordi, Angelo Di Tommaso

Paolo Levi ha scritto di lui: “Le sue rappresentazioni sono emblemi di situazioni arcane e di incerta collocazione esistenziale. Non è dato sapere se questi volti siano antichi eroi, enigmatiche sacerdotesse o ombre che si agitano in un Ade sospeso, in un tempo mitico che eppure sembra essere incredibilmente vicino a noi nell’attualità espressiva del sentimento”.

In alto: Omaggio a De Chirico, Angelo Di Tommaso

Il Movimento degli Arcani è stato destinatario di numerosi riconoscimenti.

I cinque artisti sono stati insigniti del premio Guglielmo II nella sala consiliare del museo Giuseppe Sciortino di Monreale, in provincia di Palermo; hanno esposto le loro opere presso il palazzo dell’ONU in occasione del secondo anniversario dell’United Nations Academic Impact (UNAI), iniziativa globale lanciata dal segretario generale dell’ONU Bank Ki-moon; hanno presentato il Movimento presso il Teatro dei Dioscuri al Quirinale con una mostra dal titolo Roma-Gerusalemme, un percorso spirituale arcano; hanno partecipato alla LV Biennale di Venezia fra gli artisti della collaterale Overplay ideata da Emiliano Bazzanella.

Insomma, il movimento della felicità ha fatto il giro del mondo portando con sé il passato senza mai guardarsi indietro.

Di Adriana Lagioia 

Il Movimento degli Arcani: “la bellezza del visibile”. ultima modifica: 2014-01-07T10:25:21+00:00 da Redazione

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