IL FENOMENO GRETA THUNBERG: QUALI EFFETTI IN ITALIA?

di Guglielmo Pilutti

IL FENOMENO GRETA THUNBERG: QUALI EFFETTI IN ITALIA?

di Guglielmo Pilutti

IL FENOMENO GRETA THUNBERG: QUALI EFFETTI IN ITALIA?

di Guglielmo Pilutti
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La giovane attivista svedese che ha dato il via ai #FridaysForFuture in tutto il mondo è stata nella Capitale per partecipare alla manifestazione  giorno 19 aprile a Piazza del Popolo. Tutto è partito con il suo attivismo davanti al Parlamento svedese. A partire dall’agosto 2018, ogni venerdì scioperava – prima sola e poi con chi ha deciso di seguire la sua protesta – affinché il suo governo tagliasse le emissioni di Co2 del 15% ogni anno. Grazie proprio a queste dimostrazioni è stata invitata alla plenaria della Cop 24 di Katowice in Polonia lo scorso dicembre dove ha potuto tenere il famoso discorso – divenuto subito virale – di denuncia al cambiamento climatico e all’atteggiamento menefreghista su questo problema adottato dai governi di tutto il mondo. 

Nasce così il grande movimento studentesco, che negli ultimi mesi sta spingendo migliaia di ragazze e ragazzi a scioperare il venerdì e a riunirsi nelle piazze di tantissime città per rivolgersi ai governi, chiedendo a gran voce, azioni concrete contro i cambiamenti climatici e reclamando il proprio diritto al futuro.

Greta è riuscita nella colossale impresa di una mobilitazione diffusa che parte dal basso, dai giovani, sui temi del cambiamento climatico. Forse è stata l’immagine della giovane ragazza scandinava a far sì che in molti si sentissero rappresentati.

“ Agire adesso”, il “Se non ora quando? se non noi chi?” e ancora il “Noi non abbiamo tempo”, sono confluiti in un messaggio diretto che ha sollevato il carattere emergenziale del cambiamento climatico conseguente all’Antropocene. Il termine coniato dal biologo Eugene F. Stoermer, ben definisce l’era in cui l’uomo determina lo stato e l’evoluzione dell’intero Pianeta e in cui – parafrasando Greta – l’homo politicus e l’homo oeconomicus disegnano una rotta della società che evita il benessere collettivo e la sostenibilità per raggiungere un mero guadagno personale. 

Sicuramente, il recente attivismo della giovane ragazza ha fatto emergere la gravità di un problema a noi però non sconosciuto. Basti pensare al 2006, quando uscì il film del candidato presidente USA alle elezioni del 2000, Al Gore, intitolato “Una scomoda verità”. Il film provocò un grosso consenso e, forse per la prima volta, una consapevolezza che penetrò tutti i livelli sociali e non solo quello dei “potenti”. Ma a dire il vero, già nel lontano 1987 la Commissione Brundtland avvisava il mondo dell’erroneo percorso di sviluppo intrapreso. E grazie a questa inizia un percorso internazionale che ha portato oggi alla firma degli Accordi di Parigi nel 2015. In relazione agli obiettivi per uno sviluppo sostenibile, fissati nella contestuale Agenda 2030, si è costituita l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (Asvis). Il suo fondatore e portavoce Enrico Giovannini, insieme al suo team, ha creato un solido punto di riferimento per i privati, gli organi di Governo e la società civile al fine di perseguire i 17 obiettivi per il 2030 con una partecipazione universale.

Di fronte ad una temperatura che aumenta 170 volte più del normale, a continui fenomeni meteorologici estremi un’alleanza di persone e di intenti che perduri nel tempo per accelerare l’adozione di misure sostenibile da parte della politica e dei privati sembra essere infatti l’unica alternativa valida. 

A tal proposito Greta Thunberg sembra essere diventata il marchio della sfida climaticamente corretta e della denuncia all’ipocrisia di una classe politica che per anni e anni ha fatto poco e nulla. Un brand che funziona per la sua purezza e funzionale allo scopo di una sensibilizzazione di massa che mira a far pressione istituzionale. Certo il suo passaggio non passa mai inosservato e la sua irriverenza nei confronti dei “potenti” è oggetto di discussioni. Il suo forte carattere è emerso anche nel suo incontro col Papa e alla Presidente del Senato Casellati nel suo opporsi alle continue foto istituzionali di facciata e ricordando la funzionalità dei suoi viaggi all’unico scopo di sensibilizzare a livello globale.

Viene da chiedersi cosa resterà del messaggio di Greta in Italia. Negli ultimi mesi si sono create numerose associazioni e comitati per lo sviluppo sostenibile che trovano massimo sfogo nel format #FridaysForFuture. Quello che è sotto l’evidenza di tutti è l’aumentata sensibilità dell’opinione pubblica insieme ad atti concreti come il documento del Consiglio europeo e la mozione della Camera. Il 9 aprile il Consiglio UE dice chiaramente che l’Agenda 2030 deve essere messa al centro di tutte le politiche europee comprese quelle finanziarie di ogni Stato membro, al fine di garantire i giusti strumenti. Mentre il primo di aprile la Camera ha votato una mozione che tra le tante cose impegna il Governo ad istituire una commissione per lo sviluppo sostenibile ed a rendere obbligatoria una strategia annuale in tal senso. La rilevazione condotta a inizio anno per la Fondazione Unipolis e Asvis ha fatto emergere che oltre l’80% degli italiani (oltre il 90% tra i giovani) è a favore di politiche per lo sviluppo sostenibile. Resta da vedere se questo fenomeno sarà un fuoco di paglia oppure porterà effettivamente a mantenere ben al di sotto dei 2°C la temperatura del nostro Pianeta grazie per esempio all’aumento dell’efficienza energetica e alla diffusione delle fonti energetiche rinnovabili.

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