Il Disordine creativo dei Dreamway Tales

di Paolo Pugliese

Il Disordine creativo dei Dreamway Tales

di Paolo Pugliese

Il Disordine creativo dei Dreamway Tales

di Paolo Pugliese
4 minuti di lettura

Siamo riusciti a scambiare quattro chiacchiere (virtuali) con i Dreamway Tales, interessante gruppo pop-rock (come loro stessi si definiranno nell’intervista) italiano: quello che ne è venuto fuori è una breve conversazione su vari temi, musicali finanche personali.



Innanzitutto benvenuti: come è nato il progetto Dreamway Tales? Quanto lontano affondano le sue radici?

Era l’estate del 2007 quando il progetto Dreamway Tales ha iniziato a prendere forma. Eravamo giovani ma con tanta voglia di iniziare e di credere in qualcosa che potesse portarci delle soddisfazioni, potesse emozionarci e alla fine ce l’abbiamo fatta!
Alcuni di noi si conoscevamo già ed altri tramite annunci sul web si sono aggiunti alla band fino ad instaurare quel feeling che facesse da carburante per il motore della band.

Il vostro sound è una commistione di vari generi, dal pop al metal, passando per il rock. Quali sono i gruppi che vi hanno influenzato di più?

Ognuno di noi era caratterizzato dai propri idoli, il proprio sound, si spaziava davvero in tutti i generi. Inizialmente non è stato facile far combaciare le idee di cinque teste in un’unica idea principale. Ma poi col tempo, con l’esperienza, con la conoscenza, quei generi diversi sono stati la chiave per arrivare poi al sound odierno, che ovviamente è in continua evoluzione. Si spazia dal pop al rock, dal punk al metal, ma come risultato finale ci piace definirci “pop-rock”.

Dopo un inizio in cui scrivevate in inglese avete scelto di cantare in italiano: una decisione coraggiosa, specialmente al giorno d’oggi. Come mai?

Cantare in inglese è più semplice, bastano le solite due paroline e hai il testo (talvolta pure una semplice vocale). Però essendo in Italia volevamo provare la nostra lingua: arrivi maggiormente alla gente che sa cosa canti e non deve applicarsi per capire il testo (già il pubblico italiano è pigro…). E’ stata una sfida, una bella sfida! Non è stato semplice e abbiamo affrontato l’ostacolo principale della nostra lingua: la metrica! Ma possiamo dire di esserne usciti vincitori. Ormai l’inglese è solo un lontano ricordo ed anzi riproporre i brani in inglese fa uno strano effetto.

Parliamo del vostro nuovo album “Disordine”: cosa volete dirci a riguardo?

Il nuovo album è online da febbraio. Tutto autoprodotto, dal lavoro in studio alla stampa dei cd. Ci sta regalando belle soddisfazioni. E’ il nostro primo album in italiano e sul pubblico sta avendo un buon responso. Abbiamo impiegato un annetto per “crearlo”. Però è stata un’esperienza molto costruttiva: per la prima volta ci siamo messi tutti e cinque ed insieme l’abbiamo partorito. Ormai vedevamo solo strumenti e si sentiva parlare di musica e testi: è stato stressante da un certo punto di vista ma siamo contentissimi del prodotto.

C’è qualche traccia dell’album di cui vorreste parlaci, in particolare?

Con “Soltanto un’occasione” abbiamo voluto osare, parlando di un brano dalle tematiche spinte. Nel brano c’è la costante sesso, abbandonando l’amore per immergersi in una vita fatta di estremismi. Basta guardare il videoclip per farsi un’idea. La cosa divertente è che alcune persone pensano che sia “una canzone d’amore”, tutto ciò riporta al discorso di prima sulla “pigrizia del pubblico italiano”. Melissa invece è il brano più toccante e profondo dell’album: parla di una persona a noi cara che purtroppo è venuta a mancare perché colpita da un tumore.
Purtroppo nelle nostre città, in Campania, si convive col problema dei rifiuti tossici: si dice ormai “morire di vecchiaia in Campania è un lusso”.
Non è stato il caso di Melissa (sorella di Dario, il cantante). Scrivere un brano per lei è stato uno dei primi pensieri ed al pubblico ha colpito al primo ascolto.

Dal 27 ottobre è online il video ufficiale che tratta anche l’argomento “terra dei fuochi”, campagna di sensibilizzazione contro i rifiuti e i roghi tossici. 
Siete degli artisti sicuramente poliedrici, come si riflette questo sul modo di esibirsi?

C’è voglia di proporre in nostri brani in un set acustico, un modo più intimo di esibirci: si arriva maggiormente all’emozioni dell’ascoltatore. Quindi sono in programma performance di questo tipo e non appena ci sarà possibilità pubblicheremo le date. Per il resto continuiamo col nostro repertorio “al completo”.

A questo punto non ci resta che augurare in bocca al lupo ai Dreamway Tales per tutti i loro progetti futuri, speriamo di risentirvi al più presto ragazzi.

A cura di Paolo Pugliese.

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Dreamway Tales – Nel Paese delle Meraviglie (Video Ufficiale):

Dreamway Tales – Melissa (Video Ufficiale):

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