I 10 migliori album del 2018

di Federico De Giorgi

I 10 migliori album del 2018

di Federico De Giorgi

I 10 migliori album del 2018

di Federico De Giorgi
6 minuti di lettura

Il primo gennaio si avvicina e, ancora una volta, è tempo di bilanci.

Il 2018, musicalmente parlando, è stato un anno molto proficuo: ci sono stati degli attesi ritorni che hanno consacrato artisti che, ormai da un paio di anni, stanno rivoluzionando il panorama musicale italiano e stanno contribuendo alla nascita di una vera e propria new wave del pop nostrano (vedi Calcutta e Gazzelle), “big” che hanno confermato la loro classe in modo cristallino (Baustelle e Cosmo), esordienti che hanno stupito e su cui riponiamo grande fiducia per gli anni a venire (Mèsa e Postino su tutti).
Allo stesso tempo, però, ci siamo trovati davanti a cogenti delusioni: si Tommy, ce l’abbiamo proprio con te. I Thegiornalisti, infatti, con “Love” non sono stati in grado di confermare quanto fatto con l’amatissimo “Completamente Sold out”.
Per carità, innegabile che nell’ultimo album della band romana ci sia anche qualche bel pezzo, ma questo non è stato sicuramente sufficiente (a nostro parere) ad includere “Love” tra i migliori lavori di questo 2018.
In moltissimi avete voluto dire la vostra: i voti sono stati tanti ma il popolo di The Freak ha parlato chiaro, confermando Edoardo D’Erme, in arte Calcutta, con il suo “Evergreen”, il fuoriclasse della scena it-pop.

A questo punto, però, tocca a noi: ecco la nostra top 10 dell’anno che si sta per concludere.

 

  1. POSTINO – LATTE DI SOIA

“Postino sono tutte quelle parole che normalmente rimbalzano in camera tra i muri”.
L’album d’esordio di Postino è stato, senza dubbio, una delle più piacevoli sorprese di quest’anno;
massiccio l’uso dei synth, testi introspettivi di qualità, voce di alto livello: per chi ancora non lo conoscesse, l’ascolto è più che consigliato. “Latte di soia” vi piacerà, ne siamo sicuri.

Brani consigliati: Blu, Ambra era nuda, Come le balene.

 

  1. ANY OTHER – TWO, GEOGRAPHY

Il progetto musicale costruito attorno alla bravissima Adele Nigro funziona, eccome se funziona: “Two, Geography” è un lavoro coraggioso, sincero e autentico.
Non ci stupisce poi che il lavoro sia stato prodotto dalla 42 Records, la quale conferma ancora una volta di vederci lungo.

Brani consigliati: Walkthrough, Breastbone, A grade.

 

  1. MESA – TOUCHE’

In un panorama musicale predominato da uomini, la giovane cantautrice romana rappresenta la speranza dell’ it-pop al femminile: la sua voce dirompente e le sonorità indie rock che la caratterizzano la fanno entrare di diritto nella nostra top 10. “Touchè”, suo album d’esordio, lo si apprezza sempre di più, ascolto dopo ascolto. Un ringraziamento doveroso va anche a Bomba Dischi per avercela fatta conoscere.

Brani consigliati: Oceanoletto, Il mare tra il dire e il fare, Le metamorfosi dell’aria.

 

  1. DUTCH NAZARI – CE LO CHIEDE L’EUROPA

Ce lo chiede l’Europa è una frase che è stata usata fino allo sfinimento dalla politica negli ultimi otto/nove anni, di solito per giustificare scelte impopolari scaricandone la responsabilità. La foto di copertina è una raffigurazione simbolica del concetto di Europa: i ragazzi sorridenti rappresentano il capitale umano della cosiddetta “generazione Erasmus”, la prima a identificarsi come europea. Alle loro spalle un’edilizia orribile, simbolo di un altro aspetto di questa Europa, il modello di sviluppo economico liberista, che non tiene conto delle proprie risorse e spesso genera mostri”.

Parole di Dutch, serve aggiungere altro o lo avete già cercato su Spotify?

Brani consigliati: Mirò, L’Europa, Calma le onde.

 

  1. MOTTA – VIVERE O MORIRE

L’ultimo lavoro di Francesco Motta è di spessore e qualità: la cosa che abbiamo apprezzato maggiormente di “Vivere o morire” è come Motta sia rimasto fedele a se stesso, senza inseguire le mode del momento e senza cercare in maniera forzata di essere pop, snaturandosi. I fan hanno apprezzato e “Vivere o morire” ha rispettato abbondantemente le attese.

Brani consigliati: La nostra ultima canzone, Chissà dove sarai, Quello che siamo diventati.

 

  1. BAUSTELLE – L’AMORE E LA VIOLENZA VOL. 2

E’ scientificamente dimostrato che la band toscana non possa deludere le aspettative dei propri fans: i “dodici nuovi pezzi facili” che vanno a comporre il secondo volume del progetto “L’amore e la violenza”, iniziato con il primo volume pubblicato nel Gennaio 2017, scorrono molto piacevolmente e sembrano essere anche più facilmente digeribili rispetto ad alcuni lavori del passato, pur non essendone probabilmente al livello.

Brani consigliati: L’amore è negativo, Veronica n.2, Caraibi.

 

  1. CARL BRAVE – NOTTI BRAVE

Posizione alta in classifica per quello che è stato l’album dell’estate: dopo la temporanea separazione da Franchino si temeva che Carletto potesse accusare il colpo, ma così non è stato. “Notti Brave” è un album fresco e divertente, impreziosito da numerosissimi featuring di qualità (forse pure troppi, chissà quale sarebbe stato il risultato senza o con meno collaborazioni) e con una produzione di altissimo livello, firmata Universal.
Recentemente è uscito anche “Notti Brave After, la continuazione e conclusione del progetto iniziato da Carlo Luigi Coraggio e che lo porterà nei teatri nel 2019.

Brani consigliati: Camel blu (feat. Giorgio Poi), Chapeau (feat. Frah Quintale), Pub crawl.

 

  1. GAZZELLE – PUNK

Flavio Pardini si è ritrovato nella scomoda e tipica posizione in cui si trova ogni artista che ha sbancato all’esordio: doversi confermare o fare la fine di una meteora qualunque.
Con “Punk” possiamo affermare in maniera abbastanza tranquilla che ci è riuscito, e ci è riuscito alla grande: il lavoro è stato davvero di alto livello e facciamo fatica a trovare una singola canzone che non ci piaccia nella tracklist.
Musicalmente si è evoluto e ha sperimentato, i testi si confermano di spessore, ci ha fatto stare peggio di quanto già stessimo. Bravo Flavio.

Brani consigliati: Sbatti, Smpp, Copriti le spalle.

 

  1. COSMO – COSMOTRONIC

Marco Jacopo Bianchi si conferma un visionario: chi l’ha detto che il cantautorato non può svilupparsi anche attorno a sonorità tipicamente techno?
La grande vittoria di Cosmo è stata quella di riuscire a distinguersi dalla platea di cantautori che da un paio di anni seguono ,senza successo, la Calcutta-mania; la scena it-pop aveva bisogno di innovarsi e di confrontarsi con qualcosa di diverso, l’esperimento è riuscito alla grande.

Brani consigliati: Quando ho incontrato te, Sei la mia città, Tutto bene.

 

  1. CALCUTTA – EVERGREEN

Edoardo negli ultimi anni trasforma in oro tutto ciò che tocca, e non poteva essere altrimenti anche con “Evergreen”. Il suo secondo album lo ha confermato ai vertici del panorama musicale italiano e gli ha permesso di arrivare a risultati impensabili per un artista appartenente ad un’etichetta indipendente (vedasi il “profano” sold out all’Arena di Verona questa estate).
Anche Calcutta si è evoluto musicalmente nel suo ultimo lavoro, sperimentando qualcosa di diverso e di più elaborato rispetto al più essenziale “Mainstream”, il quale, tuttavia, rimane probabilmente irraggiungibile per la novità che ha rappresentato per il nostro Paese e per l’influenza che ha avuto negli anni a venire sulla nuova generazione dei “cantanti indie”, spuntati come funghi dopo l’avvento del Messia di Latina. Edoardo ha realizzato un album farcito di brani destinati a durare per sempre, che non stufano, che possono essere ascoltati anche a distanza di anni rimanendo attuali e apprezzati; un evergreen, appunto.
Più di qualche perplessità ha sollevato la scelta dei singoli che hanno anticipato l’uscita dell’album, i quali non solo hanno rischiato di “spoilerare” eccessivamente il lavoro fatto ma hanno anche fatto sì che “Evergreen” non sia stato apprezzato da molti come avrebbe dovuto, ma di questo se ne parlerà più approfonditamente in futuro.

Brani consigliati: Orgasmo, Pesto, Hubner.

 

 

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