Happy Birthday, The Freak!

di Federica Picasso

Happy Birthday, The Freak!

di Federica Picasso

Happy Birthday, The Freak!

di Federica Picasso
4 minuti di lettura

“E ora come lo racconto?”

Potrei esordire con una cronistoria dettagliata che spieghi, passo dopo passo, come tutti noi siamo arrivati a questo primo anno di TheFreak.

Oppure potrei acconciarmi i capelli, indossare un vestito di paillettes, abbordare il Presidente di una Nazione abbastanza nota e intonare un “Happy Birthday” che farebbe inorridire Marilyn Monroe.

Preferisco raccontarvi la verità. La nostra verità.  E Marilyn concorda.

C’era una volta…

E questa è la volta di Pietro. La volta sua e di Daniele. La volta sua, di Daniele e Giuseppe. Tre bravi ragazzi qualunque, in una notte qualunque al Ponte Tazio. In una notte ubriaca, tra risate e birre doppio malto, quando si spendono parole grandi. Parole con le stesse fattezze delle  stelle. Perché luminose. Perché distanti. Tanto distanti. “Desiderio”. Viene da “stella”. Quella notte Pietro, Daniele e Giuseppe hanno desiderato. Ma poi occorreva dare un nome a quel Desiderio. E, allora, ci ha pensato un maestro di Sogni. Un Maestro di Storie. Dylan Dog. Numero 81. Johnny The Freak.

C’era una volta…

C’era una volta Vittoria. Vittoria in cucina. Cioè in casa. Nell’ ultimo posto in cui si andrebbe a cercare una sorpresa. Dal “familiare”, dal noto, non ci attendiamo mai di stupirci. O di incappare in un matrimonio. Perché, quando le ho chiesto come fosse iniziato per lei questo viaggio, lei ha usato la parola “matrimonio”. Vittoria che ama a tal punto le sue parole da sposarle. Da sentirle legame e sacramento. Vittoria che stava fumando, nervosa. Vittoria con l’intenzione di lasciare Roma. E la Scrittura. A fermarla non è stato un uomo. Non sarebbe bastato. Occorreva una Visione. Occorreva una Bizzarria.

C’era una volta…

Alessandra. “Fuoco Sacro”. Se parlaste con lei, probabilmente lo ripeterebbe anche a voi. “Fuoco sacro”. Un gruppo di ragazzi con la seria intenzione di fare informazione. Pirati. Soldati. Forse bimbi sperduti. Forse le siamo sembrati così. Forse, tuttora, è così che gli occhi di Alessandra ci vedono. Forse. Ciò che è accaduto è che è salita sul nostro vascello. Ha imbracciato un fucile d’inchiostro. E, come tutti noi, ha fatto un passo avanti per schierarsi con TheFreak.

C’era una volta…

C’era Sara. Sara che ha a che fare con la Moda. Sara che somiglia alla moda, con quel suo modo di prenderti e di proiettarti in un mondo scintillante di creatività ed eccessi, pur senza mai rinunciare al suo aplomb. Sara che viene contattata da Daniele. Ripetutamente. Neanche fosse uno stalker. Lei che teme lui voglia discutere di un paio di pantaloni a una gamba sola per gente fuori di testa e che invece si ritrova invischiata in un’Associazione culturale. E in un giornale online. E in mezzo a noi. Tutti. (Forse ora rimpiange il pantalone mono-arto…).

C’era una volta…

C’erano una volta Loretta, Adriana, Francesco, Roberta, Ersilia, Stefy, Daria, Benedetta, Lilith, Carlo, Maricia, Elena, Gabriella, Carmine, Agnese e…

C’ero una volta…

E stavo pranzando con Anna. Una donna con un paio di occhi azzurri in grado di disarmare perfino Dart Fener e di arruolarlo nell’esercito dei biscottini allo zenzero. Anna sapeva che subisco il fascino delle stramberie. Lei mi domandò perché indossassi una collanina con su scritto “Vincent”, al posto del mio reale nome. (No, non mi chiamo Vincent…).  Io risposi che era per via del primo personaggio maschile di cui avessi mai scritto. Lei sorrise. Terminò con un silenzio sibillino la sua insalata. Poi mi disse che conosceva qualcuno che faceva al caso mio…

Infine, la  storia più importante.

C’era una volta…

La vostra. Quella di voi, tutti voi, che ci leggete. Quella di voi che commentate. Di voi che vi stupite. E’ la volta di Mary e di Berenice. La volta di Maria Rita e di Annamaria. La volta di Federico e di Lola. La volta di Ilaria e Ben. La volta di Ago, Francesco, Alessia, Domenico. La volta di Tommaso. La volta di Adelmo e della sua Accademia. La volta di Ginky e del signor Graziani.  La volta di Leo. E’ la volta di tutti coloro che, nell’anonimato di un nickname fittizio, continuano a farci sentire il loro calore.  E’ la volta degli scrittori che hanno partecipato al nostro primo concorso letterario. Di chi ci ha accompagnato ad ogni nostro evento. Di chi ci sostiene. Di chi non smette di crederci. E che ci ricorda che ne vale la pena.

E’ la vostra storia.

TheFreak è anche la vostra storia.

Grazie per questo primo, straordinario anno.

Buon Compleanno, dunque.

L’ otto novembre vi aspetteremo…

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2 risposte

  1. “Se fra voi c’è qualcuno che si sente abbastanza matto da voler diventare scrittore, gli consiglio va’ avanti, sputa in un occhio al sole, schiaccia quei tasti, è la migliore pazzia che possa esserci, i secoli chiedono aiuto, la specie aspira spasmodicamente alla luce, e all’azzardo, e alle risate. Regalateglieli. Ci sono abbastanza parole per noi tutti.”

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