Grazie Vasco! A Roma
è stato un sogno

Grazie Vasco! Al Circo Massimo
è stato un sogno

La prima volta di Vasco Rossi al Circo Massimo
L'emozione di vedere 70 mila persone attorno a un mito

di Claudio Rinaldi

Grazie Vasco! A Roma
è stato un sogno

Grazie Vasco! Al Circo Massimo
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di Claudio Rinaldi
Vasco

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Grazie Vasco! Al Circo Massimo
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La prima volta di Vasco Rossi al Circo Massimo
L'emozione di vedere 70 mila persone attorno a un mito

di Claudio Rinaldi
2 minuti di lettura

“Perché la vita è un brivido che vola via… È tutto un equilibrio sopra la follia”.

Il giorno dopo senti ancora risuonare dentro di te quella poesia che è Sally e speri che si sia trattato solo di un dejavù, speri che il concerto debba ancora esserci. E invece ormai la prima volta di Vasco Rossi al Circo Massimo rientra già nella lista dei ricordi, di quelli indelebili, di quelli che ti verranno in mente pure tra 20 anni.

https://www.youtube.com/watch?v=zvmNr_BK58g

Perché il Blasco – 70 sulla carta, ma 18 per come si muove sul palco – ci ha stupito ancora. Come solo lui sa fare. Ci ha regalato semplicemente una serata da sogno, tre ore di spensieratezza e di sorrisi, di baci appassionati e di carezze inattese, di urla e reggiseni volanti – come capita sempre quando parte “Rewind”, tette al vento alla faccia dei moralisti e dei bigotti. 

D’altronde il moralismo non gli appartiene. Perché Vasco – con la sua musica – se n’è sempre fregato. Come ieri quando ha elogiato le donne e la f**a senza pensare che a poche centinaia di metri dal suo palco andava in scena il Pride, il massimo del politicamente corretto. Ma lui corretto non lo è mai stato. E a noi piace anche per questo. 

Ma piace soprattutto perché certe sue canzoni rientrano di diritto nella top 50 delle cose più belle mai scritte. Albachiara, Un Senso, Vita Spericolata, Una Canzone d’amore buttata via… tutte poesie prima ancora che brani musicali. E ce ne sarebbero anche altre che avremmo voluto ascoltare ieri (E…, Ogni volta, Vivere), ma Vasco ha preferito dar spazio ai nuovi singoli, altrettanto belli ma non ancora nella nostra testa, e a noi in fondo va bene così. 

Perché l’importante era esserci. Il tour continua – se potete – recuperate un biglietto, non ve ne pentirete.

Grazie Vasco!

“Siamo solo noi”

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