Dopo 26 anni chiude il Goa,
storico locale di Roma

Il Goa Club di Roma chiude i battenti

Finisce l'era dello storico locale di via Libetta
ma i proprietari promettono un Goa 2.0

di Flaminia Camilletti

Dopo 26 anni chiude il Goa,
storico locale di Roma

Il Goa Club di Roma chiude i battenti

Il Goa Club di Roma chiude i battenti

di Flaminia Camilletti

Dopo 26 anni chiude il Goa,
storico locale di Roma

Il Goa Club di Roma chiude i battenti

Finisce l'era dello storico locale di via Libetta
ma i proprietari promettono un Goa 2.0

di Flaminia Camilletti
3 minuti di lettura

Autunno del 2005, era un giovedì sera di novembre quando misi per la prima volta piede al Goa club di via Libetta a Roma. Avevo sedici anni e pensavo di essere entrata nel posto più figo della terra.

La musica, le luci, era tutto perfetto. I miei dj preferiti suonavano lì e c’erano sempre i ragazzi più grandi, quelli belli e impossibili che piacevano a tutte noi poche letteralmente scappate di casa. Andavamo al Goa con la scusa di dormire dall’amica perché a sedici anni andare dai Parioli al quartiere ostiense di notte quando il giorno dopo c’era scuola non stava proprio molto bene (per usare un eufemismo). Noi un modo lo trovavamo sempre. Primi baci, prime amicizie, prime litigate. La nostra generazione al Goa ha fatto tutto. 

Non assomigliava ai locali del centro in cui andavamo il sabato, quelli erano più dei salottini con quella musica revival orrenda. Non assomigliava neanche a quei locali di periferia con la musica techno frequentati da energumeni di dubbio gusto e spacciatori di pasticche. Il Goa era diverso, era unico. Un club dall’animo internazionale che però ha rappresentato una casa per chi lo ha vissuto.

E chi ci ha lavorato lo ricorda così: “Sono entrata che ero una bambina e ne sono uscita con un bagaglio carico di esperienze che hanno definito la mia crescita personale, professionale e artistica. Ho avuto l’opportunità di lavorare con persone molto diverse tra loro ma tutte ricche passione e grandissimo rispetto per il lavoro che svolgevano e per il luogo in cui lo facevano.”

Giancarlo Battafarano, conosciuto come Giancarlino e Claudio Coccoluto rappresentavano l’anima di questo posto che moltissime generazioni hanno riconosciuto come il loro posto del cuore. “Giancarlo è una delle persone più solide e generose che io conosca ed era l’unico insieme a Claudio che poteva creare una realtà del genere a Roma.  Fortemente internazionale, ma allo stesso tempo una casa per tanti di noi.”

Audio perfetto, cortile interno privato. A via Libetta non c’era niente prima del Goa e quando nel 1996 Giancarlino decise di aprire questo nuovo spazio, assieme a Danilo Proietti, Fabrizio Caccetta e Pierlugi De Filippo, sembrava una follia pensare di poterlo di fare lì, in mezzo al nulla. La scommessa però è stata vinta e nel giro di poco tempo il locale è diventato uno dei centri più frequentati della movida romana. Una sorta di appuntamento fisso del venerdì e del sabato sera.

Eppure l’8 novembre 2021 l’esperienza del Goa club di Ostiense finirà. Si chiuderanno in quella sede le porte di un club che ha fatto la storia del clubbing europeo negli ultimi 26 anni. La proprietà ha deciso di demolire il locale per consentire all’università di costruire nuove aule. Gli altri quattro locali presenti nel cortile già non ci sono più, e questo a causa dei 20 mesi di chiusura dovuti alle restrizioni legate al Covid-19. Nello stesso anno in cui anche il grande Claudio Coccoluto ci ha lasciati. È l’ennesimo effetto della pandemia che ha lasciato strascichi ovunque.

Per il Goa non si tratta di un addio però, perché Giancarlino in un’intervista ha promesso che nascerà un Goa club 2.0, uno spazio che avrà maggiore attenzione per l’arte e la sperimentazione. Un progetto nuovo insomma, che noi non vediamo l’ora di conoscere e vivere totalmente.  

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