Giustizia, primo tentativo
di analisi della riforma

Giustizia, un primo tentativo di analisi della riforma

Iniziamo l'analisi della riforma Cartabia

di Pietro Maria Sabella

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Giustizia, un primo tentativo di analisi della riforma

Giustizia, un primo tentativo di analisi della riforma

di Pietro Maria Sabella
Giustizia: riforma Cartabia

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Giustizia, un primo tentativo di analisi della riforma

Iniziamo l'analisi della riforma Cartabia

di Pietro Maria Sabella
5 minuti di lettura

Nelle prossime ore la riforma della Giustizia, voluta dal ministro Marta Cartabia, verrà sottoposta al voto di fiducia della Camera. Uno dei due rami del Parlamento dovrà dunque dare l’avvio ad un epocale processo di innovazione del sistema della giustizia italiana.

Giustizia- la Guardasigilli Marta Cartabia

Si tratta, infatti, di un pacchetto di misure, sulle quali ha alacremente lavorato la Commissione Ministeriale presieduta da Giorgio Lattanzi, che cambierà davvero in profondità il volto del processo penale per come oggi lo conosciamo.

Il campo sul quale la riforma interviene è davvero vasto. Non solo processo penale, ma anche sistema sanzionatorio e prescrizione.

Un commento univoco è davvero difficile da produrre se non si ha avuto modo di leggere bene il testo che la Commissione ha elaborato e i vari lavori preparatori, oltre che ad avere un buon bagaglio culturale che consenta di districarsi con raziocinio e consapevolezza nell’intricatissimo mondo della giustizia penale.

Inoltre, un commento generalizzato, proposto “a freddo” potrebbe spiazzare o fuorviare. Questo è dunque un lavoro che, come redazione, porteremo insieme nelle prossime settimane.

Fino a quel momento, dopo questa prima panoramica che darà conto dell’insieme dei temi toccati dalla riforma, forniremo dei commenti e delle osservazioni che ruoteranno intorno alle singole misure adottate, in modo che il lettore possa farsi un’idea specifica sui singoli aspetti, creando così un proprio puzzle ideale da comporre per giungere alla comprensione del disegno finale e complessivo.

Una nota è d’obbligo. È praticamente impossibile toccare la giustizia penale, il processo e la pena, senza attirare commenti e critiche e senza dividere.

Eppure, come giornale crediamo che – soprattutto in questa epoca fragile e liquida – dobbiamo essere chiamati, in primo luogo, a capire, ad approfondire, a conoscere. Solo così potremo orientarci come cittadini consapevoli, assumere delle decisioni e proporre, laddove servano, miglioramenti. Solo così potremo aderire o rifiutare un programma di riforme e non solo.

Il progetto di riforma.

In termini generali, il Progetto intende assicurare la ragionevole durata del processo, il recupero del rispetto dei diritti fondamentali della persona, del giusto processo e della funzione rieducativa della pena, nonché una concreta deflazione del sistema carcerario grazie all’introduzione di sanzioni sostitutive alle pene detentive brevi.

L’intervento riformatore persegue, nel suo complesso, l’obiettivo dichiarato di rendere «il processo penale più veloce ed efficiente, assicurando l’efficacia della risposta giudiziaria nel rispetto delle garanzie difensive» e si inserisce nel quadro dell’approvazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che impone l’obiettivo della riduzione del 25% dei tempi del giudizio penale, fondamentale per l’ottenimento dei fondi del NextGenerationUE.

Il progetto di riforma si articola su tre pilastri: processo penale, prescrizione e sistema sanzionatorio.

La prima parte del progetto di riforma ha ad oggetto le proposte di revisione del processo penale, tese principalmente a superare le problematiche legate all’inefficienza della macchina giudiziaria e a sollecitare un rinnovamento del modello di cultura giudiziaria del Paese. Ecco le principali novità:

– introduzione della definizione del ruolo della “vittima del reato” nel processo penale;

– ampliamento della procedibilità a querela per alcuni reati, come quelli legati alle violazioni del codice della strada;

– utilizzo delle video registrazioni come prova nel processo penale;

– implementazione del processo telematico;

– rimodulazione dei termini per le indagini preliminari, ovvero del tempo entro il quale il P.M. può proporre il rinvio a giudizio o chiedere l’archiviazione;

– introduzione dell’“archiviazione mediata”, che evita di andare al processo per i reati meno gravi;

– ampliamento dell’ambito di utilizzo del patteggiamento e del rito abbreviato;

– riforma del processo di Appello, anche per ridurne il carico;

– previste specifiche ipotesi di inappellabilità delle sentenze di primo grado da parte del Pubblico Ministero.

Il secondo pilastro tocca la prescrizione del reato:

– viene confermata la regola – e la scelta di fondo – introdotta con la l. n. 3/2019, secondo la quale il corso della prescrizione del reato si blocca con la sentenza di primo grado, sia essa di assoluzione o di condanna. (Questo punto, come è facile capire, avrà uno specifico focus).

Il terzo punto della riforma si snoda intorno al sistema sanzionatorio. Di base, il Progetto vuole superare un modello penale che abbia al centro solo la pena della detenzione e prevede l’introduzione di pene sostitutive per i reati di minore impatto o di minore gravità.

In questo senso, ad esempio:

– si innalza il limite della pena detentiva sostituibile oltre l’area coperta dalla sospensione condizionale della pena (da 2 a 4 anni);

–  si aboliscono la semidetenzione e la libertà controllata;

– si porta da sei mesi ad un anno di pena inflitta il limite di pena detentiva sostituibile con la pena pecuniaria;

– la pena inflitta fino a tre anni può essere sostituita con il lavoro di pubblica utilità;

–  la pena fino a quattro anni può essere sostituita con la detenzione domiciliare.

– viene valorizzato l’uso della pena pecuniaria (i reati meno gravi vengono puniti chiedendo al condannato il pagamento di una somma di denaro calcolata in base al proprio reddito al posto di subire la limitazione della libertà personale);

– si introducono sistemi di Giustizia Riparativa (si tratta di un modello sanzionatorio che mette al centro il dialogo e il confronto fra vittima e colpevole per ricostruire, anche su un piano sociale, la frattura creata con la commissione del reato);

– si aumenta la portata dell’esclusione della esclusione della punibilità per i reati meno gravi commessi da soggetti che non presentano, ad esempio, il rischio di delinquere di nuovo.

Come dunque è possibile notare, questa riforma tocca una miriade di questioni e in questa delicata trama proveremo a condurvi passo passo.

Intanto, attendiamo il voto della Camera.

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