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Intervista di The Freak a Stefano Labbia

Quale momento migliore della primavera per avventurarsi ne I giardini incantati e scoprire cosa hanno da rivelarci. Noi di The Freak lo abbiamo fatto con Stefano Labbia, nostro autore, che dopo Gli orari del cuore ha appena pubblicato la sua seconda raccolta di poesie, proprio I giardini incantati (Talos edizioni). Le abbiamo lette e ne abbiamo discusso con lui, per scoprire qualcosa di più della sua passione per la poesia.

I giardini Incantati è la tua seconda raccolta di poesie, la prima era Gli orari del cuore, in cosa differiscono le due raccolte, cosa c’è di nuovo qui che lì non c’era?

La maturità. Col tempo, inevitabilmente, si cresce e cambiano i punti di vista. La visione delle cose. La prima raccolta è un sunto dei miei primi trent’anni, un percorso di vita con cui dobbiamo fare i conti. Adesso comincia la vita vera.

Quando ti sei accostato alla poesia? È una passione che è cresciuta nel tempo?

La poesia, ha sempre fatto parte della mia vita. Se chiudo gli occhi mi vedo scrivere poesie mentre cammino, di ritorno da scuola, direzione casa. Ogni spazio bianco, ogni foglio, ogni angolo di giornale per me era territorio di poesia. Non mi stancherò mai di ripeterlo: La poesia è vita. E tutta la vita è fatta di poesia. Basta saperla scovare, cercare.

Preferisci leggere o scrivere poesie?

Ultimamente leggo meno di quanto vorrei: sono totalmente preso dai progetti in corso, tra cui la mia prima graphic novel che a breve vedrà la luce e la stesura definitiva di una raccolta di racconti che ha già Editore. Amo, comunque, scrivere e leggere in egual misura.

Non ti occupi solo di poesia, fai anche lo sceneggiatore. Vuoi parlarci di quest’altra tua passione?

La sceneggiatura è un’attività a cui mi sono affacciato di recente, da un paio d’anni or sono: mi diverte e mi è sempre divertito immaginare mondi, situazioni, personaggi, dialoghi… Tento di mettere poesia anche dentro le sceneggiature. Se ci riesco, lo dirà poi il pubblico.

Cosa sono per te I Giardini incantati che danno il titolo a questa tua raccolta?

I Giardini Incantati sono uno stato mentale. Un piccolo microcosmo di vita in un turbinio di emozioni. Di sentimento. È bello, talvolta, rifugiarvisi, ricordare, amare di nuovo. Cullarsi nelle belle sensazioni che tanto ci hanno dato. Fare un giro. Guardarsi attorno e notare quanto abbiamo goduto, e quanto abbiamo sofferto. Perché di gioie e dolori la vita è piena… Speriamo tutti che la bilancia penda da una parte piuttosto che dall’altra, alla fine.

Nelle poesie di questa raccolta racconti scene quotidiane e intime con un linguaggio aulico, a tratti straniante, l’effetto sembra voluto, se è così vuoi spiegarci perché? Cosa intendi comunicare al lettore?

Scrivo di getto, affidandomi a sensazioni provate, raccontate, ad episodi realmente accaduti, abbracciando emozioni e sensazioni. Non pianifico. Non programmo. Capita a volte che riveda, pur componendo senza rima, solitamente, alcuni versi, modificandone però mai il senso puro, ma sostituendo per motivi di cacofonia o di arcaismo alcuni termini. Ma questo è tutto. Cerco di trasmettere le mie emozioni, di metterle su carta … o su pc, in questo caso.

Ringraziamo Stefano Labbia per la chiacchierata che ha fatto con noi di The Freak.

di Aretina Bellizzi, all rights reserved

Tra “I Giardini incantati” di Stefano Labbia ultima modifica: 2017-04-19T08:37:00+00:00 da Aretina Bellizzi
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A proposito dell'autore

Nata a Firmo (CS), nella provincia della provincia dell'impero nell'ormai lontano 1991 si chiama Aretina ma si sente un po' Barbara nel senso di straniera. E il suo accento non l'aiuta certo a capire da dove viene. Ma non è questa l'unica sua crisi d'identità. Ancora non sa cosa vuole fare da grande, intanto studia lettere classiche perché la considera una propedeutica imprescindibile alla vita. Ama molto il cinema e il teatro e a tratti è convinta che davvero la bellezza salverà il mondo a tratti invece pensa che non basti e si chiede cosa serva. Perciò se voi lo capite comunicateglielo perché una delle cose che ama di più è parlare con tutti di tutto.

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