Giallo Natal: il traffico illecito dei prodotti sotto l’albero.

di Sabrina Cicala

Giallo Natal: il traffico illecito dei prodotti sotto l’albero.

di Sabrina Cicala

Giallo Natal: il traffico illecito dei prodotti sotto l’albero.

di Sabrina Cicala
3 minuti di lettura

Sono l’attrazione campan-popolare. “Oh i fuochi” è l’esclamazione che accompagna ogni infanzia felice. Ma, sia pur con diversa intonazione, è anche la declinazione della fine delle indagini che impegnano ogni anno la Guardia di finanza e che la conducono nei capannoni di produzione artigianale, da leggersi come “illegale”, dei fuochi pirici. distinguiamo: a crear danno sono i prodotti pirotecnici della IV Categoria , come bombe aeree cilindriche e sferiche, vendibili solo presso esercizi appositamente autorizzati dal Prefetto a persone munite di specifiche licenze di polizia, e V Categoria, piccoli razzi e petardi, vendibili solo presso esercizi appositamente autorizzati a maggiorenni.

Per l’accensione dei secondi, vedere le condizioni di cui alla categoria IV: porto d’armi, nulla osta all’acquisto, titolo abilitativo. Ché uno zio o il vicino abbia il patentino, quindi, altrimenti alla mezzanotte non si spara.

Fanno la loro progressivamente all’avvicinarsi del 31 Dicembre sulle bancarelle dei venditori ambulanti, autorizzati alla commercializzazione dei soli fuochi declassificati. È l’arte del 2 in 1, la stessa conosciuta da quei produttori di materiale esplosivo, autorizzati, che affiancano l’attività lecita con quella parallela di fabbricazione e commercio abusivi. È previsto il ritiro del patentino a fronte di reati di tale indole, ma, per contestarli, prova a prenderli.

Lo sanno bene i cinesi, noti e quasi esclusivi abitanti di Prato città, che viaggiano nel retro di camion a guida italiana. Il trasporto di vestiti cela quello illegale, ma la strada che porta al mercato è lastricata delle buone intenzioni delle Fiamme Gialle. È una caccia itinerante, a chi prima scopre l’altro, gli uni per evitarli, gli altri per sorprenderli. Sono soldi non tracciabili che fanno gola alla criminalità organizzata, che nel contrabbando legge riciclaggio.

Servono protezione, libertà di movimento, o autorizzazione che voglia chiamarsi, conoscenza del territorio per percorrere le strade del lucro senza passare per le dogane della legge. Servirebbe, rimproveriamolo, un po’ di buon senso per non riparare materiale esplodente in depositi di autobotti di carburanti. Ma non si rammarichino le altre regioni d’Italia: a Natale ce n’è per tutte. Nuclei Antisofisticazioni e Sanità e Nuclei Antifrodi Carabinieri hanno concluso l’anno con la scoperta di dolciumi scaduti e prodotti contro ogni previsione normativa.

Si chiama laboratorio abusivo di produzione dolciaria a Pescara, magazzino di stoccaggio di vestiti contraffatti a Barletta, deposito di etichette false a Genova, esercizi commerciali di decorazioni natalizie a Torino. A fare da spia, in questa congerie di traffichini, è la contraffazione della marcatura “CE”, European Conformance, che autocertifica la conformità ai requisiti essenziali per la commercializzazione e l’utilizzo nell’Unione Europea.

Anche quando non c’è, c’è un CE, che sta, però, per “China Export”. Nei centimetri di distanza tra due lettere c’è la distanza tra due mercati ed i loro diversi criteri di rispondenza a standard di sicurezza. Nei 142 chilometri di luci led natalizie sequestrate a Napoli, nei 12.500 litri di olio lubrificante e 9.000 litri di gasolio di dubbia provenienza rinvenuti a Pomezia, negli oltre 40 chilogrammi di “cipolle artigianali” e artifici pirici venduti illegalmente nel casertano sono scritti i numeri delle vittime invisibili.

Oh i fuochi”, giocattoli CE, luminarie non sono solo il passatempo degli uomini in divisa: fanno male al commerciante onesto, che sopporta gli alti costi della conformità alla legge, al consumatore, che è esposto ai rischi dovuti all’assenza dei minimi requisiti di sicurezza, allo St

 

ato, che non beneficia di questo commercio defiscalizzato, ai lavoratori, che vedono i loro diritti sacrificati sulla catena di montaggio della produzione a basso costo, al Made in Italy, che subisce le conseguenze di una crisi che sembra non conoscere il prezzo della qualità. L’OLAF, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode, ha siglatoun accordo con la GF tricolore per la collaborazione ed il coordinamento nel contrasto alle frodi finanziarie. Le rotte di approvvigionamento sono lunghe e tortuose, le Alpi non bastano a fermarne l’avanzata. Al “più” nella colonna dei sequestri corrisponde l’ “utile” delle Fiamme Gialle, ma il bilancio conclusivo è sempre in perdita a causa dei costi di un’illegalità che con il rosso di dicembre addobba lauti profitti.

È il Natale che conta. Conta l’alto fatturato in nero, sommerso nei buoni propositi del “nel 2015 smetto”. In fondo, un’ultima sigaretta…

Ma quella delle sigarette è un’altra storia.

di Sabrina Cicala

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