Ferrovecchio: dal 7 al 12 febbraio 2012 al Teatro Salauno di Roma

di Redazione The Freak

Ferrovecchio: dal 7 al 12 febbraio 2012 al Teatro Salauno di Roma

di Redazione The Freak

Ferrovecchio: dal 7 al 12 febbraio 2012 al Teatro Salauno di Roma

di Redazione The Freak
3 minuti di lettura

Foto: Ferrovecchio (Fabrizio Ferracane,Rino Marino)

 FERROVECCHIO

Dal 7 al 12 febbraio 2012

Teatro Salauno

Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma

Da martedì a domenica ore 21:00

Tel. 06 88976626 – Cell: 345 6956719

www.salauno.it

 Associazione Culturale Sukakaifa

 TeatrUsica A. C.

FERROVECCHIO

di Rino Marino

con Fabrizio Ferracane e Rino Marino

regia Rino Marino

scene e costumi Rino Marino

disegno luci Luigi Biondi

assistente alla regia Viviana Di Bella

Dal 7 al 12 febbraio al Teatro Sala Uno va in scena Ferrovecchio di Rino Marino, anche regista, con Fabrizio Ferracane e Rino Marino; una collaborazione Sukakaifa e TeatrUsica, produzione siciliana indipendente. Vincitore del premio della giuria popolare CTE, presieduta da Giorgio Testa, e menzione speciale delle critica al Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche Dante Cappelletti 2010.

I due artisti inaugurano la collaborazione con questo spettacolo incontrandosi su un teatro che focalizza sul mondo dell’ emarginazione e del disagio psichico. E da questa collaborazione già  nuovi progetti comuni si stanno realizzando. Rino Marino, è un autore, psichiatra, attore, regista teatrale e cinematografico, si forma con laboratori diretti da Carlos Riboty, Gary Brackett, Julian Vargas, Grant McDaniel, Yuriv Kordonskiy, Stefania De Santis; ha lavorato come assistente alla regia e interprete con Carlo Cecchi e Paolo Graziosi. Fabrizio Ferracane si forma pressola Scuola di Teatro Teat’s e seguendo tra gli altri laboratori diretti da Marco Martinelli, Mimmo Cuticchio, Franco Scaldati, Danio Manfredini, Emma Dante, Claudio Collovà , Stefania De Santis, nel 2004 fonda Teatrusica e mette in scena Ora va Meglio, Sutta Scupa, e W Niatri.

Ferrovecchio racconta di un vagabondo che trascorre sentieri interminabili, lontano da ogni alito di vita, senza tempo né meta, a cavallo di una carcassa di bicicletta, per scacciare i fantasmi del passato, e  di un barbiere ridotto alla rovina e stigmatizzato dal mondo degli uomini.

In una Sicilia d’altri tempi, in una sala da barba dimenticata, dove il tempo sembra essersi cristallizzato e mai più scorso da quel giorno di tanti anni fa, due individui ai margini dell’umanità  corrente si incontrano e scontrano in un  contrasto stridente tra reciproco rifiuto e disperata urgenza di comunicazione.

La pièce, a dispetto di un’apparente connotazione iperrealistica, presenta inequivocabili rapporti di contiguità  con un certo teatro dell’assurdo, giacché, affondando le radici nei territori della follia, finisce ineluttabilmente per approdare, attraverso lo sfaldamento della logica comune, ad una dimensione ibrida e indefinita tra il tragico e il grottesco.

Dirompe infatti, a tratti, a stemperare le tinte fosche della vicenda, quella ilarità  che il nonsense riesce a suscitare, conciliando, come non di rado accade, il naturale viraggio dal drammatico al comico.

Una recitazione agile ed essenziale, che restituisca la parola nella sua crudezza, nella sua nudità , alleggerita da gravami retorici, in un’alternanza di ritmi serrati e dilatazioni temporali, fedele a una partitura linguistico-fonetica, tesa all’esaltazione della straordinaria musicalità del dialetto siciliano.

L’idea di mettere in scena questo testo, ancora inedito, nasce dall’intento di  far cimentare due attori, diversi per formazione ed esperienze, con le diversità di due personaggi, che trovano tuttavia profonde consonanze nel manifestare, ciascuno a suo modo, il proprio disagio, la propria pena di vivere.

Lo spettacolo è stato finalista al PREMIO TUTTOTEATRO.COM ALLE ARTI SCENICHE “DANTE CAPPELLETTI” 2010 – settima edizione

Dove ha ricevuto:

– Menzione della giuria con la seguente motivazione:

Il progetto della compagnia SUKAKAIFA – TetrUsica dimostra la grande vitalità  del teatro in lingua, in particolare quello d’area siciliana, carica espressiva che si conferma anche nelle scelte scenografiche e luministiche. Ed esibisce inoltre, un oggetto chiave dell’esperienza artistica moderna, una bicicletta arrugginita, con tutto il suo fascino oggettuale e concettuale.

-Premio della giuria popolare, presieduta da Giorgio Testa, con il coinvolgimento del suo Gruppo di ricerca Centro Teatro Educazione (CTE), con la seguente motivazione:

A conclusione di un animato scambio nel quale ognuno ha avuto l’agio di confrontare, idee di teatro, immaginario personale, emozioni di spettatore, la giuria popolare, per la profondità  del tema, la limpidezza della struttura drammatica, il rigore della messa in scena, l’uso del dialetto insieme realistico ed evocativo assegna il premio a FERROVECCHIO della compagnia Sukakaifa – TeatrUsica.

Ingresso 10 euro + 2 euro tessera teatro

Ridotto 8 euro + 2 euro tessera teatro

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