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In questi giorni in Italia è in atto una vera e propria battaglia tra la SIAE e gli artisti (tra i quali Fedez) che hanno deciso di affidare la gestione dei propri diritti d’autore ad altre piattaforme, come Soundreef, ma andiamo con ordine. Ne parliamo con l’Avv. Emanuele Fierimonte, co-titolare dello studio legale Fierimonet&Formiconi, esperto in diritto d’autore e dello spettacolo.

– Avvocato spieghiamo prima di tutto cosa è la SIAE e perché in Italia si parla di Monopolio della gestione dei diritti d’autore.

La SIAE è la Società Italiana degli Autori ed Editori, ossia un ente pubblico economico preposto alla protezione e all’esercizio dell’intermediazione dei diritti d’autore ai sensi dell’art. 180 della legge 633 del 1941 la quale stabilisce che “l’attività di intermediario, comunque attuata, sotto ogni forma diretta o indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche di cessione per l’esercizio dei diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di radiodiffusione ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate, è riservata in via esclusiva alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE).”

– Quindi in Italia solo la SIAE può gestire i diritti d’autore di tutti gli artisti?

Formalmente si! In Italia la SIAE detiene un vero e proprio monopolio legale riconosciuto e concesso dallo Stato sull’attività di intermediazione, trattandosi di un ente pubblico ed economico di natura associativa. La base di tale monopolio la troviamo proprio nella legge n. 633/1941 sul diritto d’autore, legge con la quale le veniva riconosciuta l’esclusiva circa l’attività di intermediazione con riferimento ad interventi, mediazioni, mandati, rappresentanze e cessioni per l’esercizio dei diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di radiodiffusione e di riproduzione meccanica e cinematografica delle opere oggetto di tutela.

– Un artista italiano molto influente in questo momento, Federico Lucia, in arte Fedez, ha fatto grande scalpore per la sua decisione di lasciare la SIAE e affidare la gestione dei diritti sulla sua musica a Soundreef, una startup innovativa fondata a Londra da due imprenditori italiani, già riconosciuta nel Regno Unito, ma che da mesi lotta senza successo per esserlo anche nel nostro Paese, dove al momento può operare solo attraverso la controllata inglese (Fonte: Repubblica.it). Cosa pensa di questa opportunità di rendere il mercato sulla gestione dei diritti d’autore libero?

Penso che sia necessario! Dobbiamo ricordare che l’artista altro non è che il “lavoratore dello spettacolo”. E come ogni altro lavoratore, anzi, forse proprio per la natura della sua attività, più degli altri, ha il diritto e la necessità di scegliere liberamente a chi affidare il mandato e la rappresentanza per la gestione e tutela dei propri diritti d’autore.
Inoltre, già nel 2014 il Parlamento Europeo, approvando la Direttiva Barnier in materia di regolamentazione del diritto d’autore, sottolineava che gli artisti hanno il diritto di affidare la tutela dei propri diritti alle societa’ che preferiscono all’interno dell’Unione europea “a condizione che l’organismo di gestione collettiva che il titolare dei diritti desidera scegliere già gestisca tali diritti o categorie di diritti”.

– La SIAE però – per proteggere la propria posizione dominante – ha risposto attraverso il suo presidente Filippo Sugar che sta migliorando i propri servizi in favore dei suoi 80 mila iscritti, digitalizzando l’offerta, pubblicando online bilancio e relazione di trasparenza, azzerando la quota d’iscrizione per giovani e start up editoriali. Secondo lei possono bastare queste azioni poste in essere dalla SIAE o sarebbe opportuno dare la possibilità agli artisti di scegliere a chi affidare i propri diritti d’autore come afferma Davide D’Atri, uno dei due fondatori di Soundreef?

A mio parere un miglioramento dei servizi da parte della SIAE non è sufficiente! Non è questo l’oggetto del malcontento degli artisti. La nascita di start-up come Soundreef rappresenta una vera e propria presa di coscienza da parte di tale categoria, stanca proprio di non vedersi riconosciuta la libertà di scegliere a chi affidare la gestione e tutela dei propri diritti. Una libertà violata, questa, oltre che personale, soprattutto di natura contrattuale.
Ricordo che tale libertà rientra tra i fondamenti della nostra Carta Costituzionale, la quale ne riconosce l’inviolabilità.

Ringraziamo l’Avv. Emanuele Fierimonte, co-titolare dello studio legale Fierimonet&Formiconi, esperto in diritto d’autore e dello spettacolo.

di Daniele Urciuolo, all rights reserved

“HA RAGIONE FEDEZ!”: l’Avv. Fierimonte, i diritti d’autore e il monopolio SIAE ultima modifica: 2017-07-28T10:46:56+00:00 da Redazione
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