FAI BEI SOGNI, UN FILM SULLA MORTE E L’AMORE

di Natalina Rossi

FAI BEI SOGNI, UN FILM SULLA MORTE E L’AMORE

di Natalina Rossi

FAI BEI SOGNI, UN FILM SULLA MORTE E L’AMORE

di Natalina Rossi
2 minuti di lettura

Dopo aver letto il libro Fai Bei Sogni di Massimo Gramellini, l’idea di trascinarmi in una sala cinematografica per guardare una pellicola dallo stesso titolo mi sembrava una roba lontana da qualunque programma di un malinconico lunedì sera.

La malinconia, però, trascina e manco il corpo se ne accorge.
La malinconia, poi, trascina sempre dentro una sala cinematografica.
E così, un po’ per Marco Bellocchio, molto per Valerio Mastandrea, ho deciso di dare una possibilità ad un titolo che mi aveva lasciato dentro solo il vuoto di parole imprecise.

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Fai Bei Sogni, liberamente ispirato al libro di Massimo Gramellini, racconta l’assenza che diventa presenza dolorosa che solo una mamma può lasciare dentro la stanza emotiva di un bambino.
Massimo, insieme a Nosferatu e Belfagor, ci accompagna in mezzo alla solitudine di un figlio senza una mamma, tra le macerie interiori di chi conoscerà la disperazione di un abbandono voluto.
La madre balla, e poi piange. Il figlio ride, e non capisce. Non può capire cosa spinge una mamma al suicidio. Al tuffo fuori dalla vita. Il bambino guarda i segni di una disperazione nascosta, e non capisce. Poi l’uomo capirà.
Insieme agli attacchi di panico, la morte addosso, e la tenerezza che solo certe mancanze possono suscitare.
Torino è lo scenario del dramma interiore. Pettinata e ipocrita come tutte quelle storie che non raccontano la volontà della disperazione.
Valerio Mastandrea interpreta magistralmente Massimo adulto. E lo fa riuscendo a strappare lacrime vere nella sua redazione, con la lettera alla mamma dentro il giornale che poi diventerà la sua dimora.
Commozione. attaccamento alla vita, tenerezza e disperazione rendono la pellicola un piccolo miracolo interiore e di sentimento.
Il film è in programmazione nelle sale romane. Se piove, soprattutto se piove, andate a vederlo. Si piange, e quando escono lacrime ci si sente più leggeri.

di Natalina Rossi, all rights reserved

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