Eurobond: cosa sono
e sono fondamentali?

Eurobond: cosa sono
e perché sono fondamentali

Si parla tanto di titoli europei, debito comune e spread
Ecco spiegato di cosa si tratta

di Flaminia Camilletti

Eurobond: cosa sono
e sono fondamentali?

Eurobond: cosa sono
e perché sono fondamentali

Eurobond: cosa sono
e perché sono fondamentali

di Flaminia Camilletti
Eurobond

Eurobond: cosa sono
e sono fondamentali?

Eurobond: cosa sono
e perché sono fondamentali

Si parla tanto di titoli europei, debito comune e spread
Ecco spiegato di cosa si tratta

di Flaminia Camilletti
3 minuti di lettura

Lo ha detto lo stesso Mario Draghi, bisogna puntare sugli eurobond, ma cosa sono e soprattutto a cosa servono?

Lo spread

Possono essere chiamati anche titoli europei e servono ad emettere debito comunitario. Il debito a sua volta serve a finanziare le spese di ogni singolo Stato. Al momento attuale infatti ogni membro dell’Unione monetaria emette debito per sé: la differenza di rendita tra i vari titoli emessi viene chiamato spread, e il valore di riferimento è quello della rendita del bund tedesco. Emettere titoli obbligazionari che valgano a emettere debito per tutta l’Europa serve ad appianare questo spread ed è per questo che fino ad ora ancora non si sono voluti utilizzare.

Paesi del Nord vs Paesi del Sud

I Paesi del nord Europa con la loro stabilità e affidabilità andrebbero a garantire debito per aiutare soprattutto i Paesi del sud, come Spagna, Italia o Portogallo e questo non è gradito a molti. Per semplificare potremmo paragonare la questione al divario che esiste tra nord e sud in Italia: il nord produce di più del sud anche all’interno del nostro Paese eppure questo non comporta una divisione dei nostri titoli: emettiamo sempre e solo titoli italiani, sta poi alla politica redistribuire secondo necessità. È infatti in questo che consiste il fallimento dell’Europa. Il sacrificio che si chiede ai Paesi cosiddetti “virtuosi” è innegabile, ma è nel concetto della Comunità, oggi Unione, che va inquadrato questo sacrificio. 

Il primo a parlarne: Giulio Tremonti

Gli eurobond furono invocati per la prima volta dal professor Giulio Tremonti durante la crisi del 2011. L’allora ministro dell’Economia raccomandò il loro utilizzo perché “la crisi non si ferma sui confini dei singoli paesi”. Non furono emessi e così la crisi alla fine contagiò l’intera Europa. A quei tempi si scelse la strada dell’austerity, strada che oggi gli stessi autori che la condussero a termine rinnegano in parte. È il caso di Jean Claude Juncker, ma anche di Oliver Blanchard.

La spinta di Draghi

Oggi che il Covid ha messo l’Europa e il mondo davanti ad una nuova crisi, sarebbe fatale decidere di sbagliare ancora una volta. Lo sa anche Mario Draghi: durante lo scorso Consiglio europeo ha sottolineato la necessità di avviare il processo di emissione di un debito comunitario. Emettere debito comune consentirebbe all’Unione europea di resistere a nuove future crisi socio-economiche. Draghi nel suo discorso ha citato gli Stati Uniti: “Negli Usa hanno un’unione dei mercati dei capitali, un’unione bancaria completa, e un safe asset”.

Secondo il premier e anche secondo molti economisti prima di lui, disegnare delle politiche fiscali comuni porterebbe a compimento un percorso di Unione Europea finora incompiuto. Far sì che i Paesi del nord capiscano l’importanza di rendere stabili e floridi anche i Paesi del sud è compito dei vertici Ue.

Se l’Europa è una, la crescita di uno è la crescita di tutti. 

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