UN’ESTATE DA GUSTARE: DI CONI, GRANITE ED ALTRI FREAKFOOD

di Sara Verrillo

UN’ESTATE DA GUSTARE: DI CONI, GRANITE ED ALTRI FREAKFOOD

di Sara Verrillo

UN’ESTATE DA GUSTARE: DI CONI, GRANITE ED ALTRI FREAKFOOD

di Sara Verrillo
4 minuti di lettura

Ci siamo quasi…le vacanze sono vicine, finalmente! Ma, prima di lasciarvi per la pausa estiva, volevo suggerirvi qualche locale all’aperto dove trascorrere le calde serate estive romane tra granite, gelato, cremolato e tanto altro.

Iniziamo da un carinissimo e particolare chioschetto situato in via Marmorata, quartiere Testaccio, ricavato in un vecchio tram della capitale, collocato in un grazioso giardino che rende il tutto molto vintage e freak come piace a noi! Location ideale per una colazione, merenda, aperitivo e dopocena troverete tavolini e sedie dove accomodarvi per intrattenervi al Tram Depot.

Tram Depot vi delizierà con i suoi cornetti e particolari caffè, panini formato mini o normale, cocktails, centrifughe e deliziose e rinfrescanti “grattachecche”. Preparate seconda la tradizione romana con ghiaccio grattato a mano, tanta frutta fresca di stagione e sciroppi tradizionali Pallini saranno la giusta scelta per un’ottima e rigenerante merenda estiva. Tram Depot rimarrà aperto per tutto il mese di agosto quindi quando volete fateci un salto.

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Estate uguale gelato, ed io ho finalmente trovato la mia gelateria preferita! Si trova in via dei Chiavari, quartiere Campo de’ Fiori ed è insolita come gelateria perché i gusti più semplici e conosciuti lì assumono un aspetto e significato diverso e lo stesso vale per il design del locale, sui toni del nero intenso, anomalo per una gelateria, ma molto affascinante. Carapina, questo è il suo nome, non potrà che conquistarvi, come ha fatto con me!

Il nome Carapina deriva dalla carapina o pozzetto dove il gelato viene preparato e poi conservato, garantendone la migliore conservazione. Ci sarebbe tanto da raccontarvi, ma io vi consiglio sempre di provare per credere! Vi consiglio la crema all’Artusi, ricetta del grande Pellegrino Artusi, ed il seducente e buonissimo Nero Assoluto che è la celebrazione e apoteosi del cioccolato fondente del quale sono molto golosa. Non dimenticate le cialde realizzate in un laboratorio artigianale di Montecatini che al suo interno hanno dei piccoli pezzettini di mandorla, dire che sono buonissime è riduttivo!

Foto by Sara Verrillo
Foto by Sara Verrillo

Il gelato da Carapina è artigianale, quindi ne approfitto per darvi qualche dritta su come riconoscere un buon gelato artigianale, dato che anche quest’estate ne mangeremo come se non ci fosse un domani!

1 . L’aspetto.

Se nelle bellissime vetrine delle gelaterie i gusti raggiungono altezze impossibili, state pur certi che per tenerlo su si sarà utilizzato qualcosa. Il vero gelato non ha bisogno di presentazioni spettacolari, quindi prediligete gelaterie con banco a pozzetto.

2. I gusti alla frutta che rispettano la stagionalità.

Ebbene sì, le mezze stagioni, almeno per il gelato, esistono ancora, quindi diffidate da gelaterie che in pieno agosto vi propongono gusti tipo arancia: vorrà dire che il vero frutto all’interno del gelato non c’è, si tratterà di liofilizzati o altro.

3. Il colore.

Diffidate da gusti dal colore troppo eccentrico e fluo. E parlando di colori…non possiamo non soffermarci sul pistacchio. Per molti è lui che permette di stabilire se il gelato è buono o no, però fate attenzione perché a seconda della sua lavorazione il colore del gelato cambia; ad esempio se preparato con la buccia assume un determinato colore, se preparato senza ne assume un altro, ed ancora se mischiato al latte assume una sfumatura verde chiaro che in natura non esiste. Dubitate anche del verde troppo scuro o troppo intenso, quello è merito dei coloranti.

4. La prova del cucchiaio o palettina.

Il buon gelato si scioglie velocemente, quindi provate a vedere quanto impiega il gelato a sciogliersi o cambiare forma una volta capovolto il cucchiaio o palettina: se impiegherà troppo tempo vuol dire che state mangiando un gelato cattivo con addensanti.

5. Il gusto vaniglia.

Se mentre mangiate il gelato alla vaniglia notate dei puntini neri provenienti dal baccello di vaniglia, vuol dire che siete nel posto giusto e state mangiando un gelato realizzato con ottimi ingredienti perché fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio: impariamo a riconoscere un gelato buono fatto con ottimi ingredienti da un gelato cattivo realizzato con ingredienti scadenti.

Ora mi renderò impopolare, ma sappiate che io odio la panna sul gelato, perché rovina il sapore, inganna il palato e non ci permette di assaporarlo al cento per cento.

E il cremolato lo conoscete?

Anche lui è un ottimo alleato contro il caldo estivo e se non l’avete ancora provato andate in via di Priscilla alla Casa del Cremolato. Il cremolato nasce nel 1966 da fragole dimenticate in un refrigeratore dal fondatore Umberto De Angelis. Non è un gelato, non è una granita ma cremolato realizzato con frutta fresca lasciata raffreddare, che, dopo un particolare processo di lavorazione, segreto della Casa del Cremolato, assume un gusto unico e genuino che solo lì potete assaggiare. È fresco ed il gusto della frutta è intenso. È come se mangiaste della frutta che non ha la classica consistenza ed è molto più rinfrescante. Se non ho reso l’idea, potete sempre assaggiarlo e raccontarmi come vi è sembrato.

Io comunque adoro quello ai lamponi!cremolato

Naturalmente non voglio lasciarvi senza la mia mini lista di cocktail bar e ristoranti dove potrete gustarvi aperitivo, cena e dopo cena. Augurandovi buone vacanze vi do appuntamento a settembre con nuove location, eventi e tanto buon cibo.

Buone vacanze freakers!

di Sara Verrillo, all rights reserved 

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