ERA D’ESTATE (ED ERA L’INFERNO) – IL FILM EVENTO SU FALCONE E BORSELLINO

di Natalina Rossi

ERA D’ESTATE (ED ERA L’INFERNO) – IL FILM EVENTO SU FALCONE E BORSELLINO

di Natalina Rossi

ERA D’ESTATE (ED ERA L’INFERNO) – IL FILM EVENTO SU FALCONE E BORSELLINO

di Natalina Rossi
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Sono passati ventiquattro anni dalle stragi di Capaci e via d’Amelio. Ventiquattro anni dalla vergogna di quei cinquantasette giorni di mattanza umana. Sono passati ventiquattro anni da quando ne avevo due. E non ho mai smesso di ricordare, forte e preciso.

Ed è proprio il 23 maggio di ventiquattro anni dopo, che esce in sala per soli due giorni il film Era d’estate di Fiorella Infascelli, con Massimo Popolizio e Beppe Fiorello, sui giorni all’Asinara dei giudici Falcone e Borsellino.

Era d’estate ed era un inferno. Erano appena stati fatti ammazzare Beppe Montana e Ninni Cassarà. Era in corso il maxiprocesso alla mafia. Erano tempi di solitudine e sfiducia nelle istituzioni. E paura da sopportare senza lasciarsi spaventare. Era il tempo del sangue, dei “piccioli” e delle voci silenziate. Era il tempo di Cosa Nostra e di una Sicilia che ingoiava tutto. Pure la morte.

Però era pure il tempo della responsabilità e del dovere di chi, come loro (Falcone, Dalla Chiesa, Borsellino, La Torre, Chinnici) non ha mai smesso di praticare con devozione e precisione l’arte del mestiere, che poi è diventata una missione.

Era d’estate e c’era una festa. La festa di Lucia Borsellino. Poi non c’era più niente. Solo tute mimetiche e mani che con forza accompagnavano le famiglie lontano dalla propria condanna a morte. Così si apre il film. La storia è quella di un esilio forzato. Di vite spostate dentro una prigione per salvarsi la pelle. E’ la storia dei giorni all’Asinara. Di silenzi e faldoni attesi. E della foresteria che sembra una succursale dell’ufficio istruzione del Tribunale di Palermo. Di macchine da scrivere che non smettono di fare rumore. E di canzoni cantate da Raffaele Cutolo, lì, a un passo da loro. E’ la fine di agosto e Fiorella Infascelli ci fa entrare dentro una storia familiare e disperata. Perché il film è un affresco di vite quotidiane. Niente effetti speciali per strappare lacrime. E’ il racconto di due famiglie costrette alla lontananza dalla propria terra e dalla propria vita. Ma è anche la storia di un tempo che viene riempito dal mare, dagli aquiloni di Fiammetta, da molte sigarette fumate e notti non dormite. E’ il racconto di un sodalizio di battaglie e vera amicizia di cuore. Il film descrive con intimità le relazioni quotidiane di due uomini che hanno fatto la guerra. La guerra del nostro tempo.

E li racconta con estrema semplicità e leggerezza, dentro la battaglia personale ed estremamente umana della vita.

La narrazione cinematografica proposta non è di forte impatto visivo. Il punto, però, è un altro. Bisogna ricordare. In tutte le forme, per continuare la battaglia del nostro personalissimo tempo, che poi era il loro.

Quindi, stasera o domani, chiudetevi nel cinema per osservare un’altra parte di storia che non era ancora stata raccontata.

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