Elezioni regionali: i risultati

di Cecilia Bonacini

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Elezioni regionali: i risultati

di Cecilia Bonacini
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In attesa dei risultati definitivi, si apre una parentesi sul voto regionale del 26 gennaio in Emilia-Romagna e Calabria che ha visto vincere rispettivamente Stefano Bonaccini (CSX) con un 51.4% e Jole Santelli (CDX) con il 55.8%.

Stefano Bonaccini si riconferma saldamente al comando della giunta regionale dell’Emilia-Romagna con uno scarto notevole rispetto alle aspettative. Il dato significativo è il sostanziale fallimento della strategia di Matteo Salvini per la il voto regionale: è la prima volta dal 2016 che non veniva sconfitto. Evidentemente non è piaciuto il modo in cui è stata impostata la campagna elettorale. Non essendo l’Emilia un territorio “da liberare”, è stata premiata la buona amministrazione piuttosto che la mera politica. Non ha funzionato neanche la scelta del candidato, Lucia Borgonzoni, che non è riuscito a catalizzare l’attenzione degli elettori, probabilmente oscurato dall’ ingombrante presenza del segretario della sua Lega.

Per quanto riguarda le coalizione si rileva una sostanziale tenuta del PD e, complessivamente, anche del centrodestra che ha fatto meglio del suo candidato presidente. Probabilmente ha molto influito la possibilità di esprimere un voto disgiunto tra candidato e lista. Altissima l’affluenza (67.67%): alle sardine il merito di aver riportato al voto tante persone.

Nonostante l’esito della tornata elettorale rappresenti una boccata d’aria per la maggioranza di Governo poiché, di fatto, scongiura un ritorno anticipato alle urne, sicuramente si è sopravvalutata la rilevanza di questo voto: gli elettori si sono espressi per il governo del loro territorio, non per dare un giudizio sull’operato della maggioranza. Posto che una vittoria della Lega avrebbe certamente avuto ripercussioni a livello nazionale, il successo del centrosinistra non costituisce automaticamente la riabilitazione della maggioranza e, più precisamente, del partito democratico al di fuori del perimetro in questione (si rammenti, per tradizione fortino delle sinistre).

Un altro dato interessante è la pesante retrocessione di Movimento 5 Stelle e Forza Italia, il primo prosciugato dalle numerose liste civiche (in particolare quella dello stesso Bonaccini che ha avuto un’attrattiva oltre alle aspettative) e l’altra che ha visto migrare i voti verso Lega, Fratelli D’Italia e verso lo stesso Bonaccini che, forse appositamente, sicuramente astutamente, ha deciso di correre da solo togliendo il simbolo del PD dalla sua campagna.

Per quanto riguarda la Calabria, invece, Jole Santelli supera nettamente (con uno scarto superiore al 20%) il candidato del centro sinistra Pippo Callipo. I sondaggi avevano previsto tale risultato, anche se si pensava che la partita fosse leggermente più equilibrata. Nulla di imprevisto tranne la tragica caduta dei 5 stelle in una delle aree in cui erano più forti, sintomo dell’imminente fine di una stagione politica, probabilmente accelerata dalle dimissioni di Luigi Di Maio dalla testa del Movimento. Alla luce delle costanti fuoriuscite di sempre più parlamentari dal gruppo, non è ancora certo che il Conte-bis riesca a concludere il suo mandato.

È forse un ritorno al bipolarismo?

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