Depeche Mode – Violator

di Redazione The Freak

Depeche Mode – Violator

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Depeche Mode – Violator

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2 minuti di lettura

Alle soglie dei primi 90’, si estingue (o è in corso di estinzione) la “grande era” dei suoni glaciali del synth-pop, del dark-pop, della new-wave, regine degli anni 80’ e dell’ epoca dei suoni sintetici ed elettronici, capaci di vestire nel modo migliore le canzoni di maggiore successo (effettivamente, successo è stato …) del decennio appena passato.

L’ elettronica, in realtà, si presenta come un genere in pieno fermento, e ancora tutto sommato siamo agli albori di un modo di fare musica che solo col tempo produrrà i suoi frutti più maturi.

Un contributo importante, fondamentale per la musica elettronica, viene dato da questo “Violator” (1990) degli inglesi Depeche mode.

Un seme importante, dal quale germoglieranno numerose ramificazioni negli anni a venire (vedasi anche la copertina, contenente una rosa rossa con sfondo nero..) ed i frutti migliori vedranno protagoniste band sempre influenzate – in qualche modo – dal suono dei tre inglesi protagonisti del marchio DM. I quali, nell’occasione contaminano le loro consuete influenze elettroniche con le chitarre, tipiche di un certa tradizione blues-rock, commistione che risulta fortunata e che li consacra nello star system del pop, come uno dei gruppi di maggiore successo. Anche in seguito sarà la commistione elettronica-chitarre a tenerli in considerazione agli occhi del grande pubblico.

Le canzoni sono nove e almeno sette sono potenziali singoli di successo.

Il singolo di apertura “World in my eyes” è il segno della maturità finalmente raggiunta dal gruppo; una vena romantica e le tastiere sorreggono il pezzo, “Sweetest perfection” è lenta e dark, in un crescendo; “Personal Jesus” rappresenta la canzone, forse, perfetta. Due accordi di chitarra e la frase ‘reach out and touch faith’ scandiscono l’inizio di un ritmato eppure arioso, con la chitarra ritmica in evidenza per arrivare ai sintetizzatori che suggellano la parte conclusiva del pezzo.

“Enjoy the silence” è canzone celebre e pop, dal successo non più replicato.
Un giro di chitarra semplice e un arrangiamento dance studiato con classe, trasportano i DM nell’ Olimpo del pop con questo inno al silenzio e alla ricerca di una pace interiore.

“Halo” è uno dei pezzi più belli e particolari, col suo basso pulsante e gli archi a scandire la giusta tensione; in“Waiting for the night” il cantato è dolce e sonorità ‘ambient’ ci trasportano verso un ideale nottata calma e stellata. Recita il testo: “I am waiting for the night to fall, i know that it would save us all. When everything’ s dark, keeps us from the stark; reality”.

“Policy of truth” è un altro singolo estratto dall’ album, con un substrato elettronico.Le drum machine con il loro fremito e un ritornello semplice portano anche questa canzone nel novero dei pezzi da ricordare.

“Blue dress” riprende le atmosphere calme di “Waiting for the night” in chiave pop.

Con “Clean” l’ album si chiude; l’ elettronica scandisce ancora un momento di tensione, ma la sensazione è di essere arrivati calmi, puliti, alla fine di un bel viaggio.

di Piero Corigliano

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