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“Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica che una legislatura si conclude senza neppure essere avviata. La prima volta che il voto popolare non viene utilizzato e non produce alcun effetto.”

Dichiarazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine delle consultazioni del 7 maggio 2018 per la formazione del nuovo governo

 

L’Italia è una Repubblica fondata sull’instabilità politica. A poche ore dalle dichiarazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a conclusione della nuova tornata di consultazione, possiamo ufficialmente dire che il nostro Paese sta vivendo la crisi politica più profonda dal momento della sua nascita.

 Le parole del Presidente della Repubblica sono forti, crude ma reali. La classe politica sta avendo la capacità di sminuire l’essenza della Democrazia perché non riesce a dare piena realizzazione al volere popolare. La decisione di dar seguito ad un governo “neutro” è da una parte l’estrema ratio per avere un esecutivo nella pienezza delle sue funzioni, ma è uno schiaffo al popolo italiano che ha esercitato il suo dovere e che pretende i suoi diritti.

Scrivo questo articolo ponendomi da una prospettiva diversa, quella di cittadino, non di studioso.  Voglio esprimere la più nuda delusione nei confronti della classe politica.Il popolo, la gente, il cittadino che umilmente si è recato alle urne per esercitare la più alta azione democratica a sua disposizione, il voto, vive momenti di profondo disorientamento

Si chiede costantemente in quale baratro la nostra Nazione sta per cadere.

 L’Italia è unita da questa forte instabilità. Le domande che dobbiamo porci sono le seguenti: l’Italia merita tutto questo? L’Italia merita una classe politica che non riesce a rispondere alle esigenze che ogni singolo cittadino in questo momento ha?

Tantissimi uomini, tantissime donne e tantissimi giovani si chiedono oggi più che mai a cosa serva votare. Non possiamo sentenziare la disaffezione se i leader in campo non sono capaci di riuscire a dare delle risposte concrete. Ritengo che ciò che sta avvenendo sia difficile da comprendere non solo per un cittadino medio, ma per le stesse persone che dovrebbero far chiarezza. Crescente confusione e totale diffidenza credo siano i sentimenti che stanno inondando l’Italia, semplicemente perché non si sa più cosa ascoltare e a chi credere. Sono disgustato da certi comportamenti e cambi di orientamento di determinati uomini politici e sono quasi rassegnato da regole che, al contrario di disciplinare e normalizzare, tendono ad incatenare l’intero sistema e farlo sprofondare verso il caos totale.

Il popolo non vuole essere solo rappresentato, ma vuole un governo responsabile, un leader che riesca a rappresentarli. La nostra Nazione ha bisogno di una personalità forte e di spicco, che sia espressa da un leader attraverso l’educazione, la formazione, la guida verso il raggiungimento di tutte quelle capacità (retorica, arte della persuasione), che fanno di un uomo comune un trascinatore delle masse.

L’uomo di cui abbiamo bisogno deve riuscire a coniugare le principali virtù aristoteliche ovvero coraggio, giustizia, prudenza, temperanza; ma la virtù consiste nel mantenersi sempre consapevole della propria posizione, senza che il potere offuschi la mente. Egli deve essere in grado di mantenere il consenso, e per farlo deve optare per una modalità di “governo” di tipo cooperativo, ovvero deve porsi ad un livello di controllo intermedio, e restare nella posizione di colui che dirige ma che sa di essere capo e suddito. Deve saper ascoltare e prevedere gli eventi, accettare l’aiuto dei seguaci tenendo sempre ben presente che è proprio da loro che deriva la legittimazione e il mantenimento della propria autorità; deve saper adeguarsi alle situazioni, normali o di crisi, e preferire uno stile consultivo ad uno autoritario, in modo da circondarsi di persone valide e fidate tra le quali formare e scegliere il proprio successore.

Il punto cardine è la sovranità indiscussa del popolo, pertanto essa non può delegata ma, ci si deve assumere la responsabilità di raggiungere i risultati prefissati.

La situazione è così annebbiata, che è sempre più difficile riuscire a far comprendere le logiche politiche che in questi mesi hanno creato incertezza e instabilità. La disaffezione sta diventando cronica, perché non è più tempo di parole ma di fatti concreti.

La ferita si sta sempre più lacerando. Abbiamo bisogno di qualcosa di concreto su cui avere garanzia, su cui poter contare, abbiamo bisogno di un Paese di cui fidarci, per poter avere il coraggio di dire “Io sono Italiano”.

di Giovanni Buccheri, all rights reserved

Democrazia senza effetto ultima modifica: 2018-05-08T07:23:44+00:00 da Redazione

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