Danila Stalteri – Recitare emozionandosi

di Ilaria Pocaforza

Danila Stalteri – Recitare emozionandosi

di Ilaria Pocaforza

Danila Stalteri – Recitare emozionandosi

di Ilaria Pocaforza
6 minuti di lettura

Oggi The Freak intervista un’attrice romana simpaticissima che sta per portare in teatro a Milano lo spettacolo Manco fossi Laura Chiatti. Si tratta di Danila Stalteri.

Parlaci dello spettacolo che porti in scena, “Manco fossi Laura Chiatti”, nel quale hai sia il ruolo di one woman show che quello di regista.
Questo spettacolo nasce da una serie di racconti e aneddoti autobiografici che raccontavo ogni volta ai miei amici. Ho pescato tra le mie molteplici esperienze di attrice, così ho preso in parola quanti mi dicevano di portare in scena questi episodi ed ho scritto questo monologo, interpretandolo io stessa.
Lo spettacolo, dopo il debutto a Lucca e a Roma, sarà a Milano il 30 novembre (data unica).

Manco fossi laura chiatti

Quale motivo ti ha spinta a recitare e ricordi il momento in cui ti sei detta: “Da grande farò l’attrice”?
Quando avevo 18 anni e frequentavo il liceo, un regista mi fece un provino. Così dalla scuola passai alla recitazione. Circa il momento in cui decisi che questo mestiere sarebbe stato quello della mia vita, forse fu la mia prima volta su un set: si trattava di un film con attori come Massimo Wertmuller e Francesco Venditti. Lì capii che davvero quel gioco poteva essere qualcosa che avrei fatto anche in futuro.

Il tuo ricordo più bello sul set.
Ricordo che ero sul set di una fiction, Un’altra vita, e dovevo interpretare la scena del parto. Insieme a me c’era Vanessa Incontrada, e quella scena fu così emozionante che Vanessa prese la mia mano e se la mise sul petto, per farmi sentire come il suo cuore effettivamente scoppiasse di gioia.

Danila Stalteri e Terence hill
Danila Stalteri e Terence hill

Cosa ti piace della professione di attrice?
Il contatto con la gente, il conoscere sempre delle persone nuove: il fatto di trovarsi su un set, di far parte di una compagnia teatrale, l’essere sempre in viaggio ti fortifica e ti arricchisce a livello personale, ti fa conoscere il mondo. Ad esempio, ieri ho terminato di girare un film per il cinema, che si intitola Il viaggio, e che è molto particolare perché è interamente ambientato su un treno. Il mese che ho trascorso a girare, lontano da casa, mi ha consentito di conoscere i colleghi, i tecnici… E’ quasi come se si fosse creata una famiglia, è stato come entrare per un po’ di tempo nella vita degli altri.

C’è una particolarità caratteriale di un personaggio che hai interpretato che vorresti possedere tu?
Nella prima serie che ho girato con Cinzia Th Torrini, Terra Ribelle, ho interpretato il personaggio di Vittoria Hoffman, una donna bella, spregiudicata e calcolatrice, una donna che adoperava la furbizia ed il calcolo per realizzare i propri scopi. Le invidio un po’ questo suo modo di fare, perché io voglio solo essere valutata per le mie capacità, mettendo in secondo piano il mio aspetto estetico.

Se non avessi fatto l’attrice, quale lavoro ti sarebbe piaciuto fare?
Un lavoro che in maniera intermittente ho fatto: la correttrice di bozze. Infatti, sono laureata in Lettere, e mi piacque moltissimo fare emergere il mio lato…secchione! Non dico mai: “Avrei fatto quello”, perché penso che un domani il mestiere di attrice potrebbe finire, quindi trovo sia utile avere sempre un piano B.

Danila Stalteri
Danila Stalteri

Oltre alla recitazione, quali passioni hai?
La lettura, tanto che mi piace molto anche rileggere i testi, perché penso che ogni volta che leggiamo nuovamente un libro cogliamo degli aspetti che non avevamo notato la volta precedente. Mi piace anche scrivere, infatti, oltre ad aver scritto questo monologo, mi sono già messa al lavoro nella scrittura di un’altra cosa, perché mi sono resa conto che mi adoro scrivere per il teatro, così come camminare, andare in bici e fare yoga.

C’è un attore e/o un regista con cui vorresti lavorare e uno col quale hai avuto la possibilità di lavorare e con cui hai provato un particolare affiatamento?
Un’attrice con cui vorrei lavorare, perché è la mia attrice di riferimento, è Tilda Swinton. Una regista con cui vorrei lavorare è Mira Nair, una regista indiana che trovo particolarmente sensibile e profonda, che trovo sappia dipingere le donne in maniera eccezionale. Con Cinzia Th Torrini mi sono trovata benissimo: lei è meticolosa, dura ma chioccia, così come con Vittorio Sindoni, col quale abbiamo girato una miniserie ad Arezzo un po’ di anni fa, mentre quest’anno ho fatto con lui Abbraccialo per me, una pellicola molto coraggiosa che parla di disabilità mentale.

C’è qualcuno che vorresti ringraziare per il percorso che hai fatto finora?
Sicuramente Gianni Leacche, l’ex regista de La Squadra, il quale fu colui che venne a farmi il famoso provino a scuola: senza di lui non sarebbe iniziata la mia carriera. Allo stesso modo ringrazio Cinzia Th Torrini e Francesco Macedonio: quest’ultimo regista oggi non c’è più, ma con lui ho lavorato al Teatro Stabile di Trieste, in uno spettacolo con Daniela Poggi. Lui mi ha veramente massacrato: era il classico regista anziano che metteva a dura prova la giovane attrice, dando per scontato che non fosse tanto brava, ma anche un po’ scema. Questo mese così duro con lui mi formò tantissimo, perché oggi, qualsiasi cosa mi dicano, io vado dritta per la mia strada, pur accettando i consigli.

Danila Stalteri
Danila Stalteri

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Ho terminato il film Il viaggio, e prossimamente andremo in giro per l’Italia per la promozione della pellicola, poi ho lo spettacolo sia a Milano che in Molise (quest’ultima sarà una mini tournée,) poi sarò al cinema con Abbraccialo per me, ed infine in tv con una delle puntate della serie L’allieva, con Alessandra Mastronardi. Inoltre, a dicembre uscirà un libro fotografico celebrativo dei primi 15 anni di Rai Cinema, all’interno del quale sono ritratti tutti gli attori che hanno partecipato alla storia del cinema italiano. All’interno di questo libro ci sarò anche io. Questa cosa mi riempie di orgoglio e mi fa pensare che nella vita, come nel lavoro, quando semini, poi arrivano anche degli effetti.

Che consigli daresti ad un giovane aspirante attore?
Sicuramente quello di cominciare a lavorare al più presto, infatti studiare è importante, ma è altrettanto importante capire come funziona l’ambiente della recitazione.
Infine, ritengo importantissimo capire se davvero questa è la professione che si vuole intraprendere: non basta essere carini e spigliati per fare l’attore. Se si è disposti a soffrire per arrivare a raggiungere i tuoi obiettivi, questa è la strada che puoi provare ad intraprendere.

Grazie Danila Stalteri e In bocca al lupo.

A cura di Ilaria Pocaforza.

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