Meglio allearsi con la Grecia
e non con la Francia?

Conviene davvero allearsi con la Grecia
e non con la Francia?

La questione migranti sta cambiando le alleanze dell'Italia
ma siamo sicuri che sia intelligente abbandonare l'asse con la Francia?

di Guido Laganà
di Redazione The Freak

Meglio allearsi con la Grecia
e non con la Francia?

Conviene davvero allearsi con la Grecia
e non con la Francia?

Conviene davvero allearsi con la Grecia
e non con la Francia?

di Guido Laganà
di Redazione The Freak
Francia

Meglio allearsi con la Grecia
e non con la Francia?

Conviene davvero allearsi con la Grecia
e non con la Francia?

La questione migranti sta cambiando le alleanze dell'Italia
ma siamo sicuri che sia intelligente abbandonare l'asse con la Francia?

di Redazione The Freak
di Guido Laganà
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L’Italia con Cipro, Malta e Grecia e non più con Francia e Germania. Questo sembra essere il dato più rilevante di questo primo mese di governo Meloni in termini di alleanze in politica estera. La questione ovviamente è semplice da intuire, basta leggere la dichiarazione congiunta dell’Italia con i suoi nuovi alleati nella quale si chiede all’Unione europea “una giusta ripartizione per la ricollocazione dei migranti”.

In poche parole emerge un forte risentimento da parte dei 4 paesi del Mediterraneo per il gravoso lavoro che essi svolgono per la gestione dei flussi migratori. C’è un però, dal mio punto di vista. La collocazione geografica di questi 4 paesi – ahimè – fa di loro i principali soggetti interessati proprio perché godono di una posizione strategica nel Mediterraneo. 

Questa dichiarazione ha un ulteriore risvolto a livello europeo, ovvero i partner con cui ci vogliamo alleare. Ultimamente l’Italia ha goduto di una posizione molto rilevante all’interno dell’UE, costruendo una grande parternship con la Francia, Germania e Spagna. In particolare con la Francia si è persino siglato un accordo per cui una volta al mese un ministro italiano partecipa al Consiglio dei Ministri francese e viceversa. Questo dimostra come il legame creato negli ultimi due anni, in particolar modo, da Mario Draghi con la Francia sia diventato quasi essenziale per poter negoziare a livello europeo sulle questioni scottanti che l’UE si trova ad affrontare.

Oggi però il clima non sembra dei migliori perché, a livello politico è iniziata una diatriba che la sorella maggiore, così autodefinita da se stessa, ha instillato a livello diplomatico, con ovvi risvolti a livello mediatico. Questa diatriba ha diversi risvolti: 

Riguarda certamente l’abbandono o la poca considerazione dell’Italia nei confronti della Francia nei dossier europei. Questo dovuto al fatto che la maggioranza di governo ha da tempo giudicato l’atteggiamento dei francesi come altezzoso nei confronti della loro classe politica nazionale. 

Sicuramente la nomina di una Presidente del Consiglio di destra ha destato a livello europeo qualche perplessità, dando anche qualche assist ai partiti politici di centro-sinistra di tutt’Europa. Mi spiego meglio, in Francia l’equivalente della Meloni è la Le Pen e dunque quale miglior assist per il partito di Macron attaccare il modello di governo dell’equivalente nazionale della Le Pen? 

Continuando sul secondo punto però c’è da dire che in Italia il passaggio da partito di opposizione a quello di governo e di conseguenza anche quanto detto in campagna elettorale, appare ad oggi molto affievolito se non dimenticato. Tant’è che rifacendosi alle parole della Meloni, se le si dovesse far vedere un video in una qualsiasi piazza della campagna elettorale oggi si direbbe che “gli alieni” sono loro. Ma la semplice verità è che la Meloni si è trovata ad essere compressa nella macchina di governo che ancora gode della “benzina Mario Draghi” e che molti dei proclami fatti in campagna elettorale sono sostanzialmente impraticabili. 

Il punto però è che il sistema di governo francese è ben diverso dal nostro, perché chi viene eletto ha il potere di cambiare radicalmente le posizioni che una precedente amministrazione aveva adottato e dunque per questo potremmo in qualche misura compatire la strategia di Macron che sta adottando, d’altra parte non potremmo dire lo stesso della Meloni perché allearsi con paesi diversi da Francia e Germania potrebbe rivelarsi suicida per i prossimi dossier che dovranno essere affrontasti. 

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