City on a Hill, lunga vita alla corruzione

di Fabrizio Grasso

City on a Hill, lunga vita alla corruzione

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City on a Hill, lunga vita alla corruzione

City on a Hill, lunga vita alla corruzione

di Fabrizio Grasso
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La serie prodotta da Matt Damon e Ben Affleck e in onda su Sky Atlantic giunge al giro di boa. Kevin Bacon e Aldis Hodge in una Boston degli Anni ’90 dove regna il crimine e i buoni soccombono.

«Nella vita, prima o poi, ogni uomo deve issare la bandiera nera e iniziare a tagliare gole». Nell’America di fine anni ’90 non c’è spazio per la gentilezza, il buonismo e la tranquillità. Sopravvive solo il più forte, o colui che è talmente furbo da ingannarlo. In questo scenario si snoda City on a Hill, la nuova serie tv in onda su Sky Atlantic e giunta ormai al giro di boa. Prodotta dalle star di Hollywood Matt Damon e Ben Affleck, racconta le indagini che portarono a quello che è passato alla storia come il “Miracolo di Boston”, che ha consentito alla città del Massachussets di ripulirsi dal fango della malavita e del crimine e divenire così una metropoli ambita e gettonata dal turismo.

A incitare l’uomo a tagliare gole come un navigato pirata del ‘700 è Jackie Rohr (Kevin Bacon), detective dell’FBI di Boston, che, per farsi strada e ottenere autorità in città, non si è risparmiato da nulla. Beve, si droga (una striscia di cocaina a puntata) e tradisce costantemente la moglie con una giovane prostituta asiatica. Le sue fonti sono spesso gente della malavita stessa, pagata a dovere dallo stesso Rohr per tenerlo informato su tutto quanto accade in città. Accanto a lui, al centro delle vicende di City on a Hill c’è Decourcy Ward (Aldis Hodge), avvocato e procuratore di colore con l’intenzione di ripulire la città. Sposato, si tiene lontano da alcool e fumo e va in chiesa ogni domenica. Nulla di più lontano da Rohr, con il quale però sarà costretto ad allearsi per raggiungere il suo scopo salvifico.

I sei episodi della serie (già riconfermata per una seconda stagione) finora trasmessi, vedono i due e il resto del corpo di polizia di Boston sulle tracce di una banda di criminali, colpevole di aver derubato un furgone blindato e di aver ucciso le tre guardie al suo interno. Questi non sono ignoti al pubblico, che ha anzi avuto modo di conoscerli nel corso dei primi momenti della narrazione. Si tratta di Frankie Ryan (Jonathan Tucker) e dei suoi complici, tra cui figura anche il fratello Jimmy (Mark O’Brien). Spinto da una condizione di estrema povertà, nella quale deve crescere tre figlie insieme alla moglie, il personaggio di Frankie è uno dei più enigmatici dell’intera serie. Di giorno impiegato di un supermercato, di notte criminale. La sua vita è sempre a metà tra bene e male, tanto che da spettatori si fatica a decidere se stare dalla sua parte o meno. È questo sicuramente uno dei tratti distintivi di City on a Hill: non esiste buono e cattivo, o perlomeno se esiste, è nascosto sotto un profondo strato di corruzione. «L’ingiustizia può dare senso alla giustizia», ricorda Rohr. «Solo quando hai conosciuto l’una puoi descrivere l’altra».

Accanto alla trama principale poi si snodano tante altre piccole storie, presentate come contorno ma capaci di aggiungere sempre qualcosa in più alla descrizione della quotidianità di Boston. Dal reverendo della chiesa di Ward, accusato di molestie sessuali da alcune donne della parrocchia, ma comunque forte nella sua posizione di religioso, alla moglie di Rohr (Jill Hennessy), con il sogno di fare l’insegnante ma imprigionata nella propria casa dal marito sin dal matrimonio e detestata dalla figlia sedicenne che non dà ascolto ai genitori.

Ci sono la ricerca delle donne di avere pari diritti, la continua guerra razzista tra bianchi e neri, il problema crescente dell’alcolismo e della tossicodipendenza tra i minorenni, la corruzione, la prostituzione. Non manca nulla per descrivere una città ormai ridotta allo stremo e teatro di violenza e morte sulle strade. Un posto dove chiunque fa un patto con il diavolo. «Sono andato così lontano che ci metterei troppo a tornare indietro», ricorda Rohr al suo amico Decourcy. Il “Miracolo di Boston” deve ancora arrivare, qui i buoni non esistono.

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