Cinema: Cenerentola – “con gentilezza e coraggio oggi, con sogni e desideri ieri”

di Chiara De Dominicis

Cinema: Cenerentola – “con gentilezza e coraggio oggi, con sogni e desideri ieri”

di Chiara De Dominicis

Cinema: Cenerentola – “con gentilezza e coraggio oggi, con sogni e desideri ieri”

di Chiara De Dominicis
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Doverosa premessa: Cenerentola è sempre stata la mia principessa Disney preferita. Per me non esisteva nessuna Bella Addormentata, nessuna Belle, Ariel o Biancaneve. Io avevo occhi solo per lei, il suo gruppo di topolini capitanati da Gas Gas e le sue scarpette di cristallo. Inoltre, al momento della trasformazione in principessa i suoi lunghi capelli venivano raccolti in un’acconciatura “alta”, e per me lei diventava la principessa dai capelli corti, proprio come i miei (sì, ero una bambina atipica che non si sentiva rappresentata a pieno dal buon vecchio Walt).

Detto ciò, capirete perché le mie aspettative verso questo film diretto da Kenneth Branagh per la Walt Disney Pictures, erano altissime.

cenerentola

Partendo da una piccola nota di patriottismo, sappiate che questa pazzesca scenografia è farina del sacco di un nostro compaesano, Dante Ferretti. Cinderella, o meglio Ella, ha il volto dell’angelica Lily James, già vista in Downton Abbey e il principe è il Richard Madden di Games of Thrones (thumb up per la scelta di protagonisti provenienti da due meravigliose serie tv). Ma i due nomi per eccellenza sono senza dubbio la divina Cate Blanchett in versione matrigna e l’immancabile signora Burton, Helena Bonham Carter nei panni di una fata madrina con la passione per le scarpe e un pizzico di sbadataggine che non le permette di gestire la trasformazione della zucca in carrozza, sicuramente una delle scene da non perdere.

cenerentola

La trama di riferimento è quella che conosciamo bene: Ella è una bambina felice, amata dai suoi genitori, un padre commerciante di tessuti e una madre che le insegna il “potere della gentilezza”. Dopo la morte di quest’ultima, il padre si risposerà con Lady Tramaine. Lei e le sue superficiali, e memorabilmente sciocche, figlie Anastasia e Genoveffa si stabiliranno in casa, trattando Ella come una serva in seguito al decesso del padre. Col volto macchiato di cenere dopo aver dormito al calore del focolare, la giovane Ella verrà, in maniera dispregiativa, soprannominata Cenerentola dalle adorabili sorellastre.

Un incontro con il principe nel bosco, spacciatosi per un apprendista di palazzo, la spinge a voler partecipare a tutti i costi al ballo di corte per poterlo rivedere; Ella dovrà vedersela con la malvagia Cate Blanchett che, gelosa della sua bellezza e spaventata dalla possibilità che soffi alle sue figlie la proposta di matrimonio regale, le impedisce di uscire di casa.

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Ma ecco apparire una vecchietta bisognosa, che il potere della gentilezza di Cenerentola trasformerà nella fata madrina che tutte abbiamo sempre desiderato. E qui il tasto dolente è l’assenza di Bibbidi Bobbidi Boo, che personalmente ho sentito: nonostante fosse un remake e volesse volontariamente non ripercorrere a pieno la versione del 1950, io ero già pronta a cantare, ma inutilmente. Almeno sono stata distratta dagli effetti speciali, dai costumi meravigliosi e soprattutto dallo splendore di una carrozza che nemmeno Re Mida.

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Ed eccoci quindi al sontuoso ballo: il principe non ha occhi che per lei, ma si sa, il tempo vola quando ci si diverte e la mezzanotte arriva in fretta. Durante una rocambolesca fuga Ella perde la sua scarpetta di cristallo, e da lì il resto è storia.

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Altra grande assenza che mi sento di sottolineare, è quella de “I sogni son desideri”, sostituita da un ricorrente “Sii gentile sempre, ed abbi coraggio”. E’ comunque un bel messaggio per i piccoli seduti in sala, ma io sono cresciuta negli anni 90, quindi sono giustificata a soffrirne l’assenza.

Alcuni potranno pensare che il film è forse fin troppo fedele e magari avrebbero preferito qualche novità in più per questa ennesima versione, al di là della questione musicale. Altri potrebbero essere infastiditi dal leggero riadattamento della stessa casa ne che nel 1950 ne ha fatto un capolavoro.

Ma se, come me, siete dei veri cultori del grande classico, questa versione non vi deluderà. C’è il lieto fine, ci sono gli animali amici di Ella, c’è la morale Disneyana e ci sono anche i sorrisi e le risate.

Grazie Disney, anche se probabilmente non avrò più modo di ascoltare la vecchia “Scegliete solo videocassette originali Walt Disney Home Video”, trovi ancora il modo di rendermi parte del tuo mondo.

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