Christmas must movies: tra panettone, maglione kitsch e luci in stile Cocoricò.

di Chiara De Dominicis

Christmas must movies: tra panettone, maglione kitsch e luci in stile Cocoricò.

di Chiara De Dominicis

Christmas must movies: tra panettone, maglione kitsch e luci in stile Cocoricò.

di Chiara De Dominicis
4 minuti di lettura

Il periodo natalizio è bello anche perché è sinonimo di tradizione; forse è l’unico periodo dell’anno in cui tutto sommato la routine non ci pesa poi tanto, pranzi infiniti e parentado inclusi. Una delle cose che contribuisce a rendere il tutto più tradizionale sono i film che da anni ci portiamo sotto l’albero. Ma qualora siate indecisi o poco pratici del settore, ecco qui una piccola playlist di essentials affinché IT BEGINS TO LOOK A LOT LIKE CHRISTMAS.

Attenzione: le seguenti pellicole vanno guardate rigorosamente indossando un maglione kitsch, calzini con le renne e mangiando panettone e pandoro come se non ci fosse un domani (riguardo i canditi e l’uvetta, fate vobis).

NB: Non mi soffermerò su “Mamma ho perso l’aereo”, “Una poltrona per due” e “Miracolo sulla 34esima strada” solo perché vanno oltremodo al di là della tradizione stessa.

Serendipity

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Sarà lo sfondo di New York City a Natale, sarà la storia fiabesca con una percentuale di fattibilità pari al nulla (ma che ciò nonostante continuiamo imperterriti a guardare e sognare) e saranno anche i capelli crespi di Kate Beckinsale (stop alle strafighe sempre piastrate e boccolate pure appena sveglie e sotto il diluvio universale), ma che crediate o meno nell’esistenza del fato a guidare la vostra vita, questo film è indispensabile per recuperare un po’ di magia e di fiducia nel mondo. Se ne consiglia la visione più volte durante l’anno qualora i valori di cui sopra scarseggino.

Che la serendipità sia sempre con voi.

Vacanze di Natale

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Lo so lo so, i cinepanettoni o li si amano o li si odiano, ma lasciatemi dire almeno che le le pellicole degli anni 80 e 90 erano ad altri ed alti livelli. Questo fu il primo di una lunga e fortunata serie, rimasto nella storia non solo per le battute intramontabili di Riccardo Garrone e Jerry Calà, ma anche per le colonne sonore; se poco poco amate la musica anni 80 troverete pane per i vostri denti. Made in 1983, per la regina di Carlo Vanzina, protagonisti sono un giovanissimo Claudio Amendola figlio di un macellaio di viale Marconi che, disertata la comoda e vicina Ovindoli, debutta nella regina delle Dolomiti Cortina, Christian De Sica con la sua intramontabile famiglia Covelli mangiatrice di fusilli, the fusils!, e il piano bar del donnaiolo Jerry Calà noto ai più come Billo..

E alla fine: “Anche questo Natale se lo semo levato dalle palle!”, cit. papà Covelli.

Il Grinch

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Tratto dall’omonimo libro del Dr. Seuss, il film del 2000 parla di un personaggio meschino, interpretato da Jim Carrey, che odia il Natale ed è pronto a rovinare la festa a tutti coloro che ci credono. Però, l’apparenza inganna, e anche il mostriciattolo verde ha un’anima che può venir salvata per miracolo solo a Natale. Grazie alla bravura di Jim Carrey, a cui evidentemente il verde dona alla grande, e alla sua originale interpretazione, questo “quasi” cartone lascia il segno;  ed è inutile che lo adoperiate sui social network come emblema dell’ anti-natale, sappiate che lo spirito della festa è sempre dietro l’angolo!

Nightmare before Christmas

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Questa bella fiaba musicale del 1993 vede protagonista il re di Halloween Jack Skeletron, innamoratosi perdutamente dell’ambiente natalizio al punto da volersi sostituire a Babbo Natale, non senza disastrose conseguenze. Tim Burton dà vita ad un prodotto cinematografico senza tempo, gotico e spettrale, che ha senza dubbio cambiato il mondo dell’animazione grazie a delle tecniche all’avanguardia. Nonostante qualcuno, come mia madre, a trovarselo davanti continui a sottolinearne il lato pauroso, il consiglio è sempre quello di interpretarlo come un fantastico sogno piuttosto che come un incubo. D’altronde: “Non sforzarti di capirlo, devi solo immaginarlo!”

Mickey’s Christmas Carol

Non poteva mancare un figlio del Walt mondiale. Di tutti quelli che ci vengono riproposti sotto le feste, il lungometraggio del 1983 tratto dal racconto di Charles Dickens, è senza dubbio il più “intonato”. La trama ripercorre quella del Canto di Natale, con tutti i personaggi Disney all’appello: zio Paperone che interpreta Scrooge, Topolino, Paperino, Pippo, Pietro Gambadilegno che impersona lo Spirito del Natale Futuro, il Grillo parlante spirito del Natale Passato…Camei di, tra i tanti, zio Reginaldo, Cip e Ciop, Lady Cocca, Nonna Papera ed Orazio. Insomma, vale la pena prendersi questa mezz’ora non solo per rispolverare un po’ di letteratura inglese, ma anche per costatare, ancora una volta, quanto le animazioni disneyane di un tempo resteranno per sempre intramontabili e meravigliose.

The family man

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Tornando ai blockbuster d’oltreoceano, incontriamo stavolta un Nicolas Cage che ha tutto dalla vita: un attico, una Ferrari e un ottimo lavoro. Durante la vigilia di Natale incontra un angelo che gli offre la possibilità di rivivere la sua vita così come sarebbe stata se non avesse anteposto la carriera da broker all’amore e alla famiglia. Così il giorno di Natale si risveglia a letto con moglie e figli mentre la sua auto sportiva si è trasformata in una familiare. Come al solito, rivivere il passato ed incontrare un probabile futuro è un tema ricorrente a Natale. C’è sempre questo senso di “come sarebbe stato se”, “come sarebbe se”, quindi siete anche voi delle vittime dello sliding doors effect, questo è il film che fa per voi.

 

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