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Mary Higgins Clark scrisse “Nel 1947 la moda ristagnava, incapace di staccarsi dalle fogge militari che avevano caratterizzato gli anni della guerra: Tessuti poveri; spalle squadrate; bottoni d’ottone. Poi, Dior, un giovane e timido stilista, dichiarò che quello che volevamo tutti era dimenticare finalmente la guerra. Eliminò le gonne corte, simbolo di una moda condizionata dalle ristrettezze, e rivelandosi un vero genio, ebbe il coraggio di annunciare a un mondo scettico che l’abito da giorno del futuro avrebbe avuto una lunghezza al polpaccio o addirittura alla caviglia.”

Il coraggio di reinventare la moda, seguendo un preciso immaginario fatto di eleganza e cura del dettaglio, caratterizza la maison Dior da 70 anni e per questo importante anniversario sono state organizzate delle mostre di eccezionale prestigio in giro per il mondo.

La stagione è stata aperta, ovviamente, a Parigi con COUTURIER DU REVE, una mostra che ha approfondito la storia, il carattere e la rivoluzione stilistica introdotta da Christian Dior, con filmati, lettere, fotografie, abiti, bozzetti, ma anche una retrospettiva dedicata ad ogni singolo stilista che ha preso in carico la direzione artistica della maison, arricchendola di un gusto ed una visione personale, senza mai dimenticare le origini e il fil rouge che permea il mondo DIOR.

Ed è effettivamente un tuffo in questo mondo quello che abbiamo fatto entrando nel Musee des Arts Decoratifs, le cui stanze sono state trasformate in magnifici sogni: la stanza Versailles: rivestita di specchi e carillon di abiti Haute Couture, le stanze giardino: in cui installazioni di fiori calano dal soffitto e si ripropongono non solo nelle pareti ma anche negli abiti, altre dedicate alle contaminazioni con il gusto e le tradizioni di altri paesi, o altre in cui tutto è suddiviso in una sorprendente ed accuratissima scala cromatica con miniature di modelli iconici.

La seconda mostra, quella a cui, per distanze logistiche, non parteciperemo, è quella di Melbourne: “The House of Dior: Seventy Years of Haute Couture”, una vera e propria celebrazione dei momenti più importanti e delle creazioni di Dior, tra cui, l’iconica silhouette “New Look” che ha rivoluzionato la moda dal suo esordio negli anno ‘50 fino all’estetica contemporanea.

La scelta di Melbourne è stata dettata da un’affinità unica e di lunga durata tra Dior e l’Australia, che è iniziata e rappresentata dalla storica sfilata che ci fu nella primavera del 1948 al David Jones, Sydney, dove sfilarono cinquanta creazioni originali dello stilista Christian Dior, in quella che fu la prima completa collezione di Dior ad andare in scena al di fuori dell’Europa.

Infine, dal 2 febbraio al 14 luglio 2019 sarà possibile visitare “Christian Dior: Designer of Dreams”, al Victoria&Albert Museum di Londra, che si prepara a raccontare la storia di Christian Dior in grande stile. Una grande esibizione (la più vasta del museo londinese dopo quella dedicata ad Alexander McQueen nel 2015) costruita su quella proposta dal Musée des Arts Decoratifs di Parigi ma con qualche differenza, visto che la collezione è stata re-immaginata per spiegare il rapporto tra lo stilista e la cultura British.

Un legame profondo segnato dal fascino di Christian Dior per palazzi e giardini inglesi, per i transatlantici della Marina britannica, come la Queen Mary, fino ad arrivare al suo amore per gli abiti tradizionali Savile Row. Un rapporto di ammirazione sfociato nella prima sfilata londinese di Dior nel 1947 e nell’apertura di Christian Dior London nel 1952.

Da febbraio sarà dunque possibile ripercorrere la storia del fondatore della maison e dei sei direttori artistici che gli sono succeduti (Yves Saint Laurent, Marc Bohan, Gianfranco Ferré, John Galliano, Raf Simons e Maria Grazia Chiuri) attraverso le loro creazioni, le collaborazioni con i migliori artigiani britannici e le relazioni con alcuni dei clienti famosi d’oltremanica, come l’autrice Nancy Mitford e la ballerina Margot Fonteyn. Il posto d’onore nella mostra sarà occupato dall’abito disegnato da Christian Dior per la Principessa Margaret, sorella della Regina Elisabetta, indossato in occasione del suo 21esimo compleanno.

 

Infine, per gli appassionati, segnaliamo che su Netflix è possibile trovare un documentario incentrato proprio sulla storia della maison Dior e su uno dei suoi, a nostro parere, migliori Direttori Creativi: Raf Simons.

di Martina Cotena, all rights reserved 

Christian Dior: designer of dreams ultima modifica: 2018-09-15T18:05:25+00:00 da Martina Cotena

A proposito dell'autore

Martina a 7 anni voleva fare la pittrice, poi il padre le ha chiesto se voleva morire come Van Gogh: povera e con un orecchio mozzato (sì, esattamente con queste parole…) e così ha deciso che avrebbe optato per la sua seconda passione: Gira la moda... così, adesso fa la stilista. Le piace: Paolo Conti, la punteggiatura e il punto e virgola (che nessuno sa mai come usare), la mozzarella di bufala, Dior e Valentino, cambiare colore ai capelli, Baricco, l’odore della pittura ad olio, il mare d’inverno, il pistacchio di bronte, il violoncello, i classici Disney, i tatuaggi. Non le piace: avere un agenda, i bigotti, il caffè dolce, l’ipocrisia, sudare, la gente spocchiosa, le zanzare, Desigual, i peperoni, le mani non curate, quando le si ricorda che a 28 anni ancora non ha la patente, la puzza della metro, i film horror, chi parla male delle persone tatuate.

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