Caterina la Grande, lo sfarzo del potere

di Fabrizio Grasso

Caterina la Grande, lo sfarzo del potere

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Caterina la Grande, lo sfarzo del potere

Caterina la Grande, lo sfarzo del potere

di Fabrizio Grasso
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Venerdì sono andati in onda i primi due episodi della nuova miniserie targata Sky e Hbo. Una sontuosa Helen Mirren nei panni della donna che regnò sulla Russia per 34 anni, rendendola un paese pioniere e invidiato da tutti

Imperatrice e sovrana di tutte le Russie. Si presenta così Sofia Federica Augusta di Anhalt-Zerbst, che solo dopo la conversione alla chiesa ortodossa, avvenuta all’età di 15 anni, prenderà il nome che la farà entrare nella storia: Caterina. Le sue gesta e la sua capacità di mantenere il trono di Russia saldamente nelle proprie mani per ben 34 anni le incollarono addosso il nome di Caterina la Grande, una donna che ebbe pochi eguali nel corso della lunga dinastia di Russia ma anche negli altri regni occidentali.

Immagine ANSA

La sua vita, o meglio, la parte finale della sua lunga reggenza è al centro della nuova serie originale Sky, realizzata in collaborazione con Hbo (Il Trono di Spade Chernobyl, per ricordare solo gli ultimi capolavori della casa di produzione americana), Caterina la Grande. Altrettanto sontuosa è l’attrice che veste i panni dell’imperatrice di tutte le Russie, la “salentina acquisita” (ha casa e un wine bar a Tricase, in provincia di Lecce) Helen Mirren. «Sono stata da sempre affascinata dalla storia di Caterina e non solo per il mio legame inscindibile con la Russia», ha dichiarato l’attrice, il cui padre è il russo Vasilij Petrovič Mironov. «Era una pioniera per il suo tempo, ha portato un approccio molto innovativo e rigeneratore. Una donna forte, intelligente, lungimirante e sofisticata».

Accanto a lei un personaggio enigmatico quanto scaltro, il maggior generale Grigorij Potëmkin, nei cui panni si cela il volto di Jason Clarke (Terminator Genysis Pet Sematary). Per quanto la carriera di Potëmkin – quello cui fu dedicata la famosa corazzata, per intenderci – sia di rilievo eccezionale, tanto che da tenente giunse a ricoprire la carica di governatore, al centro della narrazione c’è sempre Caterina. Anche durante i loro momenti di amore passionale e clandestino, il fuoco è sempre incentrato sull’imperatrice.

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Nella vita ha avuto tutto e in grande quantità: amanti, soldi e soprattutto potere. «Quanti uomini hai avuto nella tua vita? 15?», le chiede a un certo punto un imbarazzato Potëmkin. L’imperatrice non risponde subito, lanciando prima una risata tenue ma penetrante, poi sottolinea. «Solo cinque, se includi mio marito Pietro III», lasciando intuire un chiaro intento occultatore. Già, Pietro III. All’inizio della serie sappiamo che è morto da tempo, e non è difficile comprendere che sia stato tolto di mezzo proprio dalla moglie Caterina. Cinica, decisa ma soprattutto ambiziosa, l’imperatrice di tutte le Russie ha eliminato ogni ostacolo tra lei e il trono senza troppi complimenti, compreso il marito. «Un uomo spregevole, sempre ubriaco e violento», lo definisce in più occasioni. Lei ubriaca non lo è, almeno di vino, ma il suo spirito è completamente inebriato dal potere e dalla voglia matta di tenerlo stretto nelle sue mani. «Sono in molti a volere il mio posto, il mondo è sempre governato da uomini. Anche la Russia non vorrebbe essere da meno, ma io non mi farò da parte». Il potere va a braccetto con il tratto forse più distintivo di Caterina: il femminismo.

In un mondo puramente maschilista, che vedeva le donne come un mero strumento di riproduzione, lei si staglia come una figura imponente, irraggiungibile per tutti coloro che non rientrano nelle sue grazie. E non sono molti. Il suo regno restò alla storia per essere uno dei massimi esponenti di quello che viene chiamato “dispotismo illuminato”.  Si interessò ai problemi dell’istruzione, fondando il primo istituto d’istruzione superiore femminile in Europa, delle finanze e della creazione di nuove cittadine fondate su suo ordine. Una donna avanti per i suoi tempi, una pioniera, come la definisce Helen Mirren. Tuttavia la sua politica comportò un aumento del numero dei servi della gleba, con il conseguente malcontento popolare e lo scoppio di numerose rivolte, represse sempre nel sangue, come quella guidata dal cosacco Pugačëv, con cui si conclude il secondo dei quattro episodi della miniserie.

Gli elementi che più colpiscono del lavoro realizzato da Hbo e Sky sono l’ambientazione e i costumi. Caterina II ha indossato i vestiti più belli e gli abiti più sfarzosi che la Russia abbia mai visto, riempiendo le sale del Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo. Azzurro e oro sono i colori prediletti dall’imperatrice, simbolo di regalità e purezza, emblemi che voleva fossero i cardini del suo regno. I tessuti dei suoi abiti, ma anche quelli dei militari, dei principi e degli aristocratici sono riprodotti alla perfezione, tanto che non è da escludere una partecipazione vittoriosa ai prossimi Grammy Awards.

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