lunedì, 20 Gennaio, 2020
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La ragazza di Manchester

Era l’estate del 1983 ed io avevo appena compiuto ventitré anni. Lavoravo per la seconda volta consecutiva in un hotel della riviera romagnola facendo ogni sera pianobar. Finito di cenare i clienti e gli abitanti del paesino si venivano a sedere al bar ed ascoltavano le canzoni che avevo in scaletta. Carola era una mia coetanea che veniva...

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Il nostro bisogno di relazioni

“Che te preparo Margherì?” “Un caffè macchiato, grazie. Ma io non mi chiamo Margherita.” “Amore mio, ma tu sei un fiore, vuoi che te chiamo Crisantemo?”Dice Stefano del bar. Parla romano Stefano: con quell'inflessione morbida e calda che ti accarezza fino dentro le ossa.È l’unico aperto, oggi, in mezzo alle serrande silenziose e cieche qui al mercato del...

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Il Chitarrista della Notte

Sono venuto su in un quartiere difficile tra ladruncoli, tossici, spacciatori e qualche assassino. Abitavo in un palazzone a cinque piani in cui vi erano tanti appartamenti e decine di bambini che tenevano vivo quell’enorme ammasso di cemento. Quando non avevamo troppo da mangiare, assieme ad altri amici razzolavamo per i campi rubando ortaggi, galline e uova. In...

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La strega

Ero stato un pessimo figlio, poi un pessimo marito e infine un pessimo genitore. Avevo da sempre vissuto nella perdizione, tra orge, droghe, alcol e quanto di più disdicevole ci sia per la morale dell’uomo. Nulla mi turbava ed ero un peccatore incallito, di quelli per cui bisognerebbe creare un girone dell’inferno su misura. Bighellonavo intere giornate da...

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Fili sparsi

Da tempo, molto tempo ormai, me ne stavo in casa accovacciato sotto una coperta di polvere che non riuscivo a scrollarmi di dosso. Le gambe le avevo come incatenate, atrofizzate dalla lunga immobilità a cui ei avevo costrette. Non uscivo mai, non avevo nulla da fare, o meglio non avevo nessuno con cui stare. Ero troppo freddo, non...

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La crepa nel cuore

"Ho dormito male stanotte, sai Jean" - disse Martin stirandosi il viso con le mani mentre, con gli occhi seri, si scrutava nello specchio del piccolo corridoio. "Ho dormito male stanotte, sai Jean" - disse Martin stirandosi il viso con le mani mentre, con gli occhi seri, si scrutava nello specchio del piccolo corridoio. "Davvero Martin? Mi dispiace...

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